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Server monitor: l’umidità

Server monitor:

a pieno titolo nelle strategie di server monitor vi sono la misurazione e il controllo dell’umidità delle infrastrutture IT

Una delle principali necessità del server monitor è il mantenimento della corretta umidità relativa per gli apparati informatici, soprattutto all’interno delle server room; il metodo ottimale consiste nel posizionare uno o più igrometri – o meglio ancora, uno o più termoigrometri – in grado di rilevare il mantenimento dei range, per i quali si può fare riferimento alle linee guida emanate negli Stati Uniti per server room e data center. Sulla base di queste indicazioni, il server monitor deve mantenere sotto controllo, in tempo reale, costantemente e con possibilità di inviare allarmi al personale addetto alla manutenzione IT mediante email o SMS, una temperatura tra i 17 e 22°C e una umidità relativa compresa tra il 40 e il 55%. Altrettanto importante è che la sensoristica installata per ottenere, nell’ambito del server monitor, un controllo di umidità (e temperatura) efficiente è che le apparecchiature scelte non intacchino la funzionalità delle infrastrutture informatiche presenti. Una delle scelte migliori è scegliere un dispositivo come Umiflu di Magiant in grado di rilevare l’umidità relativa ambientale una volta inserito nell’ingresso USB di un PC interno alla server farm. La semplicità di parametrizzazione del software e l’interfaccia user friendly del programma permettono di impostare range più o meno stringenti in base alle necessità dello specifico server monitor richiesto dall’utilizzatore.

Nel server monitor per il controllo umidità, inoltre, ci sono due importanti best practice atte a minimizzare i fattori che possono portare al superamento delle soglie ottimali di UR:

  • ridurre con opportuni sistemi isolanti le infiltrazioni esterne così da eliminare gli influssi del clima esterno;
  • tenere presente che l’ambiente ottimale deve tener conto non solo dell’UR, ma anche della temperatura.

Su quest’ultimo punto non si dimentichi che Umiflu è un termoigrometro: server monitor garantita da un solo dispositivo low power, privo di batteria e che non necessità manutenzione. Naturalmente Magiant è a disposizione per una consulenza gratuita iniziale.

M.F. Pria

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Misuratori UR e temperatura: controllo microclimatico

Misuratori UR e temperatura:

un sistema di home automation richiede misuratori UR e temperatura precisi e in grado di lavorare efficacemente da remoto

E se, con la finalità di elaborare un sistema domotico scalare, si partisse da pen drive USB con funzioni di misuratori UR e temperatura? Del resto quando si parla di home automation il primo scopo è quello di creare un sistema in grado di evitare i costi generati da errato utilizzo dell’energia…  perché non partire dunque da prodotti low power e low cost come Umiflu?

Sono noti i pregi dei misuratori umidità e temperatura di Magiant: il loro pratico formato pen drive con ingresso USB che, collegato ad un personal computer su cui installare il software dedicato, ne garantisce la caratteristica low power. A proposito del software, i misuratori UR e temperatura sono perfettamente idonei a rispondere alle istanze tipiche dell’home automation: una volta inseriti i parametri termoigrometrici che si desidera mantenere nella propria abitazione, il software user friendly richiede pochi ulteriori passi per inserire email e/o numeri telefonici cui inviare gli alert in caso di superamento dei range e per stabilire se utilizzare lo shot-down automatico della macchina o un’applicazione scelta dal cliente. Per quanto di facile approccio, potete richiedere una consulenza gratuita a Magiant così da poter avere ulteriori informazioni sulla configurazione e approfondire il concetto di confort microclimatico.

Se ancora non si è pronti all’automazione domotica nella sua interezza, dunque, i misuratori UR e temperatura possono avviare verso la creazione di un sistema scalabile e distribuito, implementabile nel tempo, poiché sono ideali per la gestione del microclima e del risparmio energetico. Inoltre, senza raggiungere complessi sistemi domotici e addentrarsi in spese ancora elevate, da anni siamo abituati a programmare i nostri sistemi di climatizzazione sia durante l’estate che durante l’inverno: Umiflu permette di avere sotto controllo da remoto il regolare funzionamento di questi impianti, poiché segnala con un messaggio di testo su cellulare il superamento delle soglie: a questo proposito è importante ricordare che Magiant può aiutarvi anche nella selezione di un range che non provochi invio di alert poiché sufficientemente ampio da prevedere sia l’umidità e la temperatura minime che massime che naturalmente una abitazione attraversa durante la giornata (ad esempio a caldaia spenta o alla sua attivazione programmata).

