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Case history: utilizzo dei sensori Magiant presso le strutture della Provincia di Latina – Servizio e-Government

Intervista all’ing. Elvito Del Prete, Responsabile Servizio e-Government della Provincia di Latina

1. Quando avete iniziato a ‘creare’ il settore e-government, area tematica ad oggi ben in risalto sul vostro sito Web?

Il nostro Ente è da sempre molto attento alle potenzialità offerte dallo sviluppo e dalla ricerca nel settore dell’ICT. L’istituzione del servizio e-Government risale all’ormai lontano 2003, ma con gli anni si è provveduto a specializzarlo ed ad estendere la sua operatività su tutti i settori dell’Ente sino a costituirlo come unico centro di razionalizzazione, competenza e costo.

2. Potreste descrivere la struttura tecnologica e specificare quali benefits avete ottenuto come PA e relativamente all’offerta al pubblico dei servizi?

L’opportunità offerta dai sensori Magiant ha sicuramente incrementato la parte inerente la prevenzione dei malfunzionamenti. Il puntuale monitoraggio delle temperature dei nostri locali tecnici permette di avere sempre sotto controllo lo stato dell’umidità e soprattutto della temperatura che può così essere sempre mantenuta all’interno dei range stabiliti. Non da ultimo l’utilizzo dei sensori consente l’aggiustamento fine degli apparati di condizionamento a temperature più adatte al raggiungimento degli obiettivi (di temperatura ambientale) fissati. Tutto questo si traduce in un risparmio di energia elettrica e conseguente minor impatto ambientale.

3. Trattandosi di e-government, quale livello di automazione potete raggiungere con le strumentazioni di cui disponete?

Relativamente ai sensori Magiant abbiamo messo in esercizio un sistema di alerting (via email) che ci consente di intervenire con tempestività in caso di malfunzionamenti agli apparati di condizionamento nei locali tecnici. E’ allo studio la possibilità di interfacciare il sistema con un circuito di alerting “fisico” (es. accensione di led su una console) adoperando sistemi “Arduino”.

4. Avete avuto la possibilità di ridurre tempi e costi?

I tempi di intervento sono praticamente stati azzerati in quanto intervenendo sui semplici superamenti di soglie di warning piuttosto che di “errori critici” si può agire in relativa “tranquillità” sul malfunzionamento senza praticamente avere alcuna interruzione dei servizi. Per quanto concerne i costi, questi sono difficilmente misurabili. Tuttavia  basterebbe rispondere alla domanda: “Quanto ci costerebbe (nulla escluso) la rottura di un server ed il suo ripristino?”. Verrebbe da rispondere “molto” e comunque sicuramente molto più del costo di un sensore

5. Da quando avete scelto di utilizzare i sensori di Magiant?

Adoperiamo i sensori da circa un anno e mezzo.

6. Per quale scopo?

Lo scopo principe è tenere sotto controllo le temperature dei nostri locali tecnici ove operano i nostri server (insieme ad altre apparecchiature) e poter evitare in tal modo che questi vengano ad operare in condizioni di temperatura al di fuori del consentito al fine di prolungare la loro “vita operativa” e minimizzare i rischi di rotture dovute ad una temperatura eccessivamente alta di funzionamento (che, come si sa, influenza fortemente le rotture hardware).

7. Durante la fase di installazione dei sensori, avete riscontrato problematiche tecniche, quali ad esempio difficoltà relative a compatibilità con l’infrastruttura esistente?

Durante questa fase, vista anche la nostra “inesperienza” con il prodotto, abbiamo “scoperto” uno “strano” bug nel software di gestione. C’è da dire che tale inconveniente è stato segnalato al supporto tecnico che ha prontamente provveduto a correggerlo. A parte ciò il software è molto semplice da adoperare e configurare, ed anche ben curato nella parte grafica.

8. Ritenete che la parametrizzazione dei sensori sia accessibile o necessiti di personale IT specializzato?

La sezione di parametrizzazione è estremamente chiara e di semplice comprensione e non necessita di personale specializzato.

9. Da quando avete scelto i sensori Magiant avete avuto problemi di manutenzione?

Abbiamo avuto alcuni problemi agli apparati di condizionamento che tuttavia sono stati prontamente segnalati dal sistema, consentendoci di intervenire immediatamente ed evitando “guai” peggiori.

10. Su che SO lavorano i sensori? La soddisfazione per quanto riguarda la loro compatibilità con diversi SO è alta? Avete cambiato versione di SO da quando utilizzate i sensori? Sono sorti dei problemi?

