Pubblicato il 3 commenti

Misurare la temperatura in modo intelligente: gli ospedali

Misurare la temperatura in modo intelligente:

gli ospedali devono essere in grado di garantire diverse tipologie di controllo della temperatura, per rispondere alle differenti necessità di ogni area

Nel panorama contemporaneo italiano non mancano esempi di un incontro tra la domotica e le strutture ospedaliere (La Clinica Columbus di Milano, tra le altre), quello che Magiant può offrire, in ottica orientata ai principi della building automation, è la possibilità di misurare la temperatura e l’UR in modo tale da garantire il rispetto delle caratteristiche microclimatiche ideali per ogni area della struttura. Il tutto con due finalità: prevenire stress climatici in un luogo dove il benessere di persone e strumentazioni è parimenti importante e risparmiare energia sia durante la normale misurazione, sia in caso di guasto tecnico.

I parametri sottoposti a monitoraggio in questi contesti sono, oltre alla concentrazione di inquinanti e al livello sonoro, la temperatura e l’UR.

Benché i riferimenti normativi italiani in materia ospedaliera siano scarni (la Circ. Min. 13011/74 è tuttora in essere), grazie all’apporto di indicazioni come la normativa tedesca DIN e le linee guida americane Astrae, anche nel nostro paese sono stati elaborati stringenti parametri: misurare la temperatura e l’umidità relativa significa rispettare linee distinte per ogni reparto. Cosa può servire per misurare la temperatura in modo intelligente, quindi? Un processore in ogni area sottoposta a monitoraggio microclimatico.

Qualche esempio di condizioni microclimatiche ottimali per la quali misurare la temperatura in modo costante con la possibilità di impostare soglie di allarme è una soluzione estremamente interessante: il Pronto Soccorso necessita di una temperatura interna invernale non inferiore a 20 °C, non inferiore ai 22 °C per i locali di visita, trattamento e chirurgia in anestesia locale; in estate la temperatura non può essere superiore ai 28 °C con una UR inclusa tra il 40 e il 60%. Le stesse condizioni valgono per le aree di degenza, mentre le sale operatorie e i reparti di rianimazione e terapia intensiva non differenziano i limiti tra estate e inverno: occorre misurare la temperatura con costanza poiché essa deve essere compresa tra 20 e 24 °C con UR nel range tra 40 e 60%.

Le previsioni per l’innovazione tecnologica nel settore ospedaliero vedono nella domotica il futuro: Serverflu si integra perfettamente in un simile ottica di gestione centralizzata con vantaggi dal punto di vista dell’efficienza energetica e dell’inquinamento ambientale. La pen drive, infatti, non si limita a misurare la temperatura ‘passivamente’, ma segnala in loco e da remoto tutte le variazioni permettendo di ricalibrare i sistemi di condizionamento sia per garantire il comfort, sia per evitare inutili dispendi energetici.

M.F. Pria

Pubblicato il 3 commenti

Temperatura e domotica

Temperatura e domotica:

la qualità della vita negli ambienti antropizzati è fondamentale, e la temperatura è uno standard di comfort da non sottovalutare mai

Sono ormai almeno una decina d’anni che la domotica, concettualmente una scienza che esiste da sempre, benché se ne faccia ufficialmente risalire la nascita alla terza rivoluzione industriale, è realmente entrata nella vita quotidiana. Essa si è caratterizzata in senso fortemente interdisciplinare e, grazie all’apporto della tecnologia, non solo è una realtà, ma è in continua evoluzione proprio grazie al fatto che a tale crescita concorrono professionalità tecniche variegate, dall’elettronica all’ingegneria edile, dall’automazione industriale alle telecomunicazioni e all’informatica.

Tra i ‘comandamenti’ di tale disciplina spicca la riduzione dei costi di gestione mediante un utilizzo ottimizzato e il più possibile semplificato della tecnologia dalla fase di progetto a quella di realizzazione e manutenzione.

Partendo da un ambiente in cui la progettazione viene fatta per aggiunte l’una successiva all’altra, necessariamente si giunge – e presto – a dover affrontare il tema della temperatura. Certo, la questione emerge nelle strutture abitative private, ma facendo un passo avanti entriamo nel campo della building automation, dove molteplici tecnologie si integrano allo scopo di gestire gli impianti tecnologici da un lato in un’ottica green, dall’altro in un ottica di miglioramento del comfort, della sicurezza, della qualità del vivere durante le ore lavorative.

