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Case history: utilizzo dei sensori Magiant presso le strutture della Provincia di Latina – Servizio e-Government

Intervista all’ing. Elvito Del Prete, Responsabile Servizio e-Government della Provincia di Latina

1. Quando avete iniziato a ‘creare’ il settore e-government, area tematica ad oggi ben in risalto sul vostro sito Web?

Il nostro Ente è da sempre molto attento alle potenzialità offerte dallo sviluppo e dalla ricerca nel settore dell’ICT. L’istituzione del servizio e-Government risale all’ormai lontano 2003, ma con gli anni si è provveduto a specializzarlo ed ad estendere la sua operatività su tutti i settori dell’Ente sino a costituirlo come unico centro di razionalizzazione, competenza e costo.

2. Potreste descrivere la struttura tecnologica e specificare quali benefits avete ottenuto come PA e relativamente all’offerta al pubblico dei servizi?

L’opportunità offerta dai sensori Magiant ha sicuramente incrementato la parte inerente la prevenzione dei malfunzionamenti. Il puntuale monitoraggio delle temperature dei nostri locali tecnici permette di avere sempre sotto controllo lo stato dell’umidità e soprattutto della temperatura che può così essere sempre mantenuta all’interno dei range stabiliti. Non da ultimo l’utilizzo dei sensori consente l’aggiustamento fine degli apparati di condizionamento a temperature più adatte al raggiungimento degli obiettivi (di temperatura ambientale) fissati. Tutto questo si traduce in un risparmio di energia elettrica e conseguente minor impatto ambientale.

3. Trattandosi di e-government, quale livello di automazione potete raggiungere con le strumentazioni di cui disponete?

Relativamente ai sensori Magiant abbiamo messo in esercizio un sistema di alerting (via email) che ci consente di intervenire con tempestività in caso di malfunzionamenti agli apparati di condizionamento nei locali tecnici. E’ allo studio la possibilità di interfacciare il sistema con un circuito di alerting “fisico” (es. accensione di led su una console) adoperando sistemi “Arduino”.

4. Avete avuto la possibilità di ridurre tempi e costi?

I tempi di intervento sono praticamente stati azzerati in quanto intervenendo sui semplici superamenti di soglie di warning piuttosto che di “errori critici” si può agire in relativa “tranquillità” sul malfunzionamento senza praticamente avere alcuna interruzione dei servizi. Per quanto concerne i costi, questi sono difficilmente misurabili. Tuttavia  basterebbe rispondere alla domanda: “Quanto ci costerebbe (nulla escluso) la rottura di un server ed il suo ripristino?”. Verrebbe da rispondere “molto” e comunque sicuramente molto più del costo di un sensore

5. Da quando avete scelto di utilizzare i sensori di Magiant?

Adoperiamo i sensori da circa un anno e mezzo.

6. Per quale scopo?

Lo scopo principe è tenere sotto controllo le temperature dei nostri locali tecnici ove operano i nostri server (insieme ad altre apparecchiature) e poter evitare in tal modo che questi vengano ad operare in condizioni di temperatura al di fuori del consentito al fine di prolungare la loro “vita operativa” e minimizzare i rischi di rotture dovute ad una temperatura eccessivamente alta di funzionamento (che, come si sa, influenza fortemente le rotture hardware).

7. Durante la fase di installazione dei sensori, avete riscontrato problematiche tecniche, quali ad esempio difficoltà relative a compatibilità con l’infrastruttura esistente?

Durante questa fase, vista anche la nostra “inesperienza” con il prodotto, abbiamo “scoperto” uno “strano” bug nel software di gestione. C’è da dire che tale inconveniente è stato segnalato al supporto tecnico che ha prontamente provveduto a correggerlo. A parte ciò il software è molto semplice da adoperare e configurare, ed anche ben curato nella parte grafica.

8. Ritenete che la parametrizzazione dei sensori sia accessibile o necessiti di personale IT specializzato?

La sezione di parametrizzazione è estremamente chiara e di semplice comprensione e non necessita di personale specializzato.

9. Da quando avete scelto i sensori Magiant avete avuto problemi di manutenzione?

Abbiamo avuto alcuni problemi agli apparati di condizionamento che tuttavia sono stati prontamente segnalati dal sistema, consentendoci di intervenire immediatamente ed evitando “guai” peggiori.

10. Su che SO lavorano i sensori? La soddisfazione per quanto riguarda la loro compatibilità con diversi SO è alta? Avete cambiato versione di SO da quando utilizzate i sensori? Sono sorti dei problemi?