I sensori operano tutti su sistemi Windows; non abbiamo riscontrato problemi di compatibilità; non abbiamo cambiato alcun sistema operativo.

11. Potreste descrivere una situazione ‘critica’ in cui i sensori hanno permesso di prevenire un danno grave alle apparecchiature?

Un venerdì mattina riceviamo un alert da uno dei sensori per un “superamento soglia temperatura”, dopo aver effettuato un controllo sul posto si è scoperto che era “saltato” il magnetotermico del condizionamento; riattivato il magnetotermico la situazione è prontamente rientrata. Se non avessimo avuto il sensore (o meglio il suo alert) avremmo lasciato il server a “cuocere” per l’intero fine settimana, ed al ritorno al lunedì lo avremmo trovato sicuramente spento (ovviamente con una procedura di spegnimento non opportuna) e diversi servizi interrotti oltre a malfunzionamenti generici sulla rete; in questi casi il tempo di individuazione del guasto (bloccante) sono sicuramente elevati ed il disservizio si protrae sino alla sua risoluzione; in più va considerato anche il “danno” alle apparecchiature (che non sono solo il server a cui è collegato il sensore, ma tutte quelle presenti nel locale) arrecato loro dall’esposizione a temperature elevate (che abbiamo verificato poter giungere sino a 55 gradi);

12. Avete mai pensato di ampliare i campi di utilizzo dei sensori, ad esempio per garantire il comfort microclimatico per gli operatori degli uffici o per tutelare eventuali archivi cartacei dall’aggressione dell’umidità?

Si, abbiamo pensato a questa possibilità in termini di un sistema per la razionalizzazione dell’uso dei condizionatori nelle singole stanze, altra possibilità offerta dai prodotti Magiant.

M.F. Pria

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Controllo temperatura: i cibi non sono tutti uguali

Controllo temperatura:
nella cold chain del settore food il controllo temperatura deve tenere conto del processo cui sono sottoposti gli alimenti

Come si è avuta occasione più volte di sottolineare, la finalità della catena del freddo è volta al mantenimento, mediante controllo temperatura costante e preciso, del microclima idoneo per i prodotti stoccati e trasportati lungo tutto il percorso che porta i cibi nei banchi del fresco e dei surgelati.

Ciò che non si è ancora avuto modo di approfondire riguarda il fatto che il controllo temperatura deve tenere conto del processo di raffreddamento cui i cibi sono stati sottoposti e, di conseguenza, le temperature ottimali cui essi devono essere mantenuti, possibilmente anche dall’utente finale con apposite precauzioni (sacchetti termici, frigoriferi portatili di piccole dimensioni) che impediscano – anche in presenza di un perfetto mantenimento termico in ogni anello della cold chain – l’avvio di un processo di deterioramento che, nel peggiore dei casi porti al ricongelamento, procedimento inadeguato e dannoso.

Si vedano ora nel dettaglio i tre differenti processi cui i cibi trasportabili mediante catena del freddo vengono sottoposti.

· La refrigerazione, le cui temperature rientrano in un range incluso tra gli 0 °C e i 5 °C; si tratta di un procedimento, applicato principalmente ai cibi disponibili nel reparto dei freschi, che non prolunga eccessivamente la data di scadenza (si pensi al latte fresco, benché si tratti di un alimento sottoposto a pastorizzazione). La conservazione che la refrigerazione garantisce è ad ogni modo, se il controllo temperature non rileva in alcun momento un fuori range, in grado di conservare proprietà organolettiche e sicurezza igienico-sanitaria: la proliferazione dei microrganismi dannosi, conservati a temperatura di refrigerazione, è quasi del tutto bloccata. Per le loro caratteristiche (in particolare date di scadenza ravvicinate, il controllo temperatura è molto importante.

· Il congelamento implica la conservazione degli alimenti in un range di temperatura incluso tra -18 °C e -25°C; tale processo prolunga notevolmente la conservazione dei cibi senza che all’atto del consumo consistenza e caratteristiche organolettiche risultino alterate. Un possibile svantaggio del congelamento è dovuto alla formazione di cristalli di ghiaccio nelle membrane cellulari che rischiano così di lacerarsi provocando una perdita di nutrienti (senza tuttavia inficiare la salubrità del prodotto). Il controllo temperatura deve garantire una permanenza di minimo -18 °C durante gli spostamenti e gli stoccaggi intermedi.