In un edificio intelligente la presenza tecnologica permette di svolgere funzioni sulla base, ad esempio, dei parametri impostati dall’utente.

“I costi per la building automation sono spesso insostenibili”. In effetti non è difficile imbattersi in affermazioni del genere, ma Magiant, da sempre, mette a disposizione un’eccellenza nella rilevazione della temperatura, ovvero la possibilità di integrarsi in un contesto tecnologico già predefinito avendo come unica necessità uno o più personal computer. Chiunque può partire da Serverflu per ottenere risultati propri della domotica: riduzione dei consumi – in questo caso energetici – e loro gestione da remoto. L’edificio intelligente, di conseguenza, è in grado di controllare la variazione della temperatura, da un lato per evitare sprechi e ripristinare, ad esempio, temperature di comfort negli uffici, dall’altro per evitare costosi interventi di disaster recovery.

Serverflu, progettato come rilevatore di temperatura con ingresso USB e disponibile con prolunga, grazie all’interfaccia software con cui viene fornito permette un’agile parametrizzazione da parte dell’utente: ove necessario con soglie di allarme ridotte (è il caso del controllo della temperatura nelle sale server) o più tolleranti (come può avvenire in un ufficio).

E poiché un sistema domotico nella sua interezza è da considerarsi ottimale quando può venire controllato da remoto, mediante alert in formato email o SMS, Serverflu si dimostra una tecnologia importante per rispondere alle necessità dell’edificio intelligente. Un esempio su tutti: impostando correttamente il range di temperatura tollerato in un’area dell’edificio adibita ad ufficio, Serverflu, o – ancor meglio – Umiflu, che rileva sia la temperatura che l’UR, risponde alle necessità di un impianto di climatizzazione intelligente. L’alert permette infatti di intervenire al variare del numero di persone presenti, il quale influisce sulle condizioni ambientali del locale; permette di intervenire in tempi ristretti, grazie al controllo da remoto o al pop up che immediatamente compare sul PC sul quale è installato, sull’adeguamento dell’impianto al variare dell’UR; ancora, permette di arrivare allo spegnimento dell’impianto.

Una consulenza gratuita è a disposizione di ognuno di voi, specialisti e tecnici potranno mostrarvi come, in pochi centimetri quadrati, Magiant sia riuscita a creare un sensore di temperatura e umidità di semplice utilizzo e in grado di garantire continuità del monitoraggio e conseguentemente interventi immediati. Il costo? Basta dare un’occhiata qui per comprendere che si può partire da Serverflu per avvicinarsi all’edificio intelligente.

Un ultimo consiglio: un caso pratico di applicazione in ottica domotica di Serverflu lo trovate nel nostro speciale di oggi, registratevi e scopritene di più!

M.F. Pria

Pubblicato il 10 commenti

Controllo della temperatura in ambienti domestici

Controllo della temperatura in ambienti domestici:

sensori di temperatura nati per sistemi industriali ben si adattano alle esigenze di risparmio energetico del consumatore privato

Da quando le norme che regolano la vita comune nei condomini hanno eliminato la necessità della maggioranza assembleare assoluta perché un condomino possa distaccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento, sono sempre più numerose le unità abitative che affidano a diversi sistemi di condizionamento caldo/freddo il confort della propria abitazione. La maggior parte di coloro che hanno scelto sistemi di riscaldamento a pellet o a legna confermano di avere ridotto i consumi e di avere recuperato in tempi ragionevoli l’investimento iniziale. In media per un piccolo condominio di otto unità abitative, la spesa per condomino per il metano si aggira sui 500-700 euro l’anno, mentre il pellet o la legna permettono un risparmio di circa il 20%. D’altro canto, coloro che hanno optato per sistemi di condizionamento alimentati a energia elettrica, termoconvettori o pompe di calore, lamentano l’eccessivo impatto sui costi dell’energia elettrica.