I sensori operano tutti su sistemi Windows; non abbiamo riscontrato problemi di compatibilità; non abbiamo cambiato alcun sistema operativo.

11. Potreste descrivere una situazione ‘critica’ in cui i sensori hanno permesso di prevenire un danno grave alle apparecchiature?

Un venerdì mattina riceviamo un alert da uno dei sensori per un “superamento soglia temperatura”, dopo aver effettuato un controllo sul posto si è scoperto che era “saltato” il magnetotermico del condizionamento; riattivato il magnetotermico la situazione è prontamente rientrata. Se non avessimo avuto il sensore (o meglio il suo alert) avremmo lasciato il server a “cuocere” per l’intero fine settimana, ed al ritorno al lunedì lo avremmo trovato sicuramente spento (ovviamente con una procedura di spegnimento non opportuna) e diversi servizi interrotti oltre a malfunzionamenti generici sulla rete; in questi casi il tempo di individuazione del guasto (bloccante) sono sicuramente elevati ed il disservizio si protrae sino alla sua risoluzione; in più va considerato anche il “danno” alle apparecchiature (che non sono solo il server a cui è collegato il sensore, ma tutte quelle presenti nel locale) arrecato loro dall’esposizione a temperature elevate (che abbiamo verificato poter giungere sino a 55 gradi);

12. Avete mai pensato di ampliare i campi di utilizzo dei sensori, ad esempio per garantire il comfort microclimatico per gli operatori degli uffici o per tutelare eventuali archivi cartacei dall’aggressione dell’umidità?

Si, abbiamo pensato a questa possibilità in termini di un sistema per la razionalizzazione dell’uso dei condizionatori nelle singole stanze, altra possibilità offerta dai prodotti Magiant.

M.F. Pria

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Controllo temperatura: i cibi non sono tutti uguali

Controllo temperatura:
nella cold chain del settore food il controllo temperatura deve tenere conto del processo cui sono sottoposti gli alimenti

Come si è avuta occasione più volte di sottolineare, la finalità della catena del freddo è volta al mantenimento, mediante controllo temperatura costante e preciso, del microclima idoneo per i prodotti stoccati e trasportati lungo tutto il percorso che porta i cibi nei banchi del fresco e dei surgelati.

Ciò che non si è ancora avuto modo di approfondire riguarda il fatto che il controllo temperatura deve tenere conto del processo di raffreddamento cui i cibi sono stati sottoposti e, di conseguenza, le temperature ottimali cui essi devono essere mantenuti, possibilmente anche dall’utente finale con apposite precauzioni (sacchetti termici, frigoriferi portatili di piccole dimensioni) che impediscano – anche in presenza di un perfetto mantenimento termico in ogni anello della cold chain – l’avvio di un processo di deterioramento che, nel peggiore dei casi porti al ricongelamento, procedimento inadeguato e dannoso.

Si vedano ora nel dettaglio i tre differenti processi cui i cibi trasportabili mediante catena del freddo vengono sottoposti.

· La refrigerazione, le cui temperature rientrano in un range incluso tra gli 0 °C e i 5 °C; si tratta di un procedimento, applicato principalmente ai cibi disponibili nel reparto dei freschi, che non prolunga eccessivamente la data di scadenza (si pensi al latte fresco, benché si tratti di un alimento sottoposto a pastorizzazione). La conservazione che la refrigerazione garantisce è ad ogni modo, se il controllo temperature non rileva in alcun momento un fuori range, in grado di conservare proprietà organolettiche e sicurezza igienico-sanitaria: la proliferazione dei microrganismi dannosi, conservati a temperatura di refrigerazione, è quasi del tutto bloccata. Per le loro caratteristiche (in particolare date di scadenza ravvicinate, il controllo temperatura è molto importante.

· Il congelamento implica la conservazione degli alimenti in un range di temperatura incluso tra -18 °C e -25°C; tale processo prolunga notevolmente la conservazione dei cibi senza che all’atto del consumo consistenza e caratteristiche organolettiche risultino alterate. Un possibile svantaggio del congelamento è dovuto alla formazione di cristalli di ghiaccio nelle membrane cellulari che rischiano così di lacerarsi provocando una perdita di nutrienti (senza tuttavia inficiare la salubrità del prodotto). Il controllo temperatura deve garantire una permanenza di minimo -18 °C durante gli spostamenti e gli stoccaggi intermedi.

