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Come funziona un termometro digitale: dal sensore alla lettura della temperatura

Il termometro digitale è uno strumento che misura la temperatura e trasforma il valore rilevato in un dato facilmente leggibile. A differenza dei tradizionali termometri a liquido, non determina la temperatura osservando la dilatazione di una sostanza all’interno di un capillare: utilizza invece un sensore elettronico, un circuito di acquisizione e un sistema di elaborazione.

Questa tecnologia non viene impiegata soltanto nei termometri per uso domestico o sanitario. Lo stesso principio è alla base dei dispositivi destinati al monitoraggio ambientale, come i sensori utilizzati in sale server, uffici, laboratori, magazzini e altri locali nei quali una variazione anomala della temperatura può causare problemi.

Quali sono i componenti principali di un termometro digitale?

Un termometro digitale è generalmente formato da quattro elementi:

  1. Il sensore di temperatura, che reagisce alle variazioni termiche modificando una propria grandezza elettrica, per esempio la resistenza o la tensione.
  2. Il circuito di misura, che rileva il segnale prodotto dal sensore.
  3. Il convertitore analogico-digitale, che trasforma il segnale elettrico in un valore numerico elaborabile.
  4. Il sistema di visualizzazione o registrazione, che mostra la temperatura su un display oppure la comunica a un computer, a un’applicazione o a un sistema di supervisione.

Nei modelli più semplici, il risultato appare direttamente su un piccolo schermo. Nei termometri digitali collegati a un computer, invece, il valore può essere registrato nel tempo, rappresentato tramite software e utilizzato per attivare allarmi o altre azioni automatiche.

Come avviene la misurazione?

Il cuore del dispositivo è il sensore. In molti termometri elettronici viene utilizzato un termistore, cioè un componente la cui resistenza elettrica cambia al variare della temperatura. Altri dispositivi impiegano sensori a semiconduttore capaci di fornire un segnale elettrico proporzionale alla temperatura rilevata.

Il circuito misura tale variazione e la converte in un dato digitale. Un microcontrollore applica quindi i parametri di calibrazione necessari e traduce il segnale in gradi Celsius o Fahrenheit. Il risultato viene infine visualizzato, trasmesso o memorizzato.

Il processo può essere riassunto in quattro passaggi:

  • il sensore raggiunge l’equilibrio termico con l’ambiente circostante;
  • la temperatura modifica una caratteristica elettrica del sensore;
  • il circuito converte la variazione in un valore numerico;
  • il software presenta e, se previsto, registra il dato.

La rapidità della misura dipende dal tipo di sensore, dalla sua collocazione, dal contenitore e dalla velocità con cui esso scambia calore con l’ambiente.

Precisione, risoluzione e tempo di risposta

Quando si valuta un termometro digitale, è utile distinguere tre concetti spesso confusi.

La precisione indica quanto la misura si avvicina alla temperatura reale. La risoluzione è invece la più piccola variazione che lo strumento riesce a rappresentare. Visualizzare molti decimali, quindi, non significa necessariamente ottenere una misura più precisa. Il tempo di risposta descrive infine quanto velocemente il sensore si adatta a una variazione di temperatura.

Anche il punto di installazione è importante. Un sensore ambientale collocato vicino a una sorgente di calore, a una bocchetta dell’aria condizionata, alla luce diretta del sole o in una zona con scarsa circolazione dell’aria potrebbe fornire un valore poco rappresentativo dell’intero locale.

Dal semplice termometro al monitoraggio intelligente

Un termometro digitale tradizionale risponde soprattutto alla domanda: “Qual è la temperatura in questo momento?”. Un sistema di monitoraggio digitale può fare molto di più: esegue misure periodiche, conserva lo storico dei valori, verifica il superamento di soglie prestabilite e avvisa l’utente quando si presenta una condizione anomala.

Questa differenza è particolarmente importante nelle sale server. Un aumento della temperatura può essere provocato, per esempio, da un guasto dell’impianto di climatizzazione, dalla scarsa ventilazione o da un incremento del carico delle apparecchiature. Una lettura occasionale potrebbe non intercettare il problema; un controllo continuo permette invece di rilevarlo tempestivamente.

Serverflu: un termometro digitale USB per il monitoraggio ambientale

Un esempio di questa evoluzione è Serverflu – Sensore Temperatura USB Pen Drive, progettato per controllare la temperatura ambientale di PC, server, locali tecnici e piccole server room.

Serverflu si collega direttamente alla porta USB di un computer o di un server, dalla quale riceve anche l’alimentazione. Il sensore rileva la temperatura del locale e comunica i dati al software disponibile per sistemi Windows e Linux. In questo modo è possibile non soltanto conoscere la temperatura corrente, ma anche impostare il periodo di acquisizione, memorizzare le misure ed esportare i valori registrati.

Il dispositivo opera nell’intervallo dichiarato da −20 °C a +70 °C, con una precisione di ±0,5 °C tra 0 °C e +70 °C. Quando la temperatura supera le soglie configurate, il sistema può generare un allarme, inviare una notifica tramite e-mail o SMS, avviare un’applicazione specifica oppure eseguire lo spegnimento automatico del PC o del server.

Quest’ultima funzione trasforma il sensore in uno strumento di prevenzione: se non è possibile intervenire in tempo sulla causa dell’aumento di temperatura, lo spegnimento controllato può contribuire a evitare arresti improvvisi e a proteggere i dati.