Chi opta per un sistema di riscaldamento e condizionamento alimentato a elettricità, in effetti, può facilmente incappare in un banale errore: se i sistemi centralizzati sono calibrati per mantenere temperature a norma di legge, ovvero incluse tra i 18 e i 22 °C, i sistemi autonomi inducono con facilità ad alterare quelle che la legge stessa sulle condizioni ambientali dei locali ad uso abitativo stabilisce come condizione di confort ottimale per l’essere umano. In natura si è portati a “settare” il proprio organismo sulla temperatura esterna, ma se è possibile gestirla in autonomia, non si permette questo settaggio, ma si fa in modo di ottenere temperature percepite come ideali. D’inverno di solito la temperatura è troppo elevata e d’estate troppo bassa; oltretutto, anche chi pensa di risparmiare continuando ad accendere e spegnere i dispositivi, in realtà consuma ancor più energia elettrica ad ogni riattivazione.

Oltre alla salute, come si può leggere qui, ne risente la bolletta, quando basterebbe dotarsi di una piccola pen drive che, collegata al proprio personal computer, sia in grado di effettuare il controllo della temperatura domestica. Si tratta di un investimento minimo che non necessita dell’intervento di alcun tecnico specializzato: il controllo della temperatura che Magiant Serverflu permette, infatti, si basa sulle impostazioni scelte dall’utente mediante un software user friendly che garantisce il controllo della temperatura in modo costante e rileva, impostate le soglie, le variazioni del microclima. Gestire i consumi con il controllo della temperatura offerto da Serverflu, impostando correttamente la temperatura di confort e utilizzando le soglie per segnalare ogni oscillazione dal range 18-22 °C, sia in estate che in inverno, permette un uso oculato dei dispositivi di condizionamento alimentati a energia elettrica. Se non volete provare sul campo un prodotto davvero performante ed economico non esistate e contattateci per una consulenza gratuita.

M.F. Pria

Pubblicato il 5 commenti

Controllo di temperatura in bovinicoltura

Controllo di temperatura in bovinicoltura:

le garanzie del monitoraggio del microclima negli allevamenti bovini, benessere delle mandrie e salubrità del prodotto finito

Dal secolo scorso l’allevamento intensivo dei bovini da carne, grazie a costanti migliorie nella progettazione e realizzazione dell’allevamento, ha permesso un notevole incremento della produzione di latte e un aumento del peso degli animali, con una migliore resa in carne alla macellazione. La necessità di monitorare vari parametri ambientali, quindi di attuare anche un controllo costante della temperatura, è divenuto sempre più cogente proprio con l’allevamento intensivo, poiché esso prevede la stabulazione, fissa o libera. Quest’ultima, diffusa negli allevamenti medio-grandi, prevede che gli animali si muovano liberamente in una stalla divisa in tre zone, quella di alimentazione, quella di movimento (situata di norma all’aperto) e quella di riposo.

Con lo sviluppo di una sempre maggiore sensibilità nei confronti del benessere animale e della sanità delle produzioni, ci si orienta sempre più verso soluzioni costruttive a basso costo, in cui la tecnologia entra sempre più in cooperazione con materiali naturali: la progettazione di una stalla, infatti, è ottimale quando prevede l’impiego del legno come materiale prevalente, un’adeguata ventilazione e dispositivi di termoregolazione per mantenere costante il controllo di temperatura, al fine di garantirne l’optimum sia in inverno che in estate. Si parla di temperatura ottimale quando i locali si assestano sui 12 °C (con tolleranza di ±6 °C) per le vacche in lattazione e sui 15 °C (con tolleranza di ±5 °C) per vitelloni e manzi.
Particolarmente importante è poi il controllo di temperature nelle fase di cura neonatale e in quella cosiddetta colostrale: il vitello neonato, infatti, necessita di una ampia lettiera riparata dalle correnti d’aria e con una temperatura costante compresa tra i 20 e i 22 °C.

La temperatura è quindi un parametro fondamentale per garantire il microclima ottimale per il benessere animale nel ricovero: il controllo di temperatura deve permettere, anche in assenza di personale, di segnalarne aumenti o diminuzioni. Parimenti importante, oltre al controllo di temperatura, è quello dell’umidità relativa dell’ambiente, la quale deve avere come valore ottimale un valore incluso tra il 60 e l’80% (la soglia minima invalicabile si assesta tra il 40 e il 45%).