· La surgelazione è un processo che in tempi ridotti – al massimo quattro ore – porta il prodotto, fin nella sua parte centrale, ad una temperatura di -18 °C, il controllo temperatura deve garantire, dopo la stabilizzazione termica (la surgelazione, appunto) il mantenimento costante. A differenza del congelamento, questo processo non rischia alcuna perdita di nutrienti.

Una volta di più, si può consigliare l’installazione per il controllo temperatura nei magazzini di transito e stoccaggio del termometro pen drive di Magiant Serverflu, aggiungendo che il dispositivo è idoneo per la cold chain dei prodotti congelati e surgelati e per quella dei prodotti freschi. L’importante è parametrizzare in modo differenziato il software.

M.F. Pria

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Misuratori UR e temperatura: controllo microclimatico

Misuratori UR e temperatura:

un sistema di home automation richiede misuratori UR e temperatura precisi e in grado di lavorare efficacemente da remoto

E se, con la finalità di elaborare un sistema domotico scalare, si partisse da pen drive USB con funzioni di misuratori UR e temperatura? Del resto quando si parla di home automation il primo scopo è quello di creare un sistema in grado di evitare i costi generati da errato utilizzo dell’energia…  perché non partire dunque da prodotti low power e low cost come Umiflu?

Sono noti i pregi dei misuratori umidità e temperatura di Magiant: il loro pratico formato pen drive con ingresso USB che, collegato ad un personal computer su cui installare il software dedicato, ne garantisce la caratteristica low power. A proposito del software, i misuratori UR e temperatura sono perfettamente idonei a rispondere alle istanze tipiche dell’home automation: una volta inseriti i parametri termoigrometrici che si desidera mantenere nella propria abitazione, il software user friendly richiede pochi ulteriori passi per inserire email e/o numeri telefonici cui inviare gli alert in caso di superamento dei range e per stabilire se utilizzare lo shot-down automatico della macchina o un’applicazione scelta dal cliente. Per quanto di facile approccio, potete richiedere una consulenza gratuita a Magiant così da poter avere ulteriori informazioni sulla configurazione e approfondire il concetto di confort microclimatico.

Se ancora non si è pronti all’automazione domotica nella sua interezza, dunque, i misuratori UR e temperatura possono avviare verso la creazione di un sistema scalabile e distribuito, implementabile nel tempo, poiché sono ideali per la gestione del microclima e del risparmio energetico. Inoltre, senza raggiungere complessi sistemi domotici e addentrarsi in spese ancora elevate, da anni siamo abituati a programmare i nostri sistemi di climatizzazione sia durante l’estate che durante l’inverno: Umiflu permette di avere sotto controllo da remoto il regolare funzionamento di questi impianti, poiché segnala con un messaggio di testo su cellulare il superamento delle soglie: a questo proposito è importante ricordare che Magiant può aiutarvi anche nella selezione di un range che non provochi invio di alert poiché sufficientemente ampio da prevedere sia l’umidità e la temperatura minime che massime che naturalmente una abitazione attraversa durante la giornata (ad esempio a caldaia spenta o alla sua attivazione programmata).

M.F. Pria

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Sensori di temperatura e cold chain: un approfondimento

Sensori di temperatura e cold chain:

di quanto i sensori di temperatura Serverflu possano essere performante e preciso nei punti focali della catena del freddo si è detto molto, qui ci si addentra con maggiore attenzione nella materia

Nell’articolo di apertura di oggi si è usato volontariamente un termine forte – sensori di temperatura per una cold chain ‘salva vita’ – perché in determinate situazioni, purtroppo, un errore, umano o meccanico, rischia di impedire, appunto, la salvezza umana: ospedali (soprattutto quelli privi di celle di stoccaggio), aziende farmaceutiche, laboratori devono poter avere le massime garanzie di monitoraggio mediante sensori di temperatura efficaci quando la catena del freddo è destinata al trasporto di organi, tessuti, sangue, vaccini. L’elettronica dei sensori di temperatura di Magiant risponde ottimamente anche a queste esigenze, dovunque sia possibile avere a disposizione un processore, magari utilizzandone la tecnologia anche grazie ai PC portatili se le condizioni dei mezzi di trasporto lo consentono; è il caso ad esempio del trasporto di organi, effettuato in adeguati e testati contenitori isolanti e refrigerati, dove tuttavia la temperatura esterna potrebbe – fortunatamente in rare occasioni – influire sulla tenuta del contenitore, qualora, ad esempio, esso fosse danneggiato e permettessa anche una minima infiltrazione di aria esterna. Allo stato dell’arte, la soluzione che minimizza e potenzialmente elimina danni in ogni punto della catena è quella che combina sensori di temperatura USB, come Serverflu, per gli ambienti chiusi e sensori di temperatura wireless durante il trasporto.