· La surgelazione è un processo che in tempi ridotti – al massimo quattro ore – porta il prodotto, fin nella sua parte centrale, ad una temperatura di -18 °C, il controllo temperatura deve garantire, dopo la stabilizzazione termica (la surgelazione, appunto) il mantenimento costante. A differenza del congelamento, questo processo non rischia alcuna perdita di nutrienti.

Una volta di più, si può consigliare l’installazione per il controllo temperatura nei magazzini di transito e stoccaggio del termometro pen drive di Magiant Serverflu, aggiungendo che il dispositivo è idoneo per la cold chain dei prodotti congelati e surgelati e per quella dei prodotti freschi. L’importante è parametrizzare in modo differenziato il software.

M.F. Pria

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Igrometri: perché sono così importanti

Igrometri:

la necessità di uno o più igrometri all’interno delle server room, uno speciale dedicato ad approfondire la loro importanza  all’interno delle server room

Con riferimento alle soglie di umidità e temperatura indicate nell’articolo di apertura odierno, si dà per assodato che, poiché tali soglie sono molto vicine al confort microclimatico umano, gli operatori che lavorano nelle server room, in quanto specialisti informatici, siano perfettamente in grado di comprendere che il server monitor richiede di trattare la sala non come un normale ufficio, ma come un ambiente le cui condizioni vanno diligentemente preservate, piuttosto utilizzando accorgimenti per non subire i danni fisici dovuti al fatto che l’umidità microclimatica ottimale per l’uomo si assesta intorno al 65%. Si analizzano dunque qui le necessità cui gli igrometri rispondono dal punto di vista tecnologico.

Un tasso di umidità controllato e monitorato non è dannoso per le server room, anzi protegge l’ambiente dal rischio di un clima secco, potenziale veicolo di elettricità statica, la quale trova condizioni migliori se può fare leva su un clima secco e provoca danni alle apparecchiature, e protegge da un’umidità eccessiva, che aumenta i danni alle infrastrutture IT derivanti dall’azione negativa della condensa.

Le ragioni per cui il monitoraggio degli igrometri (dotati anche di funzione di rilevazione della temperatura) Umiflu di Magiant è un elemento importante nella progettazione o nell’ammodernamento delle server farm, dipende dal fatto che all’interno degli ambienti dedicati alle apparecchiature IT possono crearsi tre condizioni che portano ad oscillazioni preoccupanti della variabile.

  • Infiltrazioni – Il principio dell’osmosi, inteso come due corpi in condizioni fisiche differenti che tendono, una volta messi a contatto, a regolarsi reciprocamente su condizioni paritarie, vale anche all’interno delle server room, dove gli igrometri rilevano le variazioni dovute a presenza strutturale o casuale di infiltrazione. La server farm, infatti, tende a pareggiare le condizioni di temperatura e umidità con quelle degli ambienti circostanti. Se, naturalmente, un isolamento idoneo di porte e finestre elimina in gran parte i rischi connessi alle influenze dell’ambiente esterno, l’apertura troppo frequente delle porte o una disattenzione che le lasci aperte, circostanze dipendenti da errore umano o necessità, deve essere monitorata costantemente.
  • Condensa – Gli igrometri permettono di registrare in tempo utile per evitare danni alle infrastrutture l’aumento della percentuale di UR anche quando essa è causata dal processo di condensazione del vapore. I dispositivi di raffreddamento presenti nelle server room, infatti, se da un lato permettono e garantiscono il controllo della temperatura dell’aria, dall’altro lato possono portare alla creazione di condensa, quindi di acqua. L’attività degli igrometri di Magiant, rilevando una variazione verso l’alto del tasso di UR, permette in tempi rapidi ai manutentori di intervenire ed eventualmente di programmare l’installazione di un umidificatore nella server room che aumenti la portata di vapore all’interno dei sistemi di condizionamento.
  • Ventilazione – Per garantire un adeguato ricambio di ossigeno ai lavoratori, gli edifici industriali sono dotati di dispositivi che dall’ambiente sterno introducono aria ‘pulita’ negli ambienti, comprese le server room. Si tratta naturalmente di un presidio importante per il benessere degli operatori, tuttavia, in ambienti delicati come le sale server, tali dispositivi di ventilazione influiscono sui livelli di umidità. La soluzione più efficace è quella di avviare uno studio progettuale della server room per fare in modo che la ventilazione naturale si blocchi automaticamente quando il tasso di UR esterno è troppo basso o troppo elevato, come avviene in caso di piogge consistenti. Tuttavia un simile investimento può essere impegnativo, soprattutto per una PMI che può dunque affidarsi agli igrometri Umiflu e, una volta dedotta la ragione della variazione di UR, intervenire manualmente chiudendo – per il tempo necessario – i bocchettoni o le ventole per il ricambio di ossigeno.