Naturalmente temperatura e umidità vengono garantiti da apposite strumentazioni che tuttavia necessitano di un monitoraggio 24/24: Magiant Serverflu permette di impostare allarmi che raggiungo il personale a distanza mediante email o SMS, così che al variare delle soglie – facilmente impostabili mediante il software gratuito fornito da Magiant – gli interventi sull’impianto di termoregolazione possano avvenire il prima possibile, riducendo, se non annullando, l’impatto negativo della variazione. Serverflu è un dispositivo economico e dai bassi consumi che necessita soltanto di un PC al quale collegarlo: il processore può essere inserito direttamente in stalla o lasciato in una stanza attigua sfruttando i 5 metri di prolunga che l’azienda propone per permettere una rilevazione in cui il calore del processore non influenzi la rilevazione. Con i medesimi requisiti, ma non solo destinato al controllo di temperatura, Magiant propone anche Umiflu, che integra controllo di temperatura e di umidità: in un unico prodotto due soluzioni economiche, efficienti e precise.

Pubblicato il 9 commenti

Sensore di temperatura: sale di essiccazione dei legni pregiati

Sensore di temperatura:

i legni più nobili, appartenenti alle cosiddette essenze forti, per raggiungere una stagionatura priva di difetti necessitano di un controllo della temperatura delle sale costante e preciso.

I due metodi esistenti per l’essiccazione del legno, passaggio fondamentale per rendere il legno verde lavorabile, sono entrambi basati sull’eliminazione del contenuto acquoso del legno stesso fino al raggiungimento della cosiddetta umidità tecnica. Nel dettaglio, da un lato vi è la stagionatura naturale, dall’altro l’essiccazione artificiale. La prima presenta diversi svantaggi, sia in termini economici che di qualità del risultato finale: innanzitutto può avvenire solo in determinati periodi dell’anno, richiede molto tempo e il risultato è soggetto all’influenza del luogo e delle modalità di accatastamento del legno sul terreno.

La stagionatura artificiale permette invece di accelerare il processo e, con i dovuti accorgimenti, non si corrono rischi per quanto riguarda la qualità del prodotto al termine del ciclo di essiccazione. Inoltre, tranne rare eccezioni, come il legno di castagno, la cui stagionatura lunga e difficile rende la pratica dell’essiccazione artificiale sconsigliata, la normalizzazione UNI rende agevole la valutazione dei parametri da rilevare e monitorare. L’essiccazione artificiale del legno può avvenire:

  • sotto tettoia a ventilazione forzata, con l’inconveniente che le tettoie devono essere accuratamente controllate per prevenire l’insorgenza di danni da essiccazione troppo rapida;
  • a temperatura superiore ai 100 °C, efficiente solo per sfogliati, tranciati, trucioli, scaglie e fibre di legno;
  • per pre-essicazione;
  • in cella a temperature inferiori ai 100 °C;
  • a radiofrequenza.

Le ultime tre metodologie sono particolarmente idonee ad applicazioni in sistemi che prevedano un sensore di temperatura: nella pre-essiccazione, infatti, occorre il sensore di temperatura per rilevarne la costanza nel range 27-32 °C; inoltre, il sistema di pre-essicazione prevede una UR costante compresa tra 55 ed 80%, rilevabile mediante un misuratore di umidità.

Per l’essicazione a T<100 °C, la tipologia di celle più usata attualmente a livello industriale per il legno massiccio e pregiato è quella a vapore. E proprio in queste celle si è diffuso l’uso di controlli computerizzati che consentono una misurazione ed un monitoraggio più stretto delle variabili mediante un sensore di temperatura e di umidità.

Anche nel monitoraggio dell’essiccazione a radiofrequenza, impostato il ciclo di essiccazione in base all’umidità iniziale del legno, il monitoraggio può utilmente essere demandato a un sensore di temperatura e quello igrometrico a un misuratore di umidità.