Si tratta di due tipologie di sensori di temperatura dall’elettronica avanzata che, pur su basi differenti, devono tassativamente garantire un monitoraggio sinergico che dia le necessarie garanzie grazie ad una serie di caratteristiche proprie degli strumenti. Inoltre, e si tratta di un’impellenza sentita a livello mondiale, i magazzini di stoccaggio di vaccini, materiali biomedicali, sangue e tessuti sono ancora una volta il punto di partenza per avviare una catena del freddo nel modo più sicuro, corretto ed efficace: i luoghi dove è possibile installare sensori di temperatura in grado di segnalare con estrema precisione le variazioni di temperatura, infatti, sono il punto cardine che permette di avere la certezza che, alla partenza, le sostanze si trovino in condizioni ‘perfette’. Eppure, benché il mercato offra svariate tipologie di sensori, non tutti rispondono alle necessità stringenti dei settori chimici, farmaceutici, ospedalieri.
Perché?
Perché non tutto quello che il mercato offre può garantire sensori di temperatura con le seguenti caratteristiche:

  • assenza di batterie, il che elimina il problema di averne sempre a disposizione;
  • elettronica basata su ingresso USB, con possibilità di prolunga che, e in questo caso è consigliabile che il PC su cui Serverflu lavora sia un portatile, permette l’attività del sensore anche in caso di black out o ritardi nell’attivazione del sistema UPS; segnalazione immediatamente dellele criticità;
  • garanzia di monitoraggio continuo, 24 ore su 24;
  • eliminazione del presidio umano costante grazie agli alert che segnalano il raggiungimento delle soglie critiche non solo sul monitor dell’hardware sul quale Serverflu lavora, ma anche mediante l’invio di email ed SMS a indirizzi e numeri telefonici selezionati così da ridurre al minimo il permanere di condizioni critiche; a questo proposito è consigliabile impostare le soglie in modo stringente, persino più limitante rispetto a quello ottimale poiché si abbassano ulteriormente i rischi che un prolungano aumento della temperatura deteriori i materiali poiché l’allarme raggiunge ‘anticipatamente’ il manutentore;

Magiant garantisce tutto questo, sia per materiali medicali resi inefficaci dall’innalzamento della temperatura (vaccini per varicella, morbillo e parotite) sia per quelli che si compromettono al suo abbassarsi (vaccini antiepatite B, antidifterite, per il tetano, per la pertosse).

M.F. Pria

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Sensori di temperatura: data center a quattro stelle

Sensori di temperatura:

la tecnologia presente nei data center, come sensori di temperatura, ha a disposizione quattro preziosi suggerimenti per aumentare l’efficienza energetica

Il bisogno di attuare strategie per ottenere la massima efficienza energetica nei data center è da tempo una necessità particolarmente sentita dalla aziende, insieme, naturalmente, agli investimenti che minimizzino potenziali crash del sistema e permettano un’efficace disaster prevention, anche grazie ai sensori di temperatura e umidità.

Partendo da una struttura in cui DBserver, Web server e print server siano allocati nel medesimo armadio rack, così da trovarsi con sistemi operativi multipli riducendo il numero delle macchine, è già possibile ottenere una risparmio energetico almeno del 10%.

Ma vediamo questi quattro punti per aumentare la citata percentuale.

  • Sfruttare al massimo le tecnologie proprie dei server: le più avanzate, infatti, garantiscono le medesime performance di prodotti meno recenti necessitando però di circa il 30% in meno di energia.
  • Se è indubbio che l’infrastruttura IT delle server room si appoggia su corridoi finalizzati a indirizzare l’aria fredda verso l’anta dell’armadio rack e dissipando quella calda dal retro, è un’idea da valutare quella di orientare diversamente gli armadi. Il secondo consiglio è quindi quello di posizionare la maggior parte dei server orientati nella medesima direzione così da creare un corridoio di aria fresca e collocare i server che producono maggiore calore in modo lineare rispetto agli altri così che possano beneficiare dell’aria più fresca: il potenziale energetico risulta utilizzato in modo ottimale.
  • Oltre a riorganizzare i corridoi di dispersione dell’aria, una best practice è quella di integrare nella struttura i cosiddetti ‘blanking panel’, delle barriere che vanno a coprire gli spazi non utilizzati del rack conducendo a una riduzione della circolazione dell’aria calda all’interno del server. Si tenga presente che questa operazione non è possibile su qualsiasi rack e quindi necessita di una analisi preventiva.
  • Ultimo ma non meno importante, occorre sempre poter fare affidamento su sensori di temperatura e umidità in grado di segnalare 24 ore su 24 sbalzi critici delle variabili ambientali e di attivare lo shot-down delle macchine a preservazione dei dati e della tecnologi stessa. Con Serverflu, o la sua variante Umiflu, Magiant offre una gamma di sensori di temperatura e umidità in grado di garantire tutto questo e soprattutto permette, anche qualora siano le condizioni climatiche esterne a influire sul microclima della server room, di rilevare in tempo reale variazioni di temperatura così da permettere in tempi ristretti di regolare diversamente l’impianto di aerazione con evidenti vantaggi non solo per la disaster prevention ma anche per il risparmio energetico.

