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Misuratori UR e temperatura: controllo microclimatico

Misuratori UR e temperatura:

un sistema di home automation richiede misuratori UR e temperatura precisi e in grado di lavorare efficacemente da remoto

E se, con la finalità di elaborare un sistema domotico scalare, si partisse da pen drive USB con funzioni di misuratori UR e temperatura? Del resto quando si parla di home automation il primo scopo è quello di creare un sistema in grado di evitare i costi generati da errato utilizzo dell’energia…  perché non partire dunque da prodotti low power e low cost come Umiflu?

Sono noti i pregi dei misuratori umidità e temperatura di Magiant: il loro pratico formato pen drive con ingresso USB che, collegato ad un personal computer su cui installare il software dedicato, ne garantisce la caratteristica low power. A proposito del software, i misuratori UR e temperatura sono perfettamente idonei a rispondere alle istanze tipiche dell’home automation: una volta inseriti i parametri termoigrometrici che si desidera mantenere nella propria abitazione, il software user friendly richiede pochi ulteriori passi per inserire email e/o numeri telefonici cui inviare gli alert in caso di superamento dei range e per stabilire se utilizzare lo shot-down automatico della macchina o un’applicazione scelta dal cliente. Per quanto di facile approccio, potete richiedere una consulenza gratuita a Magiant così da poter avere ulteriori informazioni sulla configurazione e approfondire il concetto di confort microclimatico.

Se ancora non si è pronti all’automazione domotica nella sua interezza, dunque, i misuratori UR e temperatura possono avviare verso la creazione di un sistema scalabile e distribuito, implementabile nel tempo, poiché sono ideali per la gestione del microclima e del risparmio energetico. Inoltre, senza raggiungere complessi sistemi domotici e addentrarsi in spese ancora elevate, da anni siamo abituati a programmare i nostri sistemi di climatizzazione sia durante l’estate che durante l’inverno: Umiflu permette di avere sotto controllo da remoto il regolare funzionamento di questi impianti, poiché segnala con un messaggio di testo su cellulare il superamento delle soglie: a questo proposito è importante ricordare che Magiant può aiutarvi anche nella selezione di un range che non provochi invio di alert poiché sufficientemente ampio da prevedere sia l’umidità e la temperatura minime che massime che naturalmente una abitazione attraversa durante la giornata (ad esempio a caldaia spenta o alla sua attivazione programmata).

M.F. Pria

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Sensori di temperatura: data center a quattro stelle

Sensori di temperatura:

la tecnologia presente nei data center, come sensori di temperatura, ha a disposizione quattro preziosi suggerimenti per aumentare l’efficienza energetica

Il bisogno di attuare strategie per ottenere la massima efficienza energetica nei data center è da tempo una necessità particolarmente sentita dalla aziende, insieme, naturalmente, agli investimenti che minimizzino potenziali crash del sistema e permettano un’efficace disaster prevention, anche grazie ai sensori di temperatura e umidità.

Partendo da una struttura in cui DBserver, Web server e print server siano allocati nel medesimo armadio rack, così da trovarsi con sistemi operativi multipli riducendo il numero delle macchine, è già possibile ottenere una risparmio energetico almeno del 10%.

Ma vediamo questi quattro punti per aumentare la citata percentuale.