Date queste premesse è palese l’importanza del controllo della temperatura nelle sale di stagionatura del legno: un sensore di temperatura in grado di monitorare costantemente, così da poter inoltrare alert di allarme anche in mancanza di personale tramite email e SMS, può portare alla prevenzione di molti dei possibili danni da essiccazione artificiale. Un nome per tutto questo? Magiant Serverflu nella versione Umiflu è un sensore di temperatura e umidità che, impostate le soglie di allarme, necessita semplicemente di un PC cui collegarsi mediante ingresso USB: la prolunga di 5 metri permette anche di non inserire direttamente la CPU nella cella ma solo la pen drive, evitando che la temperatura si innalzi per l’attività del processore.

Pubblicato il 5 commenti

Controllo della temperatura: depositi alimentari

Controllo della temperatura nei depositi alimentari:
mantenimento ottimale dei cibi in uno dei punti nodali della catena distributiva.

Al pari di quanto avviene nei depositi farmaceutici, i luoghi di stoccaggio degli alimenti devono rispondere a rigide normative oltre al fatto che la loro operatività è subordinata all’autorizzazione sanitaria rilasciata dalle ASL di competenza a seguito della verifica dell’esistenza dei requisiti igienico-sanitaria previsti dalla normativa in materia di trattamento degli alimenti. Una volta ottenuto il nulla osta relativamente alla qualità dei locali di stoccaggio degli alimenti, la sicurezza alimentare all’interno del deposito deve preservare i cibi da qualsiasi contaminazione possa permettere lo sviluppo di agenti patogeni. I microrganismi dannosi, infatti, proliferano, a seconda della tipologia, innanzitutto aggredendo le tipologie alimentari deperibili, ovvero carne, pesce, molluschi, latte, uova e ortaggi, sia freschi che cotti. Parimenti, possono alimentare la proliferazione batterica l’acqua, l’acidità, l’ossigeno e il tempo durante il quale i cibi sono vulnerabili a tali fattori ambientali. È questa la ragione per cui il controllo della temperatura nei magazzini di conservazione di cibi e bevande è un fattore importante, al punto di essere oggetto di attenta normativa nel Regolamento CE 853/04, che stabilisce le temperature massime di conservazione degli alimenti al fine di prevenirne il danneggiamento. Nella tabella sottostante sono riassunte le temperature massime di conservazione degli alimenti più diffusi.

È ovvio che, date tali premesse, in un deposito alimentare sia cogente il controllo della temperatura. Osservando i dati in tabella, le prestazioni di Magiant Serverflu si dimostrano ottimali per il monitoraggio delle varie zone: il dispositivo, infatti, permette il controllo della temperatura anche in celle frigorifere e depositi di beni deperibili. Il sensore di temperatura, di pratico utilizzo e minimo ingombro grazie al design pen drive USB e all’interfaccia software intuitiva, collegato ad un PC attua il controllo della temperatura relativa con un range di esercizio incluso tra –20 °C e + 70°C, soglie di controllo che rispondono al Regolamento CE 853/04. Oltre ai vantaggi dati dalle dimensioni e dal tipo di alimentazione del prodotto di Magiant, una volta impostate le soglie da non superare, il sensore mostra un pop up di allarme a video quando è presente personale e, ancor più importante, invia l’alert mediante email e sms. Si tratta di un controllo della temperatura costante e a distanza il cui costo iniziale viene ampiamente ammortizzato in breve tempo.
Viene a questo punto spontaneo domandarsi cosa accadrebbe in un magazzino di stoccaggio alimentare se vi giungessero prodotti già deteriorati durante gli anelli precedenti della catena distributiva. Registratevi per scoprire come garantire la preservazione dalla contaminazione nella fase di lavorazione agroalimentare.

Pubblicato il 3 commenti

Sensore di temperatura e di umidità: cantine vinicole

Sensore di temperatura e di umidità:

conservazione corretta del vino nelle cantine al fine di impedirne alterazioni.