Si ribadisce quanto detto qui: la collaborazione tra PMI è il futuro dell’industria tecnologica italiana. Potete partire contattando noi per una consulenza gratuita e avviare un ‘restyling’ della vostra server room partendo proprio dai sensori di temperatura e umidità, unendo via via le eccellenze del nostro paese.

M.F. Pria

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Misurazione temperatura nell’era 2.0

Misurazione temperatura:

nell’era dove il PC è onnipresente, i gestori di centri commerciali non sempre sono consapevoli dell’importanza della misurazione temperatura

Nel primo articolo di oggi, si è partiti da strutture informatiche gestite da personale IT, che sulla propria specifica competenza ha naturalmente le conoscenze corrette e più aggiornate riguardo all’importanza della misurazione temperatura. In questo speciale non vogliamo affatto rivolgerci ai gestori di centri commerciali e ai manager di negozi al dettaglio in quanto aprioristicamente ritenuti non preparati sulle tematiche relative alla misurazione temperatura, desideriamo invece dare alcune indicazioni per rendere ottimali le condizioni ambientali, soprattutto quando si parla di centri commerciali. All’interno degli edifici commerciali un valido aiuto per la preservazioni di microclimi ottimali per macchinari, clientela e lavoratori viene proprio da uno sviluppo accurato di una struttura distribuita di sensori di misurazione temperatura.

Come potenziali clienti, fin dall’ingresso nei centri commerciali, apprezziamo il refrigerio, senza renderci conto di stare subendo un notevole shock termico dannoso per la nostra salute. Altrettanto spontanemamente forniamo i nostri dati personali per ottenere tessere, sconti o informazioni promozionali.

Chi lavora a tempo pieno nel centro, da parte sua, subisce minori disagi a livello di salubrità nel breve periodo, ma a volte – molto spesso, in realtà – è sottoposto ad una temperatura troppo bassa rispetto a quella che il clima naturale esterno richiederebbe per la propria salvaguardia. I dipendenti, inoltre, sono a loro volta registrati, con dati personali più accurati e approfonditi rispetto ai clienti, nei data base del centro o del singolo esercizio che si trova all’interno di esso.

A livello tecnologico è palese che ci si trovi di fronte a strutture che non possono fare a meno della misurazione temperatura: un essere umano è in grado di tutelarsi da temperature eccessivamente basse, seguendo alcune buone norme di comportamento, mentre le macchine, e torniamo a parlare di benessere di server room o PC server, devono poter contare su sistemi HVAC e su una sensoristica per la misurazione temperatura che lavorino in sinergia. La perdita di dati sensibili non interessa solo le aziende dei vari settori industriali, ma anche il settore del largo consumo. Disaster prevention è una garanzia di tutela legale, oltre che, come sottolineato nell’altro approfondimento odierno, di prolungamento della vita delle macchine.

Gli amministratori dei centri e dei singoli negozi devono quindi mirare a ottenere un sistema accurato dove i sensori per la misurazione temperatura possano monitorare i sistemi di aerazione 24 ore su 24, salvaguardando i dati contenuti nella server room o nel PC server e senza che sia necessario il presidio umano.

Utilizzando Serverflu o Umiflu, sensori per misurazione temperatura USB pen drive, tutto questo è possibile, e con un investimento di sicuro interesse: dato che si tratta di dispositivi low power privi di batteria un singolo PC può alimentare più sensori contemporaneamente.

Con una prima consulenza gratuita e un supporto tecnico di qualità, Magiant può garantire la salute di clienti, lavoratori e macchinari: contattateci!

M.F. Pria

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Sensore di temperatura user friendly

Sensore di temperatura:

le nuove tecnologie mettono a disposizione soluzioni efficaci; ma ‘sensore di temperatura’ indica oggi svariate tecnologie

Dovrebbe essere ormai chiaro, dalle informazioni e dalle soluzioni che vengono proposte da qualche mese su queste pagine, che le nuove tecnologie nella sensoristica elettronica destinata alla rilevazione della temperatura sono un elemento fondamentale per monitorare ambienti e processi.