Per gli ambienti nei quali è necessario controllare anche l’umidità relativa è disponibile Umiflu – Sensore Temperatura/Umidità USB Pen Drive, che affianca alla misura della temperatura quella dell’umidità.

Perché il monitoraggio continuo è più utile di una lettura occasionale?

La temperatura ambientale non è un valore immutabile. Può variare nell’arco della giornata o cambiare rapidamente a causa di eventi imprevisti. Registrare le misure consente di osservare l’andamento nel tempo, individuare anomalie ricorrenti e verificare l’efficacia della ventilazione o della climatizzazione.

Un termometro digitale con registrazione e allarmi diventa quindi parte di un sistema di controllo: non si limita a mostrare un numero, ma trasforma la misura in un’informazione utilizzabile per intervenire.

Conclusioni

Un termometro digitale funziona convertendo la risposta elettrica di un sensore in un valore numerico di temperatura. Nei sistemi più evoluti, a questa funzione si aggiungono memorizzazione, analisi, notifiche e azioni automatiche.

Per il monitoraggio di una sala server o di un locale tecnico, Serverflu offre una soluzione USB compatta che combina misura continua, configurazione delle soglie e gestione degli allarmi. È possibile consultare le caratteristiche complete e acquistare il prodotto nella pagina dedicata a Serverflu.

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Termometro usb: la scelta più intelligente a portata di pc

Le sorprese della tecnologia non finiscono mai di stupire

In un’era in cui siamo bombardati dalla presenza di milioni di prodotti in vendita online, abbiamo perso finanche l’interesse di comprendere l’utilità ed i vantaggi che molti di essi possono offrire.

E’ comprensibile, perché siamo avvezzi a rivolgere la nostra attenzione verso prodotti già a noi noti, che rispondono ad esigenze correlate alla nostra quotidianità.

Molti, specie in occasione di questa profonda crisi economica, hanno già radicalmente tagliato fuori tutto quanto possa rappresentare in grande o piccola misura, il superfluo.

Molti di noi non sanno neppure a cosa lontanamente possa servire, ad esempio, un termometro usb.

Ma così facendo, si perde di vista un punto essenziale: nella tecnologia ad esempio, tutto risponde ad esigenze umane, tutto scorre velocemente, per assecondare esigenze realmente nutrite e bisogni irreprensibili. A questo punto ci si chiede perché non sfruttarla a proprio vantaggio.

Quando monitorare la temperatura rappresenta una necessità

La tecnologia ha sensibilmente migliorato la nostra esistenza, in ogni suo aspetto.

Pensiamo ad un prodotto molto recente, il termometro usb ad esempio, efficace, comodo e soprattutto essenziale per la tutela e la salvaguardia del nostro pc.

Questo, anche i più reticenti, dovranno ammetterlo. Perché molto spesso, l’uso della tecnologia, rappresenta una vera e propria necessità.

Gli strumenti in uso per la misurazione della temperatura sono essenziali, perché ci consentono di predisporre tutte le forme di tutela dei danni che una possibile eccessiva variazione di esse può comportare.

Proprio in questo campo hanno trovato applicazione tra i più noti ed importanti principi fondamentali della fisica.

Ed è proprio a cagione dei possibili danni che una variazione termodinamica può ingenerare nel nostro ecosistema che, nel tempo, vari studiosi hanno predisposto e sviluppato molti metodi per la misurazione della temperatura, ed approfondito la relazione d’ordine fra i diversi sistemi termodinamici: questo significa qualcosa, ossia che davvero, in questo campo, l’uso della tecnologia non ha del superfluo, neanche in minima parte.

E’ proprio in questo terreno che il termometro usb affonda le sue profonde radici.

Termometro usb: strumento d’avanguardia

Il termometro USB  rappresenta una delle migliori espressioni dell’evoluzione nel campo della tecnologia.

Le caratteristiche tecniche, spesso, ne vengono trascurate, ignorando che proprio la cognizione di esse permette di apprezzare e sfruttare al meglio tutte le potenzialità sottese all’utilizzo di strumento di tale portata.

Conosciamone insieme qualcuna:

–          Configurazione e analisi dei dati su PC tramite connessione USB

–          Rilevazione e memorizzazione della soglia di umidità e temperatura

–          Grande ampiezza della memoria utile, soprattutto per la registrazione prolungata dei dati

–           Possibilità di attivazione manuale o programmata

–          Presenza di un orologio interno con data

–          Alimentazione tramite batteria interna di lunga durata

–          Notifica tramite sms o mail al raggiungimento di determinate soglie di temperatura

Avremmo mai immaginato di poter conoscere e monitorare costantemente le temperature del nostro pc? Mai avremmo pensato di poter arrivare a tanto, specie con un prodotto così ridotto nelle proporzioni, quali sono appunto quelle del termometro usb.

Avremmo mai potuto pensare che una piccola, comoda pen-drive ci avrebbe consentito di preservare i nostri dati dalle minacce dell’umidità e della temperatura dell’aria, senza dover ricorrere all’ausilio di un tecnico o di complicati, costosi programmi?

Queste e molte altre sono le caratteristiche che fanno del termometro usb appunto uno strumento d’avanguardia.