M.F. Pria

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Controllo temperatura: cold chain in primo piano

Controllo temperatura:

la catena del freddo ha diverse sfaccettature, per tutte il controllo temperatura è essenziale

Quando si parla di cold chain il pensiero va immediatamente ai prodotti alimentari surgelati, che, lo ricordiamo, richiedono una temperatura costante almeno inferiore ai -18 °C lungo l’intero percorso della catena distributiva. Se in uno solo dei passaggi, la temperatura salisse inizierebbe il processo di scongelamento che, anche se parziale, una volta riportate le condizioni ottimali, provoca il ricongelamento, situazione del tutto differente dall’iniziale surgelazione e che provoca deterioramento delle proprietà organolettiche poiché un’interruzione della catena del freddo porta, soprattutto se prolungata e con temperature fortemente fuori range, alla proliferazione di patogeni resistenti anche a temperature inferiori agli 0 °C.

Il controllo temperatura mediadiante sensori richiede quindi che gli strumenti siano programmati in modo stringente per garantire la tutela da fenomeni più o meno gravi dovuti alla corruzione del prodotto (le stesse ASL consigliano di toccare le confezioni e non acquistarle se ricoperte di brina o se non hanno la classica consistenza al tatto del prodotto surgelato).
Ma la cold chain può essere, secondo la maggior parte dei tecnici della materia, analizzata sotto tre differenti aspetti: il primo è senza dubbio quello citato fin dall’apertura, relativo alla distribuzione alimentare e dove il controllo temperatura è finalizzato al mantenimento delle proprietà organolettiche dei cibi congelati o surgelati; il secondo riguarda i prodotti biomedicali; il terzo è quello realtivo ai prodotti tecnologici che vengono scelti e utilizzati per garantire la permanenza in condizioni ottimali dei prodotti che percorrono la cold chain nei momenti in cui vengono stoccati in luoghi chiusi, prima, durante o al termine della catena stessa.
Sotto ogni punto di vista emerge l’importanza del controllo temperatura: Magiant, con la sua gamma di sensori di temperatura (Serverflu) e sensori di temperatura e umidità (Umiflu) per ambienti chiusi (depositi, magazzini di stoccaggio, magazzini di transito), è una soluzione dal costo ragionevole, che ben si integra con altre strumentazione di elettronica industriale, e che vale la pena prendere in considerazione nella cold chain. Si tratta di affidare la sicurezza e il benessere dei prodotti a dispositivi pen drive USB che necessitano di un PC sul quale gira il loro software: il controllo temperatura rimane costante e le soglie possono essere impostate nel modo più stringente in base alle esigenze degli utilizzatori. Il programma, oltre a garantire l’invio immediato di alert in caso di superamento delle soglie prestabilite, produce report dell’andamento microclimatico del magazzino di stoccaggio.
Allo stato attuale, tuttavia, non mancano occasioni in cui l’utente finale si trova di fronte a prodotti commercializzati nonostante la cold chain si sia interrotta. Per tutelarsi da prodotti alimentari decongelati e ricongelati è utile seguire le citate indicazioni delle ASL… ma se la catena del freddo è quella “salva vita”? In questo caso non è possibile parlare di riduzione dell’intensità e della frequenza degli shock termici, significa cercare di raggiungere una percentuale vicino allo zero. Registratevi per approfondire questo aspetto nello speciale di oggi!

M.F. Pria

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Monitoraggio temperatura e umidità: cibi e salute

Monitoraggio temperatura e umidità:

nell’industria alimentare si è da anni alla ricerca di green solutions: un esempio? Monitoraggio temperatura e canapa

A seguito dell’emanazione da parte del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politihe Sociali del documento realtivo a “Produzione e commercializzazione di prodotti a base di semi di canapa perl’utilizzo nei settori dell’alimentazione umana” – naturalmente completate dalle altre norme in materia – ha reso possibile mettere in commercio prodotti alimentari che permettono di valorizzare la ricchezza di questa pianta nella alimentazione quotidiana. Al riguardo Magiant – che mette a disposizione sistemi elettronici di monitoraggio temperatura e umidità in grado di garantire una produzione indoor delle coltivazioni – parla di green solutions perché i semi di canapa necessitano di lavorazioni a ridotto impatto ambientale: nella maggior parte dei casi per ottenere il prodotto alimentare finito non sono richiesti processi chimici o aggiunte di prodotti di origine non naturale.