Le cantine di conservazione dei prodotti vinicoli richiedono importanti accorgimenti, poiché il vino è una sostanza in evoluzione costante, particolarmente sensibile a mutamenti delle condizioni ambientali. Il prodotto è infatti soggetto a decadimento se esposto alla luce, alle vibrazioni e agli odori. Ma il fulcro del benessere del luogo e di ciò che vi viene conservato è il mantenimento del microclima: ciò di cui il vino ha bisogno è infatti il comfort termoigrometrico, garantito da un sensore di temperatura e di umidità.
Occorre dunque ridurre al minimo l’escursione termica, causa di contrazioni e dilatazioni del vino: i sensori di temperatura permettono di monitorare le variazioni del parametro che è ottimale tra i 12 e i 16 °C per i vini rossi e tra i 10 e i 12 °C per i vini bianchi. Alcuni viticoltori ritengono tollerabile una temperatura costante tra i 20 e i 22 °C, tuttavia se la temperatura standard è già più elevata di quella ottimale, un improvviso aumento della stessa danneggerebbe gravemente il prodotto. Del resto, un’escursione termica verso temperature più basse, benché pur sempre da evitare tramite sensori di temperatura performanti, è preferibile a quella verso temperature più elevate.
Come anticipato, e benché in passato il parametro dell’umidità sia stato più volte sottovalutato, il confort delle cantine è di tipo termoigrometrico: il valore di umidità relativa della cantina dovrebbe rimanere costantemente compreso nel range 70-80%, monitoraggio effettuabile con sensori di umidità. Più nel dettaglio, un aumento dell’umidità non danneggia il vino, poiché la bottiglia, conservata in posizione orizzontale, contiene un liquido la cui UR è pari al 100%: se all’esterno l’UR aumenta fino a tale soglia il microclima è ancora in condizioni di confort.
Naturalmente per monitorare temperatura e umidità nelle cantine, in mancanza di sensori dotati di specifiche caratteristiche, diverrebbe necessaria la presenza umana continua. Inoltre, stiamo ancora parlando di due tipi di strumenti: sensore di temperatura e di umidità.
La soluzione? Un termoigrometro, in grado di compiere parallelamente le funzioni di sensore di temperatura e di umidità e di monitorare i parametri da remoto: Magiant Umiflu si connette con un ingresso USB a un PC e, per ambienti come appunto una cantina vinicola, svolge le funzioni di sensore di temperatura e di umidità senza necessitare di un processore particolarmente avanzato. Il software gratuito permette di impostare agilmente le soglie oltre le quali entra in funzione il sistema di alert, sia con un pop up sul monitor del PC, sia agendo con un alert inviato tramite email e tramite SMS.
Inoltre, è possibile utilizzare una prolunga di 5 metri, un optional estremamente importante in una cantina: il calore stesso del PC potrebbe infatti alterare le condizioni termoigrometriche, mantenendo il processore a distanza – possibilmente al di qua della porta – Magiant Umiflu, lasciato nella cantina, non perde in precisione e non va ad intaccare il microclima.

Pubblicato il 8 commenti

Range di temperatura nelle sale server: interventi in tempo reale

Controllo del range di temperatura nelle sale server:

una tutela fondamentale per garantire interventi in tempo reale.

Per piccole, medie e grandi imprese, la presenza di una sala CED che mantenga costanti le proprie prestazioni è un requisito fondamentale. Naturalmente il primo passo da fare se si decide di creare o implementare un Centro Elaborazione Dati è affidarsi a validi tecnici. Benché infatti la legislazione italiana non preveda regolamenti o normative specifici al riguardo – si fa per lo più riferimento al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia – i progettisti sono tenuti ad attenersi agli standard di cablaggio riconosciuti a livello internazionale.

Il mantenimento delle performance della sala server si basa sulla garanzia che essa sia protetta da eventi straordinari che ne comprometterebbero l’efficienza, fino alla perdita di dati fondamentali. Oltre a particolari accorgimenti strutturali, quali pavimento rialzato o testato per il supporto degli armadi rack, porte e finestre blindate, è necessario prevedere un impianto antincendio a gas, un impianto elettrico ridondato, un UPS calibrato sulle necessità dei server e, molto importanti per la disaster prevention, unità di backup locali e remote.