In questo scenario Serverflu ed Umiflu possono rappresentare delle valide referenze, se si desidera monitorare la temperatura e l’umidità presenti nelle sale dei server dei nostri pc in maniera comoda, professionale, duttile e performante.

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Il misuratore di temperatura nelle sue più remote applicazioni

William Thomson: il “padre del misuratore di temperatura”

Ci avvaliamo costantemente di strumenti per la misurazione della temperatura, per ogni aspetto, anche il più versatile, della nostra quotidianità. Chi di noi non ha in casa un termometro per monitorare la temperatura corporea o un misuratore di temperatura dell’ambiente. Anche nei più comuni moderni elettrodomestici ne è presente uno.

Ma forse non a tutti è nota la storia della temperatura, o meglio, l’evoluzione dei meccanismi per la sua misurazione. Scopriamo qualcosa insieme.

Scala Kelvin: l’embrione del misuratore di temperatura

La scala di temperatura Kelvin è stata il frutto dell’invenzione dello scienziato britannico William Thomson, noto anche come Lord Kelvin. Egli diede concepimento ad una delle tre scale più note utilizzate per misurare la temperatura, insieme a Fahrenheit e Celsius.

Kelvin può essere a ragione ritenuto uno dei massimi rappresentanti nel campo della termodinamica, ed è proprio grazie ai suoi fondamentali apporti scientifici che si parla oggi di scala della temperatura assoluta, oggi chiamata appunto anche scala Kelvin.

Nonostante i suoi molti successi, Kelvin spesso non è annoverato tra i grandi fisici di tutto il mondo, ma non dobbiamo dimenticare come fu anche grazie alle sue ricerche che il problema della misurazione fu affrontato in maniera rigorosa, al punto che la scala Kelvin può essere considerata proprio come l’embrione di ogni misuratore di temperatura.

Usi pratici della scala Kelvin

La scala Fahrenheit è tuttora di uso comune in molti paesi, soprattutto in quelli anglosassoni.

Rispetto ad essa la scala Kelvin è diffusa in maniera molto più capillare, soprattutto in ragione del comune utilizzo che ve ne è soliti fare in moltissime applicazioni di carattere pratico e per svariati scopi scientifici. I contributi più importanti apportati dallo scienziato inglese investono certamente il campo della termodinamica e dell’elettromagnetismo, ma altresì alcune applicazioni pratiche, quali il telegrafo elettrico.

Kelvin è famoso soprattutto per il suo lavoro sul calore e sull’illuminazione.

Difatti, tutt’oggi, la temperatura Kelvin rappresenta la “temperatura di colore”, come il bianco, il blu o il rosso, riferite alla temperatura fisica di un oggetto. Ecco come ebbero inizio le prime scoperte di Kelvin in tale alveo: durante la sua ricerca, riscaldando un blocco di carbonio, egli comprese che era possibile “misurare il colore”, perché ogni tipologia di luce, a seconda del colore, sprigionava una certa, differente, quantità di calore.

L’effetto è che oggi la tonalità della luce si misura, appunto, in kelvin. Ogni misuratore di temperatura deve la sua esistenza proprio alle scoperte di Kelvin, è proprio a questo illustre fisico inglese si deve l’evolversi della calorimetria come scienza applicata.

 Applicazioni pratiche del misuratore di temperatura oggi

Sappiamo bene che nelle odierne attività pratiche e scientifiche, non esiste un misuratore di temperatura unico da adottare in ogni circostanza.

Di contro, i diversi campi di applicazione della misurazione, hanno trovato una specifica e valida risposta in diversi strumenti, ciascuno con proprie caratteristiche tecniche e proprie funzionalità.

Tra essi possiamo includere i termometri elettronici (a termoresistenza, termistore o termocoppia), i termometri meccanici (a espansione di solido, liquido, gas o vapore), fino ad arrivare a dispositivi più moderni quali i misuratori di temperatura digitali. Tali strumenti sono considerati già altamente attendibili ma se a questo si aggiunge il fatto che sono soggetti ad una taratura costante, il loro utilizzo garantisce un’affidabilità senza pari.

I più innovativi strumenti di misurazione della temperatura sono oggi proprio i termometri digitali, si tratta di dispositivi che comunemente, specie in campo meteorologico, vengono chiamati anche visualizzatori, per riferirsi, più strettamente, all’elemento visualizzatore di uno strumento: il display. In verità risulta fuorviante e non corretto tale riferimento, se attribuito al dispositivo nel suo complesso.

Anche tali strumenti di alta tecnologia digitale sono destinati a diverse applicazioni, una delle più attuali – e decisamente più utili nel campo informatico – è quella della misurazione dell’umidità e della temperatura nelle sale in cui sono allocati i server o negli uffici.

Ciò consente di preservare e tutelare i dati nel nostro pc e, al contempo, la salute dei lavoratori negli uffici.

I livelli di tecnologia raggiunti non finiscono di sorprendere neanche in questo ambito, considerato che esiste una tipologia di misuratore di temperatura che risponde a tali caratteristiche, ma che è alimentato semplicemente tramite porta USB, con un conseguente consumo di potenza ridotto.

Tra i più funzionali e noti misuratori di temperatura USB possiamo a giusta ragione annoverare Serverflu e Umiflu, i termometri digitali intelligenti e completamente made in Italy.