I semi di canapa, che non contengono tracce di THC, sono la parte da cui si ricavano prodotti alimentari dagli importanti valori nutrizionali e nutraceutici, in particolare sono ricchi di Omega 3 e Omega 6, grassi polinsaturi la cui assunzione è un valido coadiuvante per la prevenzione o la terapia dell’ipercolesterolemia, del diabete, di malattie della pelle di vario tipo e di disturbi ossei e articolari. I semi – che in una coltivazione indoor sottoposta a corretto monitoraggio temperatura e umidità sono disponibili tutto l’anno – permettono di ricavare olii e farine con un contenuto di Omega 3 e 6 pari solo a quello presente nell’olio di pesce, che deve però essere trattato chimicamente. Al contrario sia l’olio che la farina di canapa vengono estratti per spremitura a freddo; in particolare la farina è priva di glutine, risultando quindi un alimento idoneo anche per i celiaci. Inoltre, i semi di canapa decoricati sono ricchi di proteine contenenti molti amminoacidi e facilmente digeribili – quindi paragonabili alle proteine ‘nobili’ della carne: la loro assunzione in questa forma o in alimenti derivati è consigliata per coloro che seguono una alimentazione vegetariana o vegana.

Naturalmente non si parla di un alimento di per sé completo, ma di un ottimo integratore della dieta quotidiana, in grado di garantire al nostro corpo la razione quotidiana raccomandata di Omega 3 e 6 e in grado di svolgere funzioni di rafforzamento del sistema immunitario.

Il connubio tra monitoraggio temperatura e umidità e coltivazione della canapa non può dunque che dare ottimi risultati, che non si fermano all’ambito alimentare o al già citato ambito della bioedilizia, ma contribuiscono alla crescita sostenibile anche di settori quali quello dell’abbigliamento e dell’arredamento.

M.F. Pria

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Termoigrometro: molteplici applicazioni per la canapa

Termoigrometro, molteplici applicazioni per la canapa:

con un termoigrometro notevoli vantaggi nel coltivare materiali naturali ed ecocompatibili

Qualche settimana fa è stato dedicato un approfondimento alla coltivazione indoor della canapa sativa, mostrando i vantaggi che il termoigrometro Umiflu di Magiant, grazie al quale è possibile garantire la coltivazione per l’intero anno senza dover seguire i cicli stagionali e senza correre i rischi di perdere in parte o del tutto il raccolto per problematiche meteorologiche non controllabili. È proprio grazie alle caratteristiche tecnologiche del termoigrometro di Magiant che è possibile misurare temperatura e umidità, monitoraggio fondamentale per la buona riuscita della semina, con l’ausilio di un PC cui collegare il sensore di temperatura e umidità USB pen drive. I range operativi di Umiflu – temperatura di esercizio inclusa tra –20 °C e +70 °C con una precisione di ±0,5 °C – sono del tutto idonei alle richieste della coltivazione della canapa. La tecnologia di Umiflu, inoltre, grazie al software user friendly che permette di impostare le soglie e gli allarmi in caso di superamento delle stesse, offre un indiscutibile rapporto qualità/prezzo e un risparmio energetico costante, dal momento che il prodotto consuma molto poco e non necessita di manutenzione in quanto – collegato all’ingresso USB del PC – non necessita di manutenzione. Già da queste ultime notazioni si potrebbe parlare di un termoigrometro green, ma gli approfondimenti odierni sono dedicati alle green solutions che Umiflu rende possibili nel campo di una coltivazione particolare quale è appunto quella della canapa sativa, la stessa che viene coltivata – in campi aperti – a Capannori, in Toscana, dove la produzione è destinata soprattutto alla bioedilizia. Materiale naturale e salubre – naturalmente nel rispetto delle normative per la sua coltivazione – la canapa è una materia prima dalla quale si ricavano molteplici elementi per la bioedilizia. Il suo utilizzo come materia green da costruzione per gli edifici ha infatti un impatto ambientale ridotto rispetto a quelli costruiti con altri materie prime, oltre ad avere un costo più ragionevole, come dimostra il fatto che la lana di canapa, prodotto che si ottiene a seguito di un processo di semimacerazione, permette di produrre pannelli isolanti e fonoassorbenti che vengono distribuiti sul mercato ad un prezzo concorrenziale rispetto ai loro affini, ovvero i pannelli in lana di vetro e quelli in sughero.
Ma, come anticipato, la canapa non è solo bioedilizia, gli studi dei possibili utilizzi, infatti, hanno portato all’uso del materiale in diversi settori:

  • dalle foglie e dai fiori si ricavano bevande, olii essenziali per l’industria dei profumi, THC per usi farmaceutici (il principio attivo è benefico in preparazioni per la cura dell’asma, come antiemetico, per la cura del glaucoma e come analgesico anche nella terapia del dolore);
  • dai semi si ricavano alimenti proteici, esche per la pesca, olii alimentari da spremitura a freddo, detergenti per l’igiene personale, olii per la produzione di detersivi, inchiostri, tinture, lubrificanti, solventi, combustibili (biodiesel), farine alimentari;
  • dalle fibre si ricavano filati pregiati per abbigliamento e filati meno pregiati per cordami, reti, sacchi, pasta di cellulosa per carte speciali, cartoni e imballaggi, guarnizioni per i freni; inoltre dalla fibra corta semimacerata si ottengono, oltre ai pannelli isolanti, imbottiture per auto.

Desiderate saperne di più sugli usi alimentari? Registratevi: il nostro speciale di oggi è dedicato proprio all’utilizzo della pianta in questo ambito.

M.F. Pria

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Monitoraggio server e green building

Monitoraggio server nei data center:

ottimizzare le risorse energetiche con un utilizzo ponderato del monitoraggio server

Nei data center il ‘primo comandamento’ è senza dubbio prevenire danni alle apperacchiature dovuti a malfunzionamenti degli apparati destinati al mantenimento delle condizioni microabientali ottimali per evitare di dover ricorrere alla disaster recovery per assenza di adeguate misure per il monitoraggio server.

Ma perché è tanto importante fare manutenzione preventiva così da aumentare le possibilità di mettere in atto la disaster prevention? Semplice, ottimizzare i costi è il ‘secondo comandamento’ di ogni azienda in grado di elaborare strategie che riducano rischi, danni, costosi interventi manutentivi a posteriori grazie a un collaudato sistema di monitoraggio server e che siano al contempo finalizzate alla realizzazione di una buildin automation ‘green’. Automatizzare, infatti, porta con sé molto spesso anche un risparmio in termini di consumi energetici.

Partiamo dunque dal ‘primo comandamento’: creare condizioni ambientali stabili, garantire il monitoraggio server costante, in tempo reale, eliminando la necessità  – e quindi il costo – della presenza costante di un operatore addetto al controllo in loco grazie a un’elettronica che permetta di inviare da remoto allarmi a indirizzi email e numeri di telefono per segnalare le anomalie. Il prodotto esiste, è Umiflu di Magiant, il cui software permette di stabilire soglie, ad esempio seguendo le linee guida ASHRAE, oltre le quali il sensore, nato per il monitoraggio server per quanto riguarda le condizioni ambientali di temperatura e umidità relativa, oltre a lanciare gli alert può avviare lo shot-down della macchina cui è collegato o una applicazione selezionata dall’utente in fase di settaggio del software medesimo. A ulteriore garanzia della continuità del monitoraggio server offerto del sensore sono di grande importanza i sistemi UPS opportunamente programmati per supplire ai cali o alle interruzioni di corrente negli ambienti più delicati quali appunto un data center.

Per il ‘secondo comandamento’, per il quale Serverflu in versione termoigrometro fa la sua parte, poiché elimina anche i costi di manutenzione della pen drive stessa in quanto privo di batteria. Le citate linee guida ASHRAE, cui dedicheremo a breve un approfondimento, classifica le server room in cinque o sei ‘classi’ (dipende dalla flessibilità interpretativa) che tuttavia possono essere ricondotte a due macroinsiemi: in entrambi il monitoraggio server è basilare, tanto quanto l’ingegnerizzazione dei sistemi di raffreddamento, dei sensori di presenza, dei sensori di rilevamento porte non correttamento chiuse; la differenza sostanziale tra i due macro insiemi è l’assenza da un lato di sistemi elettronici di controllo ambientale idonei (disaster recovery), e dall’altro la loro presenza (disaster prevention).