  • Sfruttare al massimo le tecnologie proprie dei server: le più avanzate, infatti, garantiscono le medesime performance di prodotti meno recenti necessitando però di circa il 30% in meno di energia.
  • Se è indubbio che l’infrastruttura IT delle server room si appoggia su corridoi finalizzati a indirizzare l’aria fredda verso l’anta dell’armadio rack e dissipando quella calda dal retro, è un’idea da valutare quella di orientare diversamente gli armadi. Il secondo consiglio è quindi quello di posizionare la maggior parte dei server orientati nella medesima direzione così da creare un corridoio di aria fresca e collocare i server che producono maggiore calore in modo lineare rispetto agli altri così che possano beneficiare dell’aria più fresca: il potenziale energetico risulta utilizzato in modo ottimale.
  • Oltre a riorganizzare i corridoi di dispersione dell’aria, una best practice è quella di integrare nella struttura i cosiddetti ‘blanking panel’, delle barriere che vanno a coprire gli spazi non utilizzati del rack conducendo a una riduzione della circolazione dell’aria calda all’interno del server. Si tenga presente che questa operazione non è possibile su qualsiasi rack e quindi necessita di una analisi preventiva.
  • Ultimo ma non meno importante, occorre sempre poter fare affidamento su sensori di temperatura e umidità in grado di segnalare 24 ore su 24 sbalzi critici delle variabili ambientali e di attivare lo shot-down delle macchine a preservazione dei dati e della tecnologi stessa. Con Serverflu, o la sua variante Umiflu, Magiant offre una gamma di sensori di temperatura e umidità in grado di garantire tutto questo e soprattutto permette, anche qualora siano le condizioni climatiche esterne a influire sul microclima della server room, di rilevare in tempo reale variazioni di temperatura così da permettere in tempi ristretti di regolare diversamente l’impianto di aerazione con evidenti vantaggi non solo per la disaster prevention ma anche per il risparmio energetico.

Si ribadisce quanto detto qui: la collaborazione tra PMI è il futuro dell’industria tecnologica italiana. Potete partire contattando noi per una consulenza gratuita e avviare un ‘restyling’ della vostra server room partendo proprio dai sensori di temperatura e umidità, unendo via via le eccellenze del nostro paese.

M.F. Pria

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Misurazione temperatura nell’era 2.0

Misurazione temperatura:

nell’era dove il PC è onnipresente, i gestori di centri commerciali non sempre sono consapevoli dell’importanza della misurazione temperatura

Nel primo articolo di oggi, si è partiti da strutture informatiche gestite da personale IT, che sulla propria specifica competenza ha naturalmente le conoscenze corrette e più aggiornate riguardo all’importanza della misurazione temperatura. In questo speciale non vogliamo affatto rivolgerci ai gestori di centri commerciali e ai manager di negozi al dettaglio in quanto aprioristicamente ritenuti non preparati sulle tematiche relative alla misurazione temperatura, desideriamo invece dare alcune indicazioni per rendere ottimali le condizioni ambientali, soprattutto quando si parla di centri commerciali. All’interno degli edifici commerciali un valido aiuto per la preservazioni di microclimi ottimali per macchinari, clientela e lavoratori viene proprio da uno sviluppo accurato di una struttura distribuita di sensori di misurazione temperatura.

Come potenziali clienti, fin dall’ingresso nei centri commerciali, apprezziamo il refrigerio, senza renderci conto di stare subendo un notevole shock termico dannoso per la nostra salute. Altrettanto spontanemamente forniamo i nostri dati personali per ottenere tessere, sconti o informazioni promozionali.

Chi lavora a tempo pieno nel centro, da parte sua, subisce minori disagi a livello di salubrità nel breve periodo, ma a volte – molto spesso, in realtà – è sottoposto ad una temperatura troppo bassa rispetto a quella che il clima naturale esterno richiederebbe per la propria salvaguardia. I dipendenti, inoltre, sono a loro volta registrati, con dati personali più accurati e approfonditi rispetto ai clienti, nei data base del centro o del singolo esercizio che si trova all’interno di esso.

A livello tecnologico è palese che ci si trovi di fronte a strutture che non possono fare a meno della misurazione temperatura: un essere umano è in grado di tutelarsi da temperature eccessivamente basse, seguendo alcune buone norme di comportamento, mentre le macchine, e torniamo a parlare di benessere di server room o PC server, devono poter contare su sistemi HVAC e su una sensoristica per la misurazione temperatura che lavorino in sinergia. La perdita di dati sensibili non interessa solo le aziende dei vari settori industriali, ma anche il settore del largo consumo. Disaster prevention è una garanzia di tutela legale, oltre che, come sottolineato nell’altro approfondimento odierno, di prolungamento della vita delle macchine.

Gli amministratori dei centri e dei singoli negozi devono quindi mirare a ottenere un sistema accurato dove i sensori per la misurazione temperatura possano monitorare i sistemi di aerazione 24 ore su 24, salvaguardando i dati contenuti nella server room o nel PC server e senza che sia necessario il presidio umano.

Utilizzando Serverflu o Umiflu, sensori per misurazione temperatura USB pen drive, tutto questo è possibile, e con un investimento di sicuro interesse: dato che si tratta di dispositivi low power privi di batteria un singolo PC può alimentare più sensori contemporaneamente.

Con una prima consulenza gratuita e un supporto tecnico di qualità, Magiant può garantire la salute di clienti, lavoratori e macchinari: contattateci!

M.F. Pria

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Sensore di temperatura user friendly

Sensore di temperatura:

le nuove tecnologie mettono a disposizione soluzioni efficaci; ma ‘sensore di temperatura’ indica oggi svariate tecnologie

Dovrebbe essere ormai chiaro, dalle informazioni e dalle soluzioni che vengono proposte da qualche mese su queste pagine, che le nuove tecnologie nella sensoristica elettronica destinata alla rilevazione della temperatura sono un elemento fondamentale per monitorare ambienti e processi.

La storia moderna e contemporanea della rilevazione della temperatura, tralasciando quindi i primi esperimenti effettuati in epoca tardo medievale, ha le sue radici nel Seicento, quando venne inventato, a opera di Galileo, il primo termometro in grado di rilevare la temperatura utilizzando le proprietà di espansione e contrazione dell’alcool. Nel secolo successivo sarà il tedesco Fahreneit a comprendere le maggiori performance garantite dal mercurio: nasce il moderno termometro, sensore di temperatura tuttora in uso, che ben risponde a necessità meramente quotidiane e che è estremamente economico. Ma si tratta di un sensore di temperatura che necessita la presenza umana per utilizzo e verifiche dei risultati.

Oggi le richieste del mercato industriale – e , in parte, del mercato consumer – non possono trovare risposte nel semplice termometro (nel quale non è più presente il mercurio per la sua tossicità potenziale, tanto che dal 3/4/2009 il mercato italiano, allineandosi alle direttive europee recepite nel Decreto Ministeriale 30/07/2008, i termometri a liquido sono al galinstano). Ed è per questo che il mercato dell’elettronica propone il sensore di temperatura in versioni sempre più avanzate: ma questo non significa che qualunque sensore di temperatura di questo genere rappresenti indistintamente la soluzione ottimale per il monitoraggio di questa variabile. Ne sono un esempio i sensori ad allarme luminoso, i quali, benché possano vantare precisione e immediatezza nella rilevazione di condizioni critiche, necessitano di un presidio umano costante. Anche la categoria cui appartiene il sensore di temperatura a connessione analogica, tra i più moderni ed efficienti, può creare problemi in quanto si tratta di un prodotto che ha discreti limiti di parametrizzazione – il che porta ovviamente a rilevazioni poco flessibili – e , inoltre, non permette di avere registri dell’andamento della temperatura.

Il sensore di temperatura che offre maggiori vantaggi in termini di tutela, risparmio e continuità della rilevazione? Un sensore che offra tutto questo:

  • installazione e configurazione user friendly;
  • investimento ridotto sia per quanto riguarda l’acquisto dei dispositivi che del software;
  • manutenzione ridotta al minimo;
  • consumi energetici bassi;
  • garanzia di monitoraggio da remoto, mediante invio di alert e senza quindi necessità di presidio;
  • produzione di report;
  • software compatibile con svariati SO.

Tutto questo è racchiuso nel sensore di temperatura pen drive USB Serveflu: affidatevi a questo prodotto e otterrete eccellenti risultati in termini di riduzione dei costi, poiché il dispositivo è low power e necessità di un comune PC con SO Windows o Linux per essere messo in opera, il software è incluso nel prezzo, come la consulenza gratuita per valutarne le potenzialità; di garanzia di continuità di funzionamento in presenza di un adeguato sistema UPS; di scalabilità.

M.F. Pria

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Monitoraggio temperatura e umidità: cibi e salute

Monitoraggio temperatura e umidità:

nell’industria alimentare si è da anni alla ricerca di green solutions: un esempio? Monitoraggio temperatura e canapa

A seguito dell’emanazione da parte del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politihe Sociali del documento realtivo a “Produzione e commercializzazione di prodotti a base di semi di canapa perl’utilizzo nei settori dell’alimentazione umana” – naturalmente completate dalle altre norme in materia – ha reso possibile mettere in commercio prodotti alimentari che permettono di valorizzare la ricchezza di questa pianta nella alimentazione quotidiana. Al riguardo Magiant – che mette a disposizione sistemi elettronici di monitoraggio temperatura e umidità in grado di garantire una produzione indoor delle coltivazioni – parla di green solutions perché i semi di canapa necessitano di lavorazioni a ridotto impatto ambientale: nella maggior parte dei casi per ottenere il prodotto alimentare finito non sono richiesti processi chimici o aggiunte di prodotti di origine non naturale.

I semi di canapa, che non contengono tracce di THC, sono la parte da cui si ricavano prodotti alimentari dagli importanti valori nutrizionali e nutraceutici, in particolare sono ricchi di Omega 3 e Omega 6, grassi polinsaturi la cui assunzione è un valido coadiuvante per la prevenzione o la terapia dell’ipercolesterolemia, del diabete, di malattie della pelle di vario tipo e di disturbi ossei e articolari. I semi – che in una coltivazione indoor sottoposta a corretto monitoraggio temperatura e umidità sono disponibili tutto l’anno – permettono di ricavare olii e farine con un contenuto di Omega 3 e 6 pari solo a quello presente nell’olio di pesce, che deve però essere trattato chimicamente. Al contrario sia l’olio che la farina di canapa vengono estratti per spremitura a freddo; in particolare la farina è priva di glutine, risultando quindi un alimento idoneo anche per i celiaci. Inoltre, i semi di canapa decoricati sono ricchi di proteine contenenti molti amminoacidi e facilmente digeribili – quindi paragonabili alle proteine ‘nobili’ della carne: la loro assunzione in questa forma o in alimenti derivati è consigliata per coloro che seguono una alimentazione vegetariana o vegana.

Naturalmente non si parla di un alimento di per sé completo, ma di un ottimo integratore della dieta quotidiana, in grado di garantire al nostro corpo la razione quotidiana raccomandata di Omega 3 e 6 e in grado di svolgere funzioni di rafforzamento del sistema immunitario.

Il connubio tra monitoraggio temperatura e umidità e coltivazione della canapa non può dunque che dare ottimi risultati, che non si fermano all’ambito alimentare o al già citato ambito della bioedilizia, ma contribuiscono alla crescita sostenibile anche di settori quali quello dell’abbigliamento e dell’arredamento.

M.F. Pria

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Temperature monitoring e ‘waste heat’

Temperature monitoring:

una delle connessioni che sussistono tra finalità di green building e temperature monitoring è il “waste heat”, concetto particolarmente interessante

Come accennato qui, dove si parlava dell’importanza del monitoraggio server in relazione al risparmio energetico, da qualche tempo è sempre più valorizzato il tema del ‘waste heat’, alla base del quale vi è la possibilità di utilizzare il calore prodotto dai server, naturalmente sottoposto a temperature monitoring con finalità di disaster prevention, in altri processi che richiedono calore, il quale altrimenti andrebbe perduto insieme alla possibilità di mettere in atto operazioni di green building. L’idea è la medesima di qualsiasi forma di riutilizzo di materiali.

Il temperature monitoring mediante sensori di temperatura e umidità come Serverflu e Umiflu, entrambi garanzia di performance elevate nella costanza dei rilevamenti anche da remoto, è uno dei molteplici sistemi elettronici di controllo da prendere in considerazione ovunque sia presente una server room. La rilevazione di temperatura e umidità mediante l’elettronica Magiant permette di mettere in atto sistemi di allarme, proteggendo le apparecchiature da situazioni critiche, con semplicità e un investimento dal sicuro ROI a breve termine. Ma Magiant è attenta a tutte le possibilità di interconnessione con altre tecnologie, tra l’altro in quanto difficilmente Serverflu e Umiflu creano situazioni di incompatibilità, dal momento che i sensori pen drive operano su una ampia gamma di SO.

È per questa ragione che, se al primo posto, Magiant offre una soluzione per il temperature monitoring, si dimostra sempre sensibile alle tematiche green: l’idea di recupero del calore  prodotto dalle server room nasce quindi da questa sensibilità e da una visione scalabile delle infrastrutturedi tecnologiche. Utilizzando il ‘waste heat’ è possibile ‘riciclare’ il calore, quel processo che gli statunitensi definisco ERE (Energy Reuse Efficectiveness). Pioniere nel campo è The Green Greed Association tra le cui attività vi è in primo piano l’analisi dell’evoluzione tecnologica dei data center, che in tutto il mondo richiedono energia, sensoristica per il temperature monitoring, spazi idonei, sensori di presenza e di allarme oltre, naturalmente, ad un opportuno sistema di aerazione: in questo contesto, l’associazione studia e elabora idee e tecnologie atte a massimizzare le risorse energetiche delle server room.

Un esempio chiaro di come sia possibile riutilizzare il calore, che altrimenti verrebbe disperso, prodotto delle server room consiste, come segnalato dall’associazione, nel convogliarlo in luoghi adiacenti alla sala CED per ottenere acqua calda o riscaldamento dell’ambiente attiguo. Naturalmente l’implementazione di un sistema di riutilizzo del calore delle server room deve avere alla base due elementi: la parte teorica, finalizzata a comprendere se il data center produce un surplus di calore sufficiente a ottenere risultati efficaci; la parte tecnica, relativamente alla quale entrano in gioco tecnologie di importanti aziende dell’elettronica e dell’automazione industriali che mettono a disposizione gli absorption chieller, particolari sistemi che permettono di utilizzare una fonte di calore altrimenti destinata alla dissipazione convogliandola altrove, in luoghi dove altrimenti sarebbe necessario utilizzare una fonte energetica diretta.

Per approfondire ulteriormente gli aspetti del ‘waste heat’, Magiant vi consiglia questo interessante e completo documento pubblicato da The Green Greed Association.

M.F. Pria

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Controllo temperatura e green building

Controllo temperatura:

approfondimento dedicato all’organismo ASHRAE, in particolare sull’ottimizzazione energetica di PC server e server room mediante controllo temperatura

Istituita nel 1894, ASHRAE, acronimo di American Society of Heating, Refrigerating, and Air-Conditioning Engineers, ha ben presto assurto lo status di organizzazione internazionale: la sua capacità di emanare linee guida applicabili a livello internazionale l’ha infatti portata ad avere sostenitori e membi in tutto il globo. L’Europa, ad esempio, risponde spesso agli input di ASHRAE recependone le indicazioni nelle norme ISO.

Nata, come ben segnala il nome, con lo scopo di studiare strategie tecnologiche per il miglioramento di riscaldamento, ventilazione, condizionamento e raffreddamento al servizio della salute umana, è naturalmente presto divenuta promotrice di una visione green – compresa la green building – promuovendo ricerca, formazione continua, creazione o implementazione di standard (per i quali segue le specifiche dell’ANSI, American National Standard Institute, presso cui è accreditata.

Non di rado in queste pagine si è fatto riferimento alle linee guida di ASHRAE, nello specifico si è trattatto delle linee guida 189.1-2011: “Standard for the Design of High-Performance Green Building” (anch’esso approvato ANSI). Il riferimento a  questo standard non è per nulla casuale dal momento che tali linee guida includono numerosi spunti di grande interesse che coniugano controllo temperatura e green building. E Magiant non è solo un produttore di  sistemi elettronici avanzati per controllo temperatura e umidità, ma è un’azienda molto interessata e attenta a tutto ciò che ruota intorno al concetto di green, parola ormai d’uso comune con la quale si indica l’importanza sempre più cogente del risparmio energetico.

Dallo standard ASHRAE 189.1-2011, infatti, si ricavano importanti indicazioni per la progettazione di data center sicuri e ad alta efficienza:

  • progettare un data center con attenzione e professionalità al fine di ottenere affidabilità delle apparecchiature, scalabilità grazie alla scelta di componenti modulari, sensoristica avanzata e di alta precisione;
  • prima di avviare la realizzazione, effettuare una stima dei consumi dell’insieme totale delle apparecchiature;
  • effettuare una valutazione LCCA (Life Cycle Cost Analisys): in base alle disponibilità e alla struttura aziendale (PMI o grandi multinazionali) optare per un investimento iniziale consistente che permetterà risparmio nel lungo periodo oppure partire con un sistema scalabile di qualità che permetta di monitorare i costi di implementazione;
  • calcolare, se già esistente, la portata dell’UPS o preventivarne uno in linea con la stima dei consumi precedentemente effettuata;
  • selezionare software che non sovraccarichino la CPU ma anzi le richiedano minori calcoli con conseguente minore richiesta energetica per effettuare operazioni fondamentali.

È palese che, indipendenmente dalla scelta di server room da creare, risulti basilare progettare e realizzare la tecnologie di un impianto di condizionamento ad alta efficienza e minima dispersione energetica: come non considerare quindi elemento cardine di preservazione della server room e del risparmio energetico i sensori di controllo temperatura e umidità? Serverflu, e la sua versione termoigrometrica Umiflu,offrono ampie garanzie di scalabilità e di per sé sono concepiti come prodotti low power e non necessitano manutenzione, riducendo ulteriormente i costi. Ma torniamo alla ASHRAE 189.1-2011. L’elettronica dei sensori Magiant permette il controllo temperatura e umidità costante anche da remoto: si tratta di due fattori ambientali, infatti, che – oltre a aumentare sensibilmente la possibilità di disaster prevention – possono influenzare l’efficienza energetica del data center. Da queste variabili ambientali, infatti, dipendono i consumi energetici degli impianti di climatizzazione: come indicazione di massima (si consiglia sempre di utilizzare la possibilità offerta da Magiant per avere una consulenza gratuita personalizzata) per la parametrizzazione del software per il controllo temperatura e umidità, i range cui si può fare riferimento sono indicati dalla 189.1-2011 e riassunti in tabella.

Valori microclimatici server room

M.F. Pria

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Misurare temperatura e umidità: una pianta per la bioedilizia

Misurare temperatura e umidità:

nel rispetto di ogni normativa, esistono coltivazioni di canapa indoor, dove misurare temperatura e umidità è fondamentale

Dal 2002 la coltivazione intensiva di canapa, con dovute restrizioni, è stata resa legale dalla Circolare Ministeriale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali n. 1/protocollo 200 dell’8/05/2002: si tratta di una normativa con scarso margine di interpretazione e che richiede ai coltivatori un rispetto assoluto delle indicazioni, tanto che la nota Legge Fini-Giovanardi stabilisce pene severe in caso di coltivazioni non a norma. Il fulcro della Circolare si trova nelle varietà di canapa certificate, ovvero qualità selezionate per contenere un contenuto bassissimo di delta-9-tetraidrocannabinolo, più noto come THC, il principio attivo che innesca le reazioni tipiche di sostanze psicotrope e stupefacenti; nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, la percentuale di THC contenuto nelle fibre non può superare lo 0,2%.

La canapa coltivata con finalità industriali (cannabis sativa, specifica per usi edilizi, alimentari, agricoli, tessili) che si può decisamente definire green, non necessita obbligatoriamente di una coltivazione indoor, tuttavia, regola base dell’economia, se è possibile produrre per l’intero anno senza dover seguire i cicli naturali e climatici, l’imprenditore è maggiormente portato alla produzione senza interruzioni. Naturalmente seguendo con attenzione le best practice per ottenere raccolti idonei alla trasformazioni in prodotti edilizi, e non solo. Per questa ragione e per maggiori possibilità di investimento, la produzione indoor è quella più diffusa nei paesi maggiormente avanzati a livello tecnologico: la tecnica più diffusa è quella idroponica, in cui le piante vengono nutrite mediante soluzioni e senza utilizzo di terriccio, ma non mancano serre in cui si utilizzino specifiche qualità di terreno arricchito di fertilizzanti.

La coltivazione indoor richiede, quindi, la progettazione di idonee serre, dove misurare temperatura e umidità risulta fondamentale per la buona riuscita della semina: oltre a strumenti quali specifiche lampade per l’illuminazione, misuratori del PH del terriccio, vasi in plastica, non si può fare a meno di un termoigrometro digitale. Misurare temperatura e umidità con Serverflu e Umiflu richiede – qualora non ve