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Il termometro digitale ed i suoi sviluppi nella tecnologia

Quando la verifica della temperatura è cosa seria

Chi un tempo avrebbe mai osato pensare di poter misurare la temperatura del proprio corpo o la temperatura circostante? Chi mai avrebbe potuto pensare di  stare seduti all’interno di un abitacolo e conoscere la temperatura all’esterno della vettura stessa o, ancora, di avere esatta cognizione della temperatura che regna all’interno dei propri frigoriferi?

Se si è arrivati a tanto, vuol davvero dire che la tecnologia, al nostro servizio, fornisce risultati assolutamente strepitosi e generosi.

Qualcuno si è spinto oltre, ed ha finanche trovato il modo di sondare uno spazio ancora più misterioso: quello dei sotterranei del nostro pc, che molti ignorano esser il luogo privilegiato di fonti di calore. Lì dove una temperatura ideale e fissa non esiste, perché molta influenza è esercitata dalla temperatura esterna. Difficile e lodevole compito, e pur eseguito a puntino, come vedremo, grazie all’utilizzo di validi strumenti, primo fra tutti il termometro digitale.

L’impiego del digitale a servizio della temperatura

Ma come funziona il termometro digitale? Conosciamo meglio le logiche sottese al suo valido operare.

Iniziamo dal sensore: non altro è che un un termistore alimentato da una corrente elettrica.

Le oscillazioni di temperatura provocano in esso variazioni di resistenza elettrica, e sono proprio esse -per il tramite di un circuito elettronico- ad essere convertite in quei numeri che vediamo  visualizzati sul piccolo schermo.

Il termometro digitale rappresenta oggi il più valido sistema di misurazione esistente.

Recenti studi hanno dimostrato che il digitale è quello che si avvicina di più al termometro a mercurio in termini di sicurezza ed affidabilità in tutti i campi di applicazione, anche quelli afferenti l’elettronica. Chi di noi non custodisce in casa un termometro digitale, per applicazioni in campo medico, che ha prontamente provveduto a rimpiazzare con quello a mercurio, nocivo per l’uomo e l’ambiente.

Ma la tecnologia non finisce mai di stupire, ponendosi a servizio anche dell’elettronica, lì dove tutte le nostre attenzioni ed il nostro lavoro quotidiano, confluiscono.

Quando le oscillazioni della temperatura possono essere letali

Il termometro digitale è un dispositivo creato appositamente allo scopo di conoscere la temperatura, ed in particolare le oscillazioni che si vengono a determinare: perché esse, sia pur sensibili, possono davvero essere distruttive.

Forse non tutti sanno che queste ultime sono in grado di mandare in fumo in poche frazioni di secondo il nostro pc. Scheda madre, alimentatore ed hard disk producono calore.

Verificare dunque che la soglia di temperatura all’interno del pc sia sempre stabile, rappresenta una necessità: anche una piccolissima variazione della temperatura può significare perdita di tutti i nostri dati allocati su server e banche dati, in pratica una perdita immane, spesso anche di natura economica, se solo si pensa a tutto quanto del nostro lavoro ivi vi suggelliamo.

Onde evitare che accada tutto questo è decisivo misurare la temperatura del chip, ma soprattutto rilevare i valori di altre periferiche, come l’HD, in realtime, oppure conoscere l’esatto valore raggiunto dalla temperatura del liquido del circuito di raffreddamento contenuto nel nostro PC.

Quando il software per il rilevamento della temperatura non basta

Come si comprende, risulta davvero decisivo monitorare la temperatura prodotta da tutto quello che permette il corretto funzionamento del nostro dispositivo.

A volte per farlo ci sia avvale di software, programmi che consentono di monitorare la temperature di hard disk, processore ad al limite scheda video. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, non è consigliabile – né possibile- avvalersi di un software, molto semplicemente perché vi sono delle periferiche e delle componenti “non rilevabili” o comunque non rilevabili dal sistema operativo, come il liquido di raffreddamento, appunto.

Come conoscerne allora la temperatura?

La risposta è acquistare un sensore esterno, che permetta di leggere tale importanti valori: esiste una tipologia di termometro digitale di tale genere che a ragione può essere annoverato tra i più “intelligenti”:  stiamo parlando di Serverflu e Umiflu ad esempio.

Trattasi di dispositivi che fanno della tecnologia il loro surplus: basti pensare come siano in grado di avvisare via email o SMS in presenza di una temperatura o l’umidità relativa che eccede le soglie impostate dall’utente. Validissimo lo shutdown automatico del sistema che tali dispositivi possono mettere in azione, preservando così tutti i dati contenuti nel PC/Server.

 

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Temperatura pc: quando un grado di troppo può fare la differenza

Temperatura pc: un bene da salvaguardare

l pc rappresentano per ciascuno di noi una miniera d’oro. Lo sanno bene i liberi professionisti che racchiudono in esso banche dati e documenti di inimmaginabile valore.

In questo scenario, la presenza di minacce che possono mandare in fumo il lavoro di una vita in poche frazioni di secondo, può davvero giustificare una serie di preoccupazioni. E a buon diritto.

Una di tali minacce è rappresentata dalla temperatura pc. Il sistema di raffreddamento del computer è, difatti, fondamentale per la vita dello stesso. Senza di esso i componenti elettronici del computer/server non sarebbero in grado di funzionare.