Si prenda la seconda categoria: dopo la progettazione o l’implementazione di strumenti per il monitoraggio server e di hardware adeguati al tipo di server room, gli operatori devono prestare grande attenzione all’ottimizzazione dei consumi energetici, per la quale esistono svariate opzioni:

  • ottimizzazione della struttura hardware;
  • riduzione degli sprechi energetici dovuti a mal utilizzo dei sistemi di condizionamento;
  • creazione di sinergie sicure tra i sistemi antecedenti e quelli successivamente installati, così da evitare costi accessori per calibrare il loro rapporto e evitare che il sistema finale richieda un apporto energetico  fuori portata;
  • selezione di sensori a basso consumo e alte performance;

Lanciamo un ulteriore assist: il concetto di “waste heat”, strettamente connesso alla green building. Ma questo fa parte di una “prossima puntata”. Nel frattempo chiedeteci una consulenza gratuita: il risparmio energetico e economico che la disaster prevention garantisce anche a piccole server room (o a situazioni dove la sala server è assente, ma un PC  funge da server) potrebbe essere un buon modo per ottimizzare prestazioni, aumentare la sicurezza delle apparecchiature e… risparmiare!

M.F. Pria

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Controllo di temperatura: muffe e salute umana

Controllo di temperatura e umidità:

le muffe non sono un pericolo solo per i materiali; il controllo di temperatura salvaguarda anche la salute

Quest’oggi, il primo articolo è stato dedicato alla normativa vigente in materia di prevenzione e risanamento delle muffe in ogni tipologia di edificio, focalizzando l’attenzione sulla manutenzione preventiva per evitare danni strutturali talvolta insanabili.

Ma, come spesso si è sottolineato, quando ci si affida per il controllo di temperatura e umidità ai dispositivi USB pen drive di Magiant non si ottengono solo vantaggi mirati ad una sola problematica. Tra i valori aggiunti più tangibili di questi dispositivi di controllo di temperatura e umidità vi sono senza dubbio l’ampio range di funzionalità (da –20 °C a +70 °C, con precisione del ± 0,5 °C), la possibilità di fruire della prolunga per posizionarli nel modo migliore possibile, le caratteristiche user friendly del software di parametrizzazione, l’innegabile vantaggio di avere a disposizione uno strumento di elettronica specializzata che non necessita di manutenzione, i molteplici servizi di alert e controllo da remoto.

È per questo che sfruttando per la manutenzione preventiva relativa all’insorgenza di muffe negli ambienti il sensore USB Umiflu si ottengono contemporaneamente notevoli vantaggi in termini di prevenzione dal punto di vista dei danni alla salute che le muffe, appartenendo alla specie dei fungi, provocano disperdendo spore. Ogni individuo risulta diversamente sensibile all’azione delle muffe, ma è raro che ne sia del tutto immune: infezioni, allergie, mal di testa, malessere, inappetenza, tosse, asma, prurito, difficoltà di concentrazione, problemi respiratori, irritazione a naso, occhi e gola non sempre vengono ricondotti alle micotossine e ai composti volatili che le muffe liberano nell’aria.

Al pari della tutela degli edifici e degli archivi, tali agenti patogeni possono essere ridotti, se non del tutto eliminati, con un controllo di temperatura e umidità costante, rispettando i parametri UNI indicati qui. Poiché tra le cause primarie di insorgenza delle muffe, eliminando i casi di infiltrazioni d’acqua, vi è proprio l’umidità, è palese che il controllo di temperatura e dell’UR è un elemento cardine per una valida rilevazione di possibili disagi microclimatici che in futuro potrebbero provocare l’insorgere delle muffe. Con un PC cui collegare il termoigrometro Umiflu è possibile intervenire su condizioni di umidità relativa elevata al punto da rendere potenzialmente o realmente insalubre l’ambiente.

Prevenire, soprattutto quando in gioco ci sono la salute e il benessere dei lavoratori, è fondamentale: per il controllo di temperatura e umidità in ambienti antropizzati basta un gesto. Inserite il dispositivo pen drive Umiflu in un PC e potrete evitare la nascita di un ambiente favorevole alle muffe.