La storia moderna e contemporanea della rilevazione della temperatura, tralasciando quindi i primi esperimenti effettuati in epoca tardo medievale, ha le sue radici nel Seicento, quando venne inventato, a opera di Galileo, il primo termometro in grado di rilevare la temperatura utilizzando le proprietà di espansione e contrazione dell’alcool. Nel secolo successivo sarà il tedesco Fahreneit a comprendere le maggiori performance garantite dal mercurio: nasce il moderno termometro, sensore di temperatura tuttora in uso, che ben risponde a necessità meramente quotidiane e che è estremamente economico. Ma si tratta di un sensore di temperatura che necessita la presenza umana per utilizzo e verifiche dei risultati.

Oggi le richieste del mercato industriale – e , in parte, del mercato consumer – non possono trovare risposte nel semplice termometro (nel quale non è più presente il mercurio per la sua tossicità potenziale, tanto che dal 3/4/2009 il mercato italiano, allineandosi alle direttive europee recepite nel Decreto Ministeriale 30/07/2008, i termometri a liquido sono al galinstano). Ed è per questo che il mercato dell’elettronica propone il sensore di temperatura in versioni sempre più avanzate: ma questo non significa che qualunque sensore di temperatura di questo genere rappresenti indistintamente la soluzione ottimale per il monitoraggio di questa variabile. Ne sono un esempio i sensori ad allarme luminoso, i quali, benché possano vantare precisione e immediatezza nella rilevazione di condizioni critiche, necessitano di un presidio umano costante. Anche la categoria cui appartiene il sensore di temperatura a connessione analogica, tra i più moderni ed efficienti, può creare problemi in quanto si tratta di un prodotto che ha discreti limiti di parametrizzazione – il che porta ovviamente a rilevazioni poco flessibili – e , inoltre, non permette di avere registri dell’andamento della temperatura.

Il sensore di temperatura che offre maggiori vantaggi in termini di tutela, risparmio e continuità della rilevazione? Un sensore che offra tutto questo:

  • installazione e configurazione user friendly;
  • investimento ridotto sia per quanto riguarda l’acquisto dei dispositivi che del software;
  • manutenzione ridotta al minimo;
  • consumi energetici bassi;
  • garanzia di monitoraggio da remoto, mediante invio di alert e senza quindi necessità di presidio;
  • produzione di report;
  • software compatibile con svariati SO.

Tutto questo è racchiuso nel sensore di temperatura pen drive USB Serveflu: affidatevi a questo prodotto e otterrete eccellenti risultati in termini di riduzione dei costi, poiché il dispositivo è low power e necessità di un comune PC con SO Windows o Linux per essere messo in opera, il software è incluso nel prezzo, come la consulenza gratuita per valutarne le potenzialità; di garanzia di continuità di funzionamento in presenza di un adeguato sistema UPS; di scalabilità.

M.F. Pria

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Monitoraggio temperatura e umidità: cibi e salute

Monitoraggio temperatura e umidità:

nell’industria alimentare si è da anni alla ricerca di green solutions: un esempio? Monitoraggio temperatura e canapa

A seguito dell’emanazione da parte del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politihe Sociali del documento realtivo a “Produzione e commercializzazione di prodotti a base di semi di canapa perl’utilizzo nei settori dell’alimentazione umana” – naturalmente completate dalle altre norme in materia – ha reso possibile mettere in commercio prodotti alimentari che permettono di valorizzare la ricchezza di questa pianta nella alimentazione quotidiana. Al riguardo Magiant – che mette a disposizione sistemi elettronici di monitoraggio temperatura e umidità in grado di garantire una produzione indoor delle coltivazioni – parla di green solutions perché i semi di canapa necessitano di lavorazioni a ridotto impatto ambientale: nella maggior parte dei casi per ottenere il prodotto alimentare finito non sono richiesti processi chimici o aggiunte di prodotti di origine non naturale.