Una volta realizzata l’infrastruttura è di fondamentale importanza il controllo della temperatura nelle sale server. Alla base del mantenimento delle condizioni ottimali di temperatura vi sono le norme EN50091-1-1/IEC62040-1-1, EN/IEC62040-2, EN/IEC62040-3, IEC61000-4-2/4-3/4-4, IEC 1000-4-5, IEC 61000-4-3, EIA-310-D. Dal momento che qualunque apparecchiatura elettrica produce calore, occorre prevenire surriscaldamenti mediante, ad esempio, raffreddamento ad aria. Le indicazioni sulla temperatura ottimale per mantenere gli apparati in efficienza non sempre sono in accordo: tra le più accreditate si parla di un range di temperatura nelle sale server tra i 15 °C e i 25 °C con una tolleranza del ±10%. È naturale che la possibilità, senza interruzione, del controllo della temperature nelle sale server è un ottima soluzione per poter intervenire prontamente evitando gravi perdite. Dato il budget importante che la messa in opera dell’intero impianto richiede, per il controllo della temperatura della sala server, non è da sottovalutare l’utilità di Magiant Serverflu. Il dispositivo, pratico, economico anche dal punto di vista del consumo energetico e di minimo ingombro poiché si tratta di una pen drive con ingresso USB, permette il controllo della temperatura dell’ambiente. Il monitoraggio da remoto della temperatura nella sala server è garantito da un avviso tramite email o SMS che segnala la problematica: impostando le soglie di temperatura entro le quali non vi è allarme, operazione facilmente eseguibile grazie al software gratuito disponibile alla pagina Download. Al superamento di tali soglie durante il controllo 24/24 della temperatura nella sala server si può intervenire tempestivamente. Senza dimenticare che nella versione Magiant Umiflu, la pen drive rileva non solo la temperatura nelle sale server ma anche l’umidità, altro fattore sensibile per il controllo dei parametri di stabilità nella sale server.

Pubblicato il 4 commenti

Monitoraggio temperatura con serverflu

Sei sicuro che il monitoraggio temperatura non ti riguardi?

Monitoraggio temperatura: che cos’e’ Serverflu?

Al giorno d’oggi tutti noi utilizziamo il pc in modo abituale, chi per lavoro, chi semplicemente per svago. Prenderci cura di questo oggetto ma soprattutto dei dati che “custodisce” e’ di fondamentale importanza. Nasce a tal proposito Serverflu, un vigile alleato per il monitoraggio temperatura degli ambienti critici che all’occorrenza può avvisare, in caso di condizioni anomale, via email o SMS in caso di default del sistema.

 

Fluttuazioni di temperatura possono provocare malfunzionamenti, spegnimenti  improvvisi e rotture degli apparati server con conseguenti aumenti dei costi di gestione e manutenzione.

Serverflu è un aiuto concreto per il monitoraggio temperatura in locali server e piccole server rooms.

Grazie al design pendrive, Serverflu si presenta come una “semplice” chiave USB comodamente trasportabile e facile da usare poiché la fase d’installazione e di configurazione sono semplici ed intuitive.

 

Come funziona vi chiederete?

Serverflu si collega alla porta USB del PC/Server permettendo il monitoraggio temperatura del locale in cui è installato e mostrando i valori registrati attraverso un software user-friendly per sistemi Windows™ e Linux (fornito gratuitamente). Il sistema è inoltre in grado di avvisare immediatamente tramite e-mail e/o SMS in caso di superamento delle soglie nelle temperature registrate e avviare lo Shutdown automatico o l’avvio di un’applicazione su specifica dell’utente al superamento della soglia impostata.

Non necessita di alcun alimentatore esterno poiché l’alimentazione viene prelevata direttamente dalla porta USB. Il consumo di potenza è estremamente ridotto permettendo di alimentare più sensori contemporaneamente.

E’ inoltre disponibile l’applicazione per smartphone Serverfluapp che permette il monitoraggio temperatura in tempo reale e la visualizzazione delle informazioni raccolte da Serverflu.

Su richiesta è disponibile il supporto in ambiente LabVIEW™.

 

Quali sono le caratteristiche di Serverflu?

Monitoraggio temperatura

  • Allarme pop-up;
  • Invio e-mail di allarme;
  • Invio SMS di allarme;
  • Shutdown automatico;
  • Avvio di un’applicazione specifica al superamento della soglia;
  • Avvio come servizio;
  • Monitoraggio temperatura tramite Smartphone.

Insomma, non resta altro che provare questo nuovo ed intuitivo Sensore.

Per qualsiasi info vi consiglio di consultare la pagina del prodotto dove troverete risposte immediate alle vostre esigenze, grazie alla presenza e al supporto di professionisti che mettono a disposizione il loro sapere.