M.F. Pria

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Server monitor: l’umidità

Server monitor:

a pieno titolo nelle strategie di server monitor vi sono la misurazione e il controllo dell’umidità delle infrastrutture IT

Una delle principali necessità del server monitor è il mantenimento della corretta umidità relativa per gli apparati informatici, soprattutto all’interno delle server room; il metodo ottimale consiste nel posizionare uno o più igrometri – o meglio ancora, uno o più termoigrometri – in grado di rilevare il mantenimento dei range, per i quali si può fare riferimento alle linee guida emanate negli Stati Uniti per server room e data center. Sulla base di queste indicazioni, il server monitor deve mantenere sotto controllo, in tempo reale, costantemente e con possibilità di inviare allarmi al personale addetto alla manutenzione IT mediante email o SMS, una temperatura tra i 17 e 22°C e una umidità relativa compresa tra il 40 e il 55%. Altrettanto importante è che la sensoristica installata per ottenere, nell’ambito del server monitor, un controllo di umidità (e temperatura) efficiente è che le apparecchiature scelte non intacchino la funzionalità delle infrastrutture informatiche presenti. Una delle scelte migliori è scegliere un dispositivo come Umiflu di Magiant in grado di rilevare l’umidità relativa ambientale una volta inserito nell’ingresso USB di un PC interno alla server farm. La semplicità di parametrizzazione del software e l’interfaccia user friendly del programma permettono di impostare range più o meno stringenti in base alle necessità dello specifico server monitor richiesto dall’utilizzatore.

Nel server monitor per il controllo umidità, inoltre, ci sono due importanti best practice atte a minimizzare i fattori che possono portare al superamento delle soglie ottimali di UR:

  • ridurre con opportuni sistemi isolanti le infiltrazioni esterne così da eliminare gli influssi del clima esterno;
  • tenere presente che l’ambiente ottimale deve tener conto non solo dell’UR, ma anche della temperatura.

Su quest’ultimo punto non si dimentichi che Umiflu è un termoigrometro: server monitor garantita da un solo dispositivo low power, privo di batteria e che non necessità manutenzione. Naturalmente Magiant è a disposizione per una consulenza gratuita iniziale.

M.F. Pria

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Misuratori UR e temperatura: controllo microclimatico

Misuratori UR e temperatura:

un sistema di home automation richiede misuratori UR e temperatura precisi e in grado di lavorare efficacemente da remoto

E se, con la finalità di elaborare un sistema domotico scalare, si partisse da pen drive USB con funzioni di misuratori UR e temperatura? Del resto quando si parla di home automation il primo scopo è quello di creare un sistema in grado di evitare i costi generati da errato utilizzo dell’energia…  perché non partire dunque da prodotti low power e low cost come Umiflu?

Sono noti i pregi dei misuratori umidità e temperatura di Magiant: il loro pratico formato pen drive con ingresso USB che, collegato ad un personal computer su cui installare il software dedicato, ne garantisce la caratteristica low power. A proposito del software, i misuratori UR e temperatura sono perfettamente idonei a rispondere alle istanze tipiche dell’home automation: una volta inseriti i parametri termoigrometrici che si desidera mantenere nella propria abitazione, il software user friendly richiede pochi ulteriori passi per inserire email e/o numeri telefonici cui inviare gli alert in caso di superamento dei range e per stabilire se utilizzare lo shot-down automatico della macchina o un’applicazione scelta dal cliente. Per quanto di facile approccio, potete richiedere una consulenza gratuita a Magiant così da poter avere ulteriori informazioni sulla configurazione e approfondire il concetto di confort microclimatico.

Se ancora non si è pronti all’automazione domotica nella sua interezza, dunque, i misuratori UR e temperatura possono avviare verso la creazione di un sistema scalabile e distribuito, implementabile nel tempo, poiché sono ideali per la gestione del microclima e del risparmio energetico. Inoltre, senza raggiungere complessi sistemi domotici e addentrarsi in spese ancora elevate, da anni siamo abituati a programmare i nostri sistemi di climatizzazione sia durante l’estate che durante l’inverno: Umiflu permette di avere sotto controllo da remoto il regolare funzionamento di questi impianti, poiché segnala con un messaggio di testo su cellulare il superamento delle soglie: a questo proposito è importante ricordare che Magiant può aiutarvi anche nella selezione di un range che non provochi invio di alert poiché sufficientemente ampio da prevedere sia l’umidità e la temperatura minime che massime che naturalmente una abitazione attraversa durante la giornata (ad esempio a caldaia spenta o alla sua attivazione programmata).