I semi di canapa, che non contengono tracce di THC, sono la parte da cui si ricavano prodotti alimentari dagli importanti valori nutrizionali e nutraceutici, in particolare sono ricchi di Omega 3 e Omega 6, grassi polinsaturi la cui assunzione è un valido coadiuvante per la prevenzione o la terapia dell’ipercolesterolemia, del diabete, di malattie della pelle di vario tipo e di disturbi ossei e articolari. I semi – che in una coltivazione indoor sottoposta a corretto monitoraggio temperatura e umidità sono disponibili tutto l’anno – permettono di ricavare olii e farine con un contenuto di Omega 3 e 6 pari solo a quello presente nell’olio di pesce, che deve però essere trattato chimicamente. Al contrario sia l’olio che la farina di canapa vengono estratti per spremitura a freddo; in particolare la farina è priva di glutine, risultando quindi un alimento idoneo anche per i celiaci. Inoltre, i semi di canapa decoricati sono ricchi di proteine contenenti molti amminoacidi e facilmente digeribili – quindi paragonabili alle proteine ‘nobili’ della carne: la loro assunzione in questa forma o in alimenti derivati è consigliata per coloro che seguono una alimentazione vegetariana o vegana.

Naturalmente non si parla di un alimento di per sé completo, ma di un ottimo integratore della dieta quotidiana, in grado di garantire al nostro corpo la razione quotidiana raccomandata di Omega 3 e 6 e in grado di svolgere funzioni di rafforzamento del sistema immunitario.

Il connubio tra monitoraggio temperatura e umidità e coltivazione della canapa non può dunque che dare ottimi risultati, che non si fermano all’ambito alimentare o al già citato ambito della bioedilizia, ma contribuiscono alla crescita sostenibile anche di settori quali quello dell’abbigliamento e dell’arredamento.

M.F. Pria

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Temperature monitoring e ‘waste heat’

Temperature monitoring:

una delle connessioni che sussistono tra finalità di green building e temperature monitoring è il “waste heat”, concetto particolarmente interessante

Come accennato qui, dove si parlava dell’importanza del monitoraggio server in relazione al risparmio energetico, da qualche tempo è sempre più valorizzato il tema del ‘waste heat’, alla base del quale vi è la possibilità di utilizzare il calore prodotto dai server, naturalmente sottoposto a temperature monitoring con finalità di disaster prevention, in altri processi che richiedono calore, il quale altrimenti andrebbe perduto insieme alla possibilità di mettere in atto operazioni di green building. L’idea è la medesima di qualsiasi forma di riutilizzo di materiali.

Il temperature monitoring mediante sensori di temperatura e umidità come Serverflu e Umiflu, entrambi garanzia di performance elevate nella costanza dei rilevamenti anche da remoto, è uno dei molteplici sistemi elettronici di controllo da prendere in considerazione ovunque sia presente una server room. La rilevazione di temperatura e umidità mediante l’elettronica Magiant permette di mettere in atto sistemi di allarme, proteggendo le apparecchiature da situazioni critiche, con semplicità e un investimento dal sicuro ROI a breve termine. Ma Magiant è attenta a tutte le possibilità di interconnessione con altre tecnologie, tra l’altro in quanto difficilmente Serverflu e Umiflu creano situazioni di incompatibilità, dal momento che i sensori pen drive operano su una ampia gamma di SO.

È per questa ragione che, se al primo posto, Magiant offre una soluzione per il temperature monitoring, si dimostra sempre sensibile alle tematiche green: l’idea di recupero del calore  prodotto dalle server room nasce quindi da questa sensibilità e da una visione scalabile delle infrastrutturedi tecnologiche. Utilizzando il ‘waste heat’ è possibile ‘riciclare’ il calore, quel processo che gli statunitensi definisco ERE (Energy Reuse Efficectiveness). Pioniere nel campo è The Green Greed Association tra le cui attività vi è in primo piano l’analisi dell’evoluzione tecnologica dei data center, che in tutto il mondo richiedono energia, sensoristica per il temperature monitoring, spazi idonei, sensori di presenza e di allarme oltre, naturalmente, ad un opportuno sistema di aerazione: in questo contesto, l’associazione studia e elabora idee e tecnologie atte a massimizzare le risorse energetiche delle server room.

Un esempio chiaro di come sia possibile riutilizzare il calore, che altrimenti verrebbe disperso, prodotto delle server room consiste, come segnalato dall’associazione, nel convogliarlo in luoghi adiacenti alla sala CED per ottenere acqua calda o riscaldamento dell’ambiente attiguo. Naturalmente l’implementazione di un sistema di riutilizzo del calore delle server room deve avere alla base due elementi: la parte teorica, finalizzata a comprendere se il data center produce un surplus di calore sufficiente a ottenere risultati efficaci; la parte tecnica, relativamente alla quale entrano in gioco tecnologie di importanti aziende dell’elettronica e dell’automazione industriali che mettono a disposizione gli absorption chieller, particolari sistemi che permettono di utilizzare una fonte di calore altrimenti destinata alla dissipazione convogliandola altrove, in luoghi dove altrimenti sarebbe necessario utilizzare una fonte energetica diretta.