Per tenere al sicuro i nostri dati, l’unica possibilità è quella di contenere la temperatura pc al di sotto di una determinata soglia: anche un solo grado in più può fare la differenza. Ed ecco a volte qualcosa non andare per il verso giusto: il surriscaldamento ha la meglio sui nostri pc e server.

Ed è lì che iniziano i problemi.

Perché un computer surriscaldato è pericoloso

La maggior parte dei computer sono dotati di sistemi di raffreddamento adeguati, ma ciò nonostante – per le ragioni che ci accingiamo ad addurre – trovare degli accorgimenti da adottare per garantire che il calore non rappresenti un problema, risulta la scelta più logica ed intuitiva da fare.

Ma cosa accade esattamente ai nostri dispositivi e server in occasione di un aumento della temperatura pc? Se vogliamo mettere a nudo, in maniera forse impietosa, il reale quadro degli eventi che si possono verificare in presenza di una temperatura pc che superi la soglia tecnica consigliabile, non possiamo sottacere il pericolo di distruzione delle componenti hardware all’interno del computer, con annessa perdita di tutti i dati allocati sul server.

Inoltre, il calore potrà deteriorare la scheda madre, la CPU del computer, con tutte le immaginabili perdite che inesorabilmente ne conseguono.

Tenerlo pulito è un bene, ma non basta

A titolo di mera prevenzione, la prima cosa che possiamo fare per evitare che la temperatura pc diventi letale, è senza dubbio alcuno quella di fare in modo che l’interno di esso sia mantenuto pulito.

Preservarlo dall’attacco di polveri è il minimo che possiamo fare a questo punto. Perché la polvere, per quanto non possa credersi, rappresenta un alto fattore di rischio: la sua presenza non fa che alimentare la temperatura pc favorendone il surriscaldamento riducendo il funzionamento dei sistemi di raffreddamento.

In verità ciò non dovrebbe accadere, perché chi progetta un pc ha solitamente un’idea ben precisa di quanto calore andrà ad essere prodotto dal dispositivo, e per farlo dovrà mettere in conto una serie di fattori, quali: le temperature esterne, a volte eccessive, la possibile presenza di fattori surriscaldanti, e, da ultimo -ma non certo in ordine di rilievo- l’accumulo di polvere che andrà inevitabilmente a gravare sulle componenti interne del pc e sui sistemi di raffreddamento, che, per quanto sigillate e protette possano essere, non saranno mai immuni dall’attacco degli acari.

Qual’è la giusta temperatura che deve raggiungere il nostro computer?

Bella domanda, molto tecnica e precisa. Ma la risposta, purtroppo, non lo è altrettanto. A causa infatti della presenza di diversi tipi di marche e modelli sul mercato , un’ideale temperatura pc non esiste, o quanto meno, non può essere quantificata in maniera univoca, variando essa da un dispositivo all’altro.

La temperatura pc di sicurezza poi, deve tenere conto di altre variabili quali il tipo di processore, la RAM, e da altri fattori che rendono impossibile dare una risposta aderente a tutte le fattispecie di CPU. Come comprendiamo, non è semplice quantificare la giusta, ideale temperatura pc, e questo induce alcuni a pianificare un’assurda azione strategica al ribasso: in alcuni casi, il sistema di raffreddamento di un computer commerciale viene sovradimensionato, e le sue ventole arrivano a raggiungere velocità ben maggiori rispetto a quelle necessarie  a mantenere il sistema in perfetto equilibrio termico.

L’effetto? Il nostro pc emetterà un rumore analogo a quello di un aspirapolvere, mentre dentro si arriverà a raggiungere una temperatura pc più bassa del dovuto. Come si intuisce, utilizzare tali accorgimenti, non aiuta però a risolvere il problema, perché tale fenomeno tenderà a riproporsi più volte, per quanto si tenti di evitarlo.

L’unica difesa allora è il monitoraggio: la verifica, il controllo della temperatura che di volta in volta il pc va a raggiungere. Come? Prova ad utilizzare il Serverflu, Sensore Temperatura USB Pen Drive della Magiant, il migliore strumento che  tu possa trovare sul mercato per proteggere il server e i dati: ti consentirà di monitore continuamente la temperatura pc, e, più precisamente, del locale in cui il server è installato, prevenendo il tal modo qualsiasi minaccia incombente su di esso.

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Controllo temperatura CPU

Controllo temperatura CPU:

best practice per garantire la tutela dei personal computer? Controllo temperatura CPU al primo posto

Mentre i meteorologi sulle pagine di Corriere.it finalmente si confrontano sul terrorismo mediatico legato al caldo estivo, recentemente anche Magiant si è trovata ad assistere a un’inattesa tavola rotonda composta di liberi professionisti che lavorano nel proprio studio e il cui strumento essenziale è il personal computer. Grafici, giornalisti, psicologi che lamentano, almeno una volta nella loro vita, di essersi trovati disarmati di fronte al PC ‘fritto’ dal caldo.

“Abbassare la temperatura del condizionatore” è una risposta fin troppo banale, poiché è il controllo temperatura CPU la risposta più consona, economica e idonea anche per i professionisti che non dispongono di PC server o sale CED. Senza dimenticare che ci sono uffici professionali che non dispongono, per scelta, di sistemi di condizionamento per mantenere il microclima idoneo alla preservazione del PC e per i quali diventa fondamentale rilevare le soglie di critiche di temperatura, in tal caso intervenendo con l’arresto del sistema.