M.F. Pria

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Termoigrometro nel mondo Linux

Termoigrometro nel mondo Linux:

è sufficiente un termoigrometro perché il sistema operativo Linux, un ‘mondo particolare’, venga preservato dai rischi di uno schok termico

I dati di mercato più attuali – che del resto sembrano copie fedeli di se stessi di anno in anno – assegnano oltre il 90% del mercato dei personal computer desktop e laptop al sistema operativo Microsoft Windows e ormai pochi appassionati cercano ancora di capire quanto corposo sia il debito che la GUI di Microsoft paga al mondo Macintosh, il primo sistema operativo a offrire un’interfaccia utente basata sulla grafica e che si propose di avvicinare al mondo dell’informatica anche coloro che vedevano nel computer uno strumento per specialisti. Oggi moltissime persone sono nella World Wide Web ed è per loro scontato avviare ogni mattina il PC e trovarsi di fronte ad un ambiente familiare. Quell’ambiente è quasi sempre una versione professional o home di Microsoft Windows. Alcuni di loro, tuttavia, personalmente o per scelte effettuate a livello aziendale (anche se, soprattutto nelle grandi imprese questo passaggio fatica ad avvenire, mentre molte PMI, magari di settori specifici ancora legati alla progettazione informatica, si mostrano più ‘open mind’) si trovano di fronte a una delle più notevoli rivoluzioni del mondo informatico degli ultimi tempi: un sistema operativo per la maggior parte open source, in continua evoluzione grazie alle implementazioni progettate da collaboratori di tutto il mondo. È chiaro, si sta parlando di Linux, attualmente usato, soprattutto, come sistema operativo su server, in ambienti di produzione o in dispositivi embedded. Va da sé che anche in questa situazione il monitoraggio dell’ambiente in cui si colloca il server o il PC server debba dare le più elevate garanzie di precisione per evitare la disaster recovery. Si possono perdere ore e giorni di lavoro per la mancanza di un termoigrometro efficiente in grado di operare senza presidio 24 ore su 24 e allertare immediatamente da remoto con email ed SMS quando le soglie ottimali – quelle standard per ogni server room o per l’ambiente in cui si trova il PC server – vengono superate. Sono infatti sempre possibili circostanze in cui uno dei PC collegati al server si guasti e il recupero dati da quella specifica macchina divenga molto difficoltoso ed oneroso. Scegliere il termoigrometro Umiflu di Magiant per monitorare l’ambiente dove è collocato il server a livello di temperatura e umidità permette di non doversi occupare della disaster recovery del singolo PC, poiché il termoigrometro è uno strumento nato perché la disaster prevention avvenga alla fonte. Il server è sempre protetto, il termoigrometro ad esso collegato è in grado di avviare lo shot-down automatico preservando ogni dato o dando il tempo necessario per intervenire sulle apparecchiature di ventilazione, areazione, condizionamento che hanno provocato lo shock termico.

Chiedete una consulenza gratuita sui prodotti di Magiant e sulle loro potenzialità. Perché? Perché il termoigrometro Umiflu, come la versione per la misurazione della sola temperatura Serverflu, è nativo, oltre che per i sistemi operativi Windows, anche per Linux. Una consulenza, un investimento iniziale ridotto per un prodotto low power che si presenta come una pratica pen drive USB e il cui software è intuitivo e rispondente a svariate esigenza: ecco la risposta alla necessità di protezione di un server su base Linux.

M.F. Pria

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Sensori di temperatura e cold chain: un approfondimento

Sensori di temperatura e cold chain:

di quanto i sensori di temperatura Serverflu possano essere performante e preciso nei punti focali della catena del freddo si è detto molto, qui ci si addentra con maggiore attenzione nella materia