M.F. Pria

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Monitoraggio di temperatura e umidità: strutture operatorie veterinarie

Monitoraggio di temperatura e umidità:

grazie a dettagliate linee guida è possibile progettare o migliorare la propria struttura veterinaria usufruendo dei vantaggi dati dal controllo del microclima

ISVRA (Italian Society of Vetrinary Regional Anaesteshia) ha messo a disposizione delle importanti informazioni riguardo ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi in ambito veterinario che sottolineano, in particolare, l’importanza, tra l’altro, del monitoraggio di temperatura e umidità nei tre ambienti in cui avviene l’intero ciclo operatorio, ovvero la zona di preparazione, la sala operatoria in senso stretto, dove la zona deve essere il più controllata e sterile possibile, e l’area di risveglio. ISVRA sottolinea inoltre l’importanza di avere le aree per la diagnostica e la chirurgia meno invasiva siano il più attigue possibile al blocco operatorio tripartito di cui sopra.

Se i requisiti essenziali della zone di preparazione di quella di risveglio sono, entro certo parametri, meno stringenti, lo stesso non si può dire della sala operatoria. Da una parte vi sono le apparecchiature indispensabili, ovvero:

  • flussometri ed evaporatori per il caricamento degli anestetici e il controllo dell’apparecchio per l’anestesia medesima;
  • sistema di ventilazione manuale (tuttavia sconsigliato come si vedrà a breve);
  • materiale medicale per la rilevazione dei parametri vitali.

Dall’altro lato vi sono le necessità di monitoraggio di temperatura e umidità, poiché la sala operatoria deve essere in grado di mantenere una temperatura compresa tra i 20e i 25 °C e un’umidità del 65% con tolleranza del ±2%, ovvero un microclima ottimale perché l’animale non soffra a livello di parametri vitali – comunque costantemente controllati. Lo stress che un impianto di ventilazione manuale, guastandosi, può provocare agirebbe infatti su un organismo di per sé sottoposto a forzature, necessarie ma potenzialmente pericolose. Senza sottovalutare che un medico veterinario, durante le operazioni, può non percepire mutamenti di temperatura e umidità e certo non può interrompersi dal proprio operato per andare a controllare un termoigrometro da parete.

Una soluzione di impatto economico del tutto ragionevole è quella di attuare il monitoraggio di temperatura e umidità mediante Serverflu: il controllo è costante e, mediante prolunga, è possibile posizionare il PC cui il sensore si collega all’esterno, minimizzando i pericoli di contaminazione e permettendo al personale che si trova all’esterno della sala operatoria di controllare in tempo reale le condizioni all’interno. A quel punto solo in caso di variazioni stressanti, il sistema Umiflu di monitoraggio di temperatura e umidità – correttamente impostato – segnalerà la criticità delle condizioni permettendo un intervento tempestivo. Senza tralasciare che in caso di PC non presidiato si possono ricevere alert via email o SMS personalizzando gli indirizzi e i numeri telefonici.

M.F. Pria

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Sensore di temperatura: anche in un piccolo ufficio?

Sensore di temperatura:

in un piccolo ufficio moltissimo potrebbe essere fatto per ottimizzare i consumi, ma dispositivi elettronici intelligenti necessitano un uso corretto

Risparmiare. Non aggiornare o implementare i sistemi. E poi dover onorare i costi dell’energia elettrica o, peggio, dover recuperare quanto possibile degli archivi mantenuti su PC. No è una realtà distopica, ma quello che concretamente avviene in piccoli uffici progettati all’interno di edifici residenziali, senza i dovuti accorgimenti iniziali.

Di recente, abbiamo avuto modo si confrontarci con un esperto su una questione, ovvero il fatto che le piccole aziende si appoggino a server esterni in modo tale da non doversi occupare della manutenzione dei medesimi. Indubbiamente è una soluzione ideale, eppure non tutti la adottano. In parte, forse, per ragioni economiche, in parte perché si pensa che aziende di servizi non necessitino se non di una rete interna che permetta di condividere cartelle e file.

Allora deviamo per un istante dal concetto di disaster prevention e pensiamo ad un appartamento adibito, appunto, ad ufficio. Di domotica e risparmio energetico si parla da molto tempo, eppure, abbiamo avuto modo di vederli con i nostri occhi, il concetto che l’elettronica possa portare benefici dal punto di vista del risparmio energetico molto spesso è un concetto ancora da metabolizzare, soprattutto nel settore dei servizi. Il risparmio energetico è una cosa cui si presta molta attenzione, raramente lo si fa in un ottica green. Eppure, indipendentemente dal modo in cui lo si definisce, ottimizzare i consumi nel ‘microcosmo’ avrebbe, se compiuto su larga scala, effetti benefici sul ‘macrocosmo’.