Per approfondire ulteriormente gli aspetti del ‘waste heat’, Magiant vi consiglia questo interessante e completo documento pubblicato da The Green Greed Association.

M.F. Pria

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Controllo temperatura e green building

Controllo temperatura:

approfondimento dedicato all’organismo ASHRAE, in particolare sull’ottimizzazione energetica di PC server e server room mediante controllo temperatura

Istituita nel 1894, ASHRAE, acronimo di American Society of Heating, Refrigerating, and Air-Conditioning Engineers, ha ben presto assurto lo status di organizzazione internazionale: la sua capacità di emanare linee guida applicabili a livello internazionale l’ha infatti portata ad avere sostenitori e membi in tutto il globo. L’Europa, ad esempio, risponde spesso agli input di ASHRAE recependone le indicazioni nelle norme ISO.

Nata, come ben segnala il nome, con lo scopo di studiare strategie tecnologiche per il miglioramento di riscaldamento, ventilazione, condizionamento e raffreddamento al servizio della salute umana, è naturalmente presto divenuta promotrice di una visione green – compresa la green building – promuovendo ricerca, formazione continua, creazione o implementazione di standard (per i quali segue le specifiche dell’ANSI, American National Standard Institute, presso cui è accreditata.

Non di rado in queste pagine si è fatto riferimento alle linee guida di ASHRAE, nello specifico si è trattatto delle linee guida 189.1-2011: “Standard for the Design of High-Performance Green Building” (anch’esso approvato ANSI). Il riferimento a  questo standard non è per nulla casuale dal momento che tali linee guida includono numerosi spunti di grande interesse che coniugano controllo temperatura e green building. E Magiant non è solo un produttore di  sistemi elettronici avanzati per controllo temperatura e umidità, ma è un’azienda molto interessata e attenta a tutto ciò che ruota intorno al concetto di green, parola ormai d’uso comune con la quale si indica l’importanza sempre più cogente del risparmio energetico.

Dallo standard ASHRAE 189.1-2011, infatti, si ricavano importanti indicazioni per la progettazione di data center sicuri e ad alta efficienza:

  • progettare un data center con attenzione e professionalità al fine di ottenere affidabilità delle apparecchiature, scalabilità grazie alla scelta di componenti modulari, sensoristica avanzata e di alta precisione;
  • prima di avviare la realizzazione, effettuare una stima dei consumi dell’insieme totale delle apparecchiature;
  • effettuare una valutazione LCCA (Life Cycle Cost Analisys): in base alle disponibilità e alla struttura aziendale (PMI o grandi multinazionali) optare per un investimento iniziale consistente che permetterà risparmio nel lungo periodo oppure partire con un sistema scalabile di qualità che permetta di monitorare i costi di implementazione;
  • calcolare, se già esistente, la portata dell’UPS o preventivarne uno in linea con la stima dei consumi precedentemente effettuata;
  • selezionare software che non sovraccarichino la CPU ma anzi le richiedano minori calcoli con conseguente minore richiesta energetica per effettuare operazioni fondamentali.

È palese che, indipendenmente dalla scelta di server room da creare, risulti basilare progettare e realizzare la tecnologie di un impianto di condizionamento ad alta efficienza e minima dispersione energetica: come non considerare quindi elemento cardine di preservazione della server room e del risparmio energetico i sensori di controllo temperatura e umidità? Serverflu, e la sua versione termoigrometrica Umiflu,offrono ampie garanzie di scalabilità e di per sé sono concepiti come prodotti low power e non necessitano manutenzione, riducendo ulteriormente i costi. Ma torniamo alla ASHRAE 189.1-2011. L’elettronica dei sensori Magiant permette il controllo temperatura e umidità costante anche da remoto: si tratta di due fattori ambientali, infatti, che – oltre a aumentare sensibilmente la possibilità di disaster prevention – possono influenzare l’efficienza energetica del data center. Da queste variabili ambientali, infatti, dipendono i consumi energetici degli impianti di climatizzazione: come indicazione di massima (si consiglia sempre di utilizzare la possibilità offerta da Magiant per avere una consulenza gratuita personalizzata) per la parametrizzazione del software per il controllo temperatura e umidità, i range cui si può fare riferimento sono indicati dalla 189.1-2011 e riassunti in tabella.

Valori microclimatici server room

M.F. Pria