Nell’articolo di apertura di oggi si è usato volontariamente un termine forte – sensori di temperatura per una cold chain ‘salva vita’ – perché in determinate situazioni, purtroppo, un errore, umano o meccanico, rischia di impedire, appunto, la salvezza umana: ospedali (soprattutto quelli privi di celle di stoccaggio), aziende farmaceutiche, laboratori devono poter avere le massime garanzie di monitoraggio mediante sensori di temperatura efficaci quando la catena del freddo è destinata al trasporto di organi, tessuti, sangue, vaccini. L’elettronica dei sensori di temperatura di Magiant risponde ottimamente anche a queste esigenze, dovunque sia possibile avere a disposizione un processore, magari utilizzandone la tecnologia anche grazie ai PC portatili se le condizioni dei mezzi di trasporto lo consentono; è il caso ad esempio del trasporto di organi, effettuato in adeguati e testati contenitori isolanti e refrigerati, dove tuttavia la temperatura esterna potrebbe – fortunatamente in rare occasioni – influire sulla tenuta del contenitore, qualora, ad esempio, esso fosse danneggiato e permettessa anche una minima infiltrazione di aria esterna. Allo stato dell’arte, la soluzione che minimizza e potenzialmente elimina danni in ogni punto della catena è quella che combina sensori di temperatura USB, come Serverflu, per gli ambienti chiusi e sensori di temperatura wireless durante il trasporto.

Si tratta di due tipologie di sensori di temperatura dall’elettronica avanzata che, pur su basi differenti, devono tassativamente garantire un monitoraggio sinergico che dia le necessarie garanzie grazie ad una serie di caratteristiche proprie degli strumenti. Inoltre, e si tratta di un’impellenza sentita a livello mondiale, i magazzini di stoccaggio di vaccini, materiali biomedicali, sangue e tessuti sono ancora una volta il punto di partenza per avviare una catena del freddo nel modo più sicuro, corretto ed efficace: i luoghi dove è possibile installare sensori di temperatura in grado di segnalare con estrema precisione le variazioni di temperatura, infatti, sono il punto cardine che permette di avere la certezza che, alla partenza, le sostanze si trovino in condizioni ‘perfette’. Eppure, benché il mercato offra svariate tipologie di sensori, non tutti rispondono alle necessità stringenti dei settori chimici, farmaceutici, ospedalieri.
Perché?
Perché non tutto quello che il mercato offre può garantire sensori di temperatura con le seguenti caratteristiche:

  • assenza di batterie, il che elimina il problema di averne sempre a disposizione;
  • elettronica basata su ingresso USB, con possibilità di prolunga che, e in questo caso è consigliabile che il PC su cui Serverflu lavora sia un portatile, permette l’attività del sensore anche in caso di black out o ritardi nell’attivazione del sistema UPS; segnalazione immediatamente dellele criticità;
  • garanzia di monitoraggio continuo, 24 ore su 24;
  • eliminazione del presidio umano costante grazie agli alert che segnalano il raggiungimento delle soglie critiche non solo sul monitor dell’hardware sul quale Serverflu lavora, ma anche mediante l’invio di email ed SMS a indirizzi e numeri telefonici selezionati così da ridurre al minimo il permanere di condizioni critiche; a questo proposito è consigliabile impostare le soglie in modo stringente, persino più limitante rispetto a quello ottimale poiché si abbassano ulteriormente i rischi che un prolungano aumento della temperatura deteriori i materiali poiché l’allarme raggiunge ‘anticipatamente’ il manutentore;

Magiant garantisce tutto questo, sia per materiali medicali resi inefficaci dall’innalzamento della temperatura (vaccini per varicella, morbillo e parotite) sia per quelli che si compromettono al suo abbassarsi (vaccini antiepatite B, antidifterite, per il tetano, per la pertosse).

M.F. Pria

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Controllo temperatura: cold chain in primo piano

Controllo temperatura:

la catena del freddo ha diverse sfaccettature, per tutte il controllo temperatura è essenziale

Quando si parla di cold chain il pensiero va immediatamente ai prodotti alimentari surgelati, che, lo ricordiamo, richiedono una temperatura costante almeno inferiore ai -18 °C lungo l’intero percorso della catena distributiva. Se in uno solo dei passaggi, la temperatura salisse inizierebbe il processo di scongelamento che, anche se parziale, una volta riportate le condizioni ottimali, provoca il ricongelamento, situazione del tutto differente dall’iniziale surgelazione e che provoca deterioramento delle proprietà organolettiche poiché un’interruzione della catena del freddo porta, soprattutto se prolungata e con temperature fortemente fuori range, alla proliferazione di patogeni resistenti anche a temperature inferiori agli 0 °C.