Il controllo temperatura CPU è molto importante dal momento che il calore eccessivo può causare:

  • una sensibile riduzione della ‘vita’ di alcune componenti del PC, ad esempio le schede video, costringendo alla loro sostituzione e alle attese  spesso piuttosto lunghe dei centri di assistenza e riparazione:
  • blocchi improvvisi del sistema con perdita degli ultimi dati;
  • danni permanenti al computer, che possono essere gravi al punto da obbligare alla sostituzione e, per i meno esperti, alla perdita di tutti i dati archiviati.

Ma nemmeno Magiant ci tiene a fare ‘terrorismo termico’, quindi sgombriamo il campo dai rischi che il PC corre nel momento in cui il professionista sta lavorando in modalità idle, ovvero utilizza il personal computer sottoponendolo a un carico ridotto di lavoro: il controllo temperatura CPU, in questi casi, non è cogente, poiché il processore è oggettivamente sottoposto a sforzi minimi e difficilmente subirà danni da eccessivo calore.

Quando, al contrario, il lavoro avviene a pieno carico (modalità full), come può avvenire quando è necessario far lavorare contemporaneamente molteplici applicazioni che richiedono impegno elevato alla CPU,  il monitoraggio della temperatura ambientale è fondamentale. Ad oggi, molte componenti delicate dei personal computer, ad esempio nelle generazione Core 2 Duo e nei processori Core i3 e successivi le schede video tollerano temperature interne fino ai 70 °C, ma il controllo temperatura CPU in full pone limiti ben diversi: per l’hard disk, tra i componenti più delicati, una temperatura ambientale – non interna – che non superi i 30 °C è quella che meglio tutela dai danni.

Molti programmi, alcuni dei quali sono freeware, permettono di rilevare la temperatura interna dovuta al carico di lavoro del PC, ma un efficace controllo temperatura CPU deve garantire un monitoraggio continuo, visualizzabile anche da remoto mediante email e SMS (non è raro che i PC rimangano accesi anche in assenza del proprietario), che, mediante uno specifico script, sia in grado si avviare correttamente lo shut-down della macchina così che l’arresto del sistema non provochi perdita di dati.

Serverflu è la risposta a tutto questo e per ricevere una consulenza gratuita è sufficiente registrarsi: un investimento ragionevole che oltre a ‘salvare la vita’ al proprio PC tutela anche chi non effettua backup quotidiani su supporti esterni.

M.F. Pria

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Monitoraggio temperature: stato dell’arte

Monitoraggio temperature:

allo stato attuale, il monitoraggio temperature offre soluzioni per molteplici esigenze non solo industriali

L’innovazione nel campo dell’elettronica della sensoristica di monitoraggio temperature applicabile ai settori industriali è in continua crescita, con aumeno della precisione nelle rilevazioni, dispositivi sempre più resistenti  e scalabili. Nonostante questo, tuttora si possono verificare situazioni in cui il monitoraggio temperature viene effettuato, probabilmente in un ottica di risparmio dei costi, mediante prodotti obsoleti inadatti a comunicare in tempo reale problematiche nel mantenimento delle condizioni ambientali idonee a seconda delle applicazioni che occorre tenere sotto stretto controllo.

È naturale che il primo passo che molte aziende dovrebbero compiere è quello di prendere coscienza del fatto che la temperatura è uno degli aspetti più critici che può influenzare negativamente operazioni quotidiane. Questo perché quando la temperatura si mantiene entro determinati parametri, vengono garantiti il benessere delle persone – inteso in senso molto ampio, da quello microambientale dei luoghi antropizzati, alle garanzie di acquisto di prodotti alimentari e medicali che non abbiano subito interruzioni lungo la cold chain – e l’efficienza dei processi e delle funzioni di macchinari delicati – server room, catene di produzione alimentare. Scelte non appropriate per il monitoraggio temperature possono causare perdite consistenti alle aziende, sia perché possono richiedere come unica soluzione la disaster recovery, sia perché, ad esempio in caso di perdita irreversibile di dati, si va incontro anche a sanzioni dal punto di vista penale.

Vale la pena rischiare tutto questo per non ammodernare i sistemi di controllo temperature? La domanda è naturalmente retorica, dato che il mercato odierno propone sensori Wi-Fi e USB pensati per offrire garanzie di disaster prevention e tutelare da rischi e perdite economiche e di dati tutte quelle industrie che ‘ruotano’ intorno ai dispositivi informatici, alla tutela di microclimi specifici per la produzione, alla cold chain.

La scelta di un sensore appropriato, quindi, diviene una necessità e, laddove non siano necessari dispositivi di monitoraggio temperature Wi-Fi (come, ad esempio lungo gli anelli della catena del freddo che sono costituiti dal trasporto su gomma o altri mezzi), la giusta scelta è quella di un sensore USB. Serverflu è uno strumento affidabile, dalle performance indubbie, in grado di ridurre sensibilmente molteplici rischi legati alla temperatura. Ma soprattutto è stato ingegnerizzato da Magiant come dispositivo dall’elettronica avanzata che gli permette di operare in un range di temperatura compreso tra –20 e +70 °C con un accuratezza di ±0,5 °C, rimanendo però, sia dal punto di vista della pen drive in senso stretto, sia dal punto di vista del software mediante il quale è possibile sfruttarne tutte le potenzialità, un dispositivo per il monitoraggio temperature di utilizzo intuitivo.