Qui, in modo più approfondito, si è parlato di domotica in senso ampio, di building automation, di benessere dei luoghi antropizzati. Si torni invece al piccolo ufficio di cui si sta parlando e si colleghi ad ogni PC presente in ciascuna delle sale un sensore di temperatura Serverflu: nessuna manutenzione grazie al fatto che è privo di batteria, solo una persona, un impiegato dell’ufficio stesso, cui possano giungere email di alert sulla propria casella di posta nonché SMS che segnalino il variare delle condizioni ambientali nelle diverse stanze. Il sensore di temperatura di Magiant si occuperebbe di tutto il resto, soprattutto perché ogni dispositivo pen drive, collegato mediante ingresso USB al PC destinato, tra l’altro, può venire parametrizzato facilmente. Il software in dotazione non richiede infatti conoscenze informatiche approfondite, guida l’utente passo a passo e quest’ultimo deve solo occuparsi di impostare soglie idonee. Il sensore di temperatura, a questo punto, segnalerà ogni variazione permettendo di spegnere i singoli dispositivi di condizionamento in caso di superamento dei parametri di comfort.

Domotica essenziale, ma risparmio energetico garantito. Mai più sale riunioni o uffici vuoti in cui gli impianti per la regolazione della temperatura consumano senza che ve ne sia la necessità. Se poi si vuole chiamarla domotica green, non è così inappropriato.

M.F. Pria

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Misurare la temperatura in modo intelligente: gli ospedali

Misurare la temperatura in modo intelligente:

gli ospedali devono essere in grado di garantire diverse tipologie di controllo della temperatura, per rispondere alle differenti necessità di ogni area

Nel panorama contemporaneo italiano non mancano esempi di un incontro tra la domotica e le strutture ospedaliere (La Clinica Columbus di Milano, tra le altre), quello che Magiant può offrire, in ottica orientata ai principi della building automation, è la possibilità di misurare la temperatura e l’UR in modo tale da garantire il rispetto delle caratteristiche microclimatiche ideali per ogni area della struttura. Il tutto con due finalità: prevenire stress climatici in un luogo dove il benessere di persone e strumentazioni è parimenti importante e risparmiare energia sia durante la normale misurazione, sia in caso di guasto tecnico.

I parametri sottoposti a monitoraggio in questi contesti sono, oltre alla concentrazione di inquinanti e al livello sonoro, la temperatura e l’UR.

Benché i riferimenti normativi italiani in materia ospedaliera siano scarni (la Circ. Min. 13011/74 è tuttora in essere), grazie all’apporto di indicazioni come la normativa tedesca DIN e le linee guida americane Astrae, anche nel nostro paese sono stati elaborati stringenti parametri: misurare la temperatura e l’umidità relativa significa rispettare linee distinte per ogni reparto. Cosa può servire per misurare la temperatura in modo intelligente, quindi? Un processore in ogni area sottoposta a monitoraggio microclimatico.

Qualche esempio di condizioni microclimatiche ottimali per la quali misurare la temperatura in modo costante con la possibilità di impostare soglie di allarme è una soluzione estremamente interessante: il Pronto Soccorso necessita di una temperatura interna invernale non inferiore a 20 °C, non inferiore ai 22 °C per i locali di visita, trattamento e chirurgia in anestesia locale; in estate la temperatura non può essere superiore ai 28 °C con una UR inclusa tra il 40 e il 60%. Le stesse condizioni valgono per le aree di degenza, mentre le sale operatorie e i reparti di rianimazione e terapia intensiva non differenziano i limiti tra estate e inverno: occorre misurare la temperatura con costanza poiché essa deve essere compresa tra 20 e 24 °C con UR nel range tra 40 e 60%.

Le previsioni per l’innovazione tecnologica nel settore ospedaliero vedono nella domotica il futuro: Serverflu si integra perfettamente in un simile ottica di gestione centralizzata con vantaggi dal punto di vista dell’efficienza energetica e dell’inquinamento ambientale. La pen drive, infatti, non si limita a misurare la temperatura ‘passivamente’, ma segnala in loco e da remoto tutte le variazioni permettendo di ricalibrare i sistemi di condizionamento sia per garantire il comfort, sia per evitare inutili dispendi energetici.

M.F. Pria