Il controllo temperatura mediadiante sensori richiede quindi che gli strumenti siano programmati in modo stringente per garantire la tutela da fenomeni più o meno gravi dovuti alla corruzione del prodotto (le stesse ASL consigliano di toccare le confezioni e non acquistarle se ricoperte di brina o se non hanno la classica consistenza al tatto del prodotto surgelato).
Ma la cold chain può essere, secondo la maggior parte dei tecnici della materia, analizzata sotto tre differenti aspetti: il primo è senza dubbio quello citato fin dall’apertura, relativo alla distribuzione alimentare e dove il controllo temperatura è finalizzato al mantenimento delle proprietà organolettiche dei cibi congelati o surgelati; il secondo riguarda i prodotti biomedicali; il terzo è quello realtivo ai prodotti tecnologici che vengono scelti e utilizzati per garantire la permanenza in condizioni ottimali dei prodotti che percorrono la cold chain nei momenti in cui vengono stoccati in luoghi chiusi, prima, durante o al termine della catena stessa.
Sotto ogni punto di vista emerge l’importanza del controllo temperatura: Magiant, con la sua gamma di sensori di temperatura (Serverflu) e sensori di temperatura e umidità (Umiflu) per ambienti chiusi (depositi, magazzini di stoccaggio, magazzini di transito), è una soluzione dal costo ragionevole, che ben si integra con altre strumentazione di elettronica industriale, e che vale la pena prendere in considerazione nella cold chain. Si tratta di affidare la sicurezza e il benessere dei prodotti a dispositivi pen drive USB che necessitano di un PC sul quale gira il loro software: il controllo temperatura rimane costante e le soglie possono essere impostate nel modo più stringente in base alle esigenze degli utilizzatori. Il programma, oltre a garantire l’invio immediato di alert in caso di superamento delle soglie prestabilite, produce report dell’andamento microclimatico del magazzino di stoccaggio.
Allo stato attuale, tuttavia, non mancano occasioni in cui l’utente finale si trova di fronte a prodotti commercializzati nonostante la cold chain si sia interrotta. Per tutelarsi da prodotti alimentari decongelati e ricongelati è utile seguire le citate indicazioni delle ASL… ma se la catena del freddo è quella “salva vita”? In questo caso non è possibile parlare di riduzione dell’intensità e della frequenza degli shock termici, significa cercare di raggiungere una percentuale vicino allo zero. Registratevi per approfondire questo aspetto nello speciale di oggi!

M.F. Pria

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Controllo temperatura CPU

Controllo temperatura CPU:

best practice per garantire la tutela dei personal computer? Controllo temperatura CPU al primo posto

Mentre i meteorologi sulle pagine di Corriere.it finalmente si confrontano sul terrorismo mediatico legato al caldo estivo, recentemente anche Magiant si è trovata ad assistere a un’inattesa tavola rotonda composta di liberi professionisti che lavorano nel proprio studio e il cui strumento essenziale è il personal computer. Grafici, giornalisti, psicologi che lamentano, almeno una volta nella loro vita, di essersi trovati disarmati di fronte al PC ‘fritto’ dal caldo.

“Abbassare la temperatura del condizionatore” è una risposta fin troppo banale, poiché è il controllo temperatura CPU la risposta più consona, economica e idonea anche per i professionisti che non dispongono di PC server o sale CED. Senza dimenticare che ci sono uffici professionali che non dispongono, per scelta, di sistemi di condizionamento per mantenere il microclima idoneo alla preservazione del PC e per i quali diventa fondamentale rilevare le soglie di critiche di temperatura, in tal caso intervenendo con l’arresto del sistema.

Il controllo temperatura CPU è molto importante dal momento che il calore eccessivo può causare:

  • una sensibile riduzione della ‘vita’ di alcune componenti del PC, ad esempio le schede video, costringendo alla loro sostituzione e alle attese  spesso piuttosto lunghe dei centri di assistenza e riparazione:
  • blocchi improvvisi del sistema con perdita degli ultimi dati;
  • danni permanenti al computer, che possono essere gravi al punto da obbligare alla sostituzione e, per i meno esperti, alla perdita di tutti i dati archiviati.

Ma nemmeno Magiant ci tiene a fare ‘terrorismo termico’, quindi sgombriamo il campo dai rischi che il PC corre nel momento in cui il professionista sta lavorando in modalità idle, ovvero utilizza il personal computer sottoponendolo a un carico ridotto di lavoro: il controllo temperatura CPU, in questi casi, non è cogente, poiché il processore è oggettivamente sottoposto a sforzi minimi e difficilmente subirà danni da eccessivo calore.