Ancora dubbi su un simile investimento? Con un PC cui collegare la pen drive e l’impostazione – del tutto intuitiva – del software – Serverflu garantisce monitoraggio temperature da remoto 24 ore su 24, allerta in tempo reale via email e SMS il personale addetto all’intervento sulla problematica che ha mutato le condizioni di temperatura, produce report sull’andamento nel tempo delle variazioni. Ma soprattutto, visto che siamo partiti considerando che spesso vengono mantenuti in attività sensori inadeguati e sorpassati, Serverflu è un dispositivo low power, privo di batteria – così da non necessitare manutenzione- e dal costo decisamente affrontabile per quanto offre in termini di prevenzione e ROI.

M.F. Pria

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Controllo della temperatura in ambienti domestici

Controllo della temperatura in ambienti domestici:

sensori di temperatura nati per sistemi industriali ben si adattano alle esigenze di risparmio energetico del consumatore privato

Da quando le norme che regolano la vita comune nei condomini hanno eliminato la necessità della maggioranza assembleare assoluta perché un condomino possa distaccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento, sono sempre più numerose le unità abitative che affidano a diversi sistemi di condizionamento caldo/freddo il confort della propria abitazione. La maggior parte di coloro che hanno scelto sistemi di riscaldamento a pellet o a legna confermano di avere ridotto i consumi e di avere recuperato in tempi ragionevoli l’investimento iniziale. In media per un piccolo condominio di otto unità abitative, la spesa per condomino per il metano si aggira sui 500-700 euro l’anno, mentre il pellet o la legna permettono un risparmio di circa il 20%. D’altro canto, coloro che hanno optato per sistemi di condizionamento alimentati a energia elettrica, termoconvettori o pompe di calore, lamentano l’eccessivo impatto sui costi dell’energia elettrica.

Chi opta per un sistema di riscaldamento e condizionamento alimentato a elettricità, in effetti, può facilmente incappare in un banale errore: se i sistemi centralizzati sono calibrati per mantenere temperature a norma di legge, ovvero incluse tra i 18 e i 22 °C, i sistemi autonomi inducono con facilità ad alterare quelle che la legge stessa sulle condizioni ambientali dei locali ad uso abitativo stabilisce come condizione di confort ottimale per l’essere umano. In natura si è portati a “settare” il proprio organismo sulla temperatura esterna, ma se è possibile gestirla in autonomia, non si permette questo settaggio, ma si fa in modo di ottenere temperature percepite come ideali. D’inverno di solito la temperatura è troppo elevata e d’estate troppo bassa; oltretutto, anche chi pensa di risparmiare continuando ad accendere e spegnere i dispositivi, in realtà consuma ancor più energia elettrica ad ogni riattivazione.

Oltre alla salute, come si può leggere qui, ne risente la bolletta, quando basterebbe dotarsi di una piccola pen drive che, collegata al proprio personal computer, sia in grado di effettuare il controllo della temperatura domestica. Si tratta di un investimento minimo che non necessita dell’intervento di alcun tecnico specializzato: il controllo della temperatura che Magiant Serverflu permette, infatti, si basa sulle impostazioni scelte dall’utente mediante un software user friendly che garantisce il controllo della temperatura in modo costante e rileva, impostate le soglie, le variazioni del microclima. Gestire i consumi con il controllo della temperatura offerto da Serverflu, impostando correttamente la temperatura di confort e utilizzando le soglie per segnalare ogni oscillazione dal range 18-22 °C, sia in estate che in inverno, permette un uso oculato dei dispositivi di condizionamento alimentati a energia elettrica. Se non volete provare sul campo un prodotto davvero performante ed economico non esistate e contattateci per una consulenza gratuita.

M.F. Pria

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Controllo di temperatura in bovinicoltura

Controllo di temperatura in bovinicoltura:

le garanzie del monitoraggio del microclima negli allevamenti bovini, benessere delle mandrie e salubrità del prodotto finito

Dal secolo scorso l’allevamento intensivo dei bovini da carne, grazie a costanti migliorie nella progettazione e realizzazione dell’allevamento, ha permesso un notevole incremento della produzione di latte e un aumento del peso degli animali, con una migliore resa in carne alla macellazione. La necessità di monitorare vari parametri ambientali, quindi di attuare anche un controllo costante della temperatura, è divenuto sempre più cogente proprio con l’allevamento intensivo, poiché esso prevede la stabulazione, fissa o libera. Quest’ultima, diffusa negli allevamenti medio-grandi, prevede che gli animali si muovano liberamente in una stalla divisa in tre zone, quella di alimentazione, quella di movimento (situata di norma all’aperto) e quella di riposo.

Con lo sviluppo di una sempre maggiore sensibilità nei confronti del benessere animale e della sanità delle produzioni, ci si orienta sempre più verso soluzioni costruttive a basso costo, in cui la tecnologia entra sempre più in cooperazione con materiali naturali: la progettazione di una stalla, infatti, è ottimale quando prevede l’impiego del legno come materiale prevalente, un’adeguata ventilazione e dispositivi di termoregolazione per mantenere costante il controllo di temperatura, al fine di garantirne l’optimum sia in inverno che in estate. Si parla di temperatura ottimale quando i locali si assestano sui 12 °C (con tolleranza di ±6 °C) per le vacche in lattazione e sui 15 °C (con tolleranza di ±5 °C) per vitelloni e manzi.
Particolarmente importante è poi il controllo di temperature nelle fase di cura neonatale e in quella cosiddetta colostrale: il vitello neonato, infatti, necessita di una ampia lettiera riparata dalle correnti d’aria e con una temperatura costante compresa tra i 20 e i 22 °C.

La temperatura è quindi un parametro fondamentale per garantire il microclima ottimale per il benessere animale nel ricovero: il controllo di temperatura deve permettere, anche in assenza di personale, di segnalarne aumenti o diminuzioni. Parimenti importante, oltre al controllo di temperatura, è quello dell’umidità relativa dell’ambiente, la quale deve avere come valore ottimale un valore incluso tra il 60 e l’80% (la soglia minima invalicabile si assesta tra il 40 e il 45%).

Naturalmente temperatura e umidità vengono garantiti da apposite strumentazioni che tuttavia necessitano di un monitoraggio 24/24: Magiant Serverflu permette di impostare allarmi che raggiungo il personale a distanza mediante email o SMS, così che al variare delle soglie – facilmente impostabili mediante il software gratuito fornito da Magiant – gli interventi sull’impianto di termoregolazione possano avvenire il prima possibile, riducendo, se non annullando, l’impatto negativo della variazione. Serverflu è un dispositivo economico e dai bassi consumi che necessita soltanto di un PC al quale collegarlo: il processore può essere inserito direttamente in stalla o lasciato in una stanza attigua sfruttando i 5 metri di prolunga che l’azienda propone per permettere una rilevazione in cui il calore del processore non influenzi la rilevazione. Con i medesimi requisiti, ma non solo destinato al controllo di temperatura, Magiant propone anche Umiflu, che integra controllo di temperatura e di umidità: in un unico prodotto due soluzioni economiche, efficienti e precise.

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Sensore di temperatura: sale di essiccazione dei legni pregiati

Sensore di temperatura:

i legni più nobili, appartenenti alle cosiddette essenze forti, per raggiungere una stagionatura priva di difetti necessitano di un controllo della temperatura delle sale costante e preciso.

I due metodi esistenti per l’essiccazione del legno, passaggio fondamentale per rendere il legno verde lavorabile, sono entrambi basati sull’eliminazione del contenuto acquoso del legno stesso fino al raggiungimento della cosiddetta umidità tecnica. Nel dettaglio, da un lato vi è la stagionatura naturale, dall’altro l’essiccazione artificiale. La prima presenta diversi svantaggi, sia in termini economici che di qualità del risultato finale: innanzitutto può avvenire solo in determinati periodi dell’anno, richiede molto tempo e il risultato è soggetto all’influenza del luogo e delle modalità di accatastamento del legno sul terreno.

La stagionatura artificiale permette invece di accelerare il processo e, con i dovuti accorgimenti, non si corrono rischi per quanto riguarda la qualità del prodotto al termine del ciclo di essiccazione. Inoltre, tranne rare eccezioni, come il legno di castagno, la cui stagionatura lunga e difficile rende la pratica dell’essiccazione artificiale sconsigliata, la normalizzazione UNI rende agevole la valutazione dei parametri da rilevare e monitorare. L’essiccazione artificiale del legno può avvenire:

  • sotto tettoia a ventilazione forzata, con l’inconveniente che le tettoie devono essere accuratamente controllate per prevenire l’insorgenza di danni da essiccazione troppo rapida;
  • a temperatura superiore ai 100 °C, efficiente solo per sfogliati, tranciati, trucioli, scaglie e fibre di legno;
  • per pre-essicazione;
  • in cella a temperature inferiori ai 100 °C;
  • a radiofrequenza.

Le ultime tre metodologie sono particolarmente idonee ad applicazioni in sistemi che prevedano un sensore di temperatura: nella pre-essiccazione, infatti, occorre il sensore di temperatura per rilevarne la costanza nel range 27-32 °C; inoltre, il sistema di pre-essicazione prevede una UR costante compresa tra 55 ed 80%, rilevabile mediante un misuratore di umidità.

Per l’essicazione a T<100 °C, la tipologia di celle più usata attualmente a livello industriale per il legno massiccio e pregiato è quella a vapore. E proprio in queste celle si è diffuso l’uso di controlli computerizzati che consentono una misurazione ed un monitoraggio più stretto delle variabili mediante un sensore di temperatura e di umidità.

Anche nel monitoraggio dell’essiccazione a radiofrequenza, impostato il ciclo di essiccazione in base all’umidità iniziale del legno, il monitoraggio può utilmente essere demandato a un sensore di temperatura e quello igrometrico a un misuratore di umidità.

Date queste premesse è palese l’importanza del controllo della temperatura nelle sale di stagionatura del legno: un sensore di temperatura in grado di monitorare costantemente, così da poter inoltrare alert di allarme anche in mancanza di personale tramite email e SMS, può portare alla prevenzione di molti dei possibili danni da essiccazione artificiale. Un nome per tutto questo? Magiant Serverflu nella versione Umiflu è un sensore di temperatura e umidità che, impostate le soglie di allarme, necessita semplicemente di un PC cui collegarsi mediante ingresso USB: la prolunga di 5 metri permette anche di non inserire direttamente la CPU nella cella ma solo la pen drive, evitando che la temperatura si innalzi per l’attività del processore.