Quando, al contrario, il lavoro avviene a pieno carico (modalità full), come può avvenire quando è necessario far lavorare contemporaneamente molteplici applicazioni che richiedono impegno elevato alla CPU,  il monitoraggio della temperatura ambientale è fondamentale. Ad oggi, molte componenti delicate dei personal computer, ad esempio nelle generazione Core 2 Duo e nei processori Core i3 e successivi le schede video tollerano temperature interne fino ai 70 °C, ma il controllo temperatura CPU in full pone limiti ben diversi: per l’hard disk, tra i componenti più delicati, una temperatura ambientale – non interna – che non superi i 30 °C è quella che meglio tutela dai danni.

Molti programmi, alcuni dei quali sono freeware, permettono di rilevare la temperatura interna dovuta al carico di lavoro del PC, ma un efficace controllo temperatura CPU deve garantire un monitoraggio continuo, visualizzabile anche da remoto mediante email e SMS (non è raro che i PC rimangano accesi anche in assenza del proprietario), che, mediante uno specifico script, sia in grado si avviare correttamente lo shut-down della macchina così che l’arresto del sistema non provochi perdita di dati.

Serverflu è la risposta a tutto questo e per ricevere una consulenza gratuita è sufficiente registrarsi: un investimento ragionevole che oltre a ‘salvare la vita’ al proprio PC tutela anche chi non effettua backup quotidiani su supporti esterni.

M.F. Pria

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Misurazione temperatura nell’era 2.0

Misurazione temperatura:

nell’era dove il PC è onnipresente, i gestori di centri commerciali non sempre sono consapevoli dell’importanza della misurazione temperatura

Nel primo articolo di oggi, si è partiti da strutture informatiche gestite da personale IT, che sulla propria specifica competenza ha naturalmente le conoscenze corrette e più aggiornate riguardo all’importanza della misurazione temperatura. In questo speciale non vogliamo affatto rivolgerci ai gestori di centri commerciali e ai manager di negozi al dettaglio in quanto aprioristicamente ritenuti non preparati sulle tematiche relative alla misurazione temperatura, desideriamo invece dare alcune indicazioni per rendere ottimali le condizioni ambientali, soprattutto quando si parla di centri commerciali. All’interno degli edifici commerciali un valido aiuto per la preservazioni di microclimi ottimali per macchinari, clientela e lavoratori viene proprio da uno sviluppo accurato di una struttura distribuita di sensori di misurazione temperatura.

Come potenziali clienti, fin dall’ingresso nei centri commerciali, apprezziamo il refrigerio, senza renderci conto di stare subendo un notevole shock termico dannoso per la nostra salute. Altrettanto spontanemamente forniamo i nostri dati personali per ottenere tessere, sconti o informazioni promozionali.

Chi lavora a tempo pieno nel centro, da parte sua, subisce minori disagi a livello di salubrità nel breve periodo, ma a volte – molto spesso, in realtà – è sottoposto ad una temperatura troppo bassa rispetto a quella che il clima naturale esterno richiederebbe per la propria salvaguardia. I dipendenti, inoltre, sono a loro volta registrati, con dati personali più accurati e approfonditi rispetto ai clienti, nei data base del centro o del singolo esercizio che si trova all’interno di esso.

A livello tecnologico è palese che ci si trovi di fronte a strutture che non possono fare a meno della misurazione temperatura: un essere umano è in grado di tutelarsi da temperature eccessivamente basse, seguendo alcune buone norme di comportamento, mentre le macchine, e torniamo a parlare di benessere di server room o PC server, devono poter contare su sistemi HVAC e su una sensoristica per la misurazione temperatura che lavorino in sinergia. La perdita di dati sensibili non interessa solo le aziende dei vari settori industriali, ma anche il settore del largo consumo. Disaster prevention è una garanzia di tutela legale, oltre che, come sottolineato nell’altro approfondimento odierno, di prolungamento della vita delle macchine.

Gli amministratori dei centri e dei singoli negozi devono quindi mirare a ottenere un sistema accurato dove i sensori per la misurazione temperatura possano monitorare i sistemi di aerazione 24 ore su 24, salvaguardando i dati contenuti nella server room o nel PC server e senza che sia necessario il presidio umano.

Utilizzando Serverflu o Umiflu, sensori per misurazione temperatura USB pen drive, tutto questo è possibile, e con un investimento di sicuro interesse: dato che si tratta di dispositivi low power privi di batteria un singolo PC può alimentare più sensori contemporaneamente.

Con una prima consulenza gratuita e un supporto tecnico di qualità, Magiant può garantire la salute di clienti, lavoratori e macchinari: contattateci!

M.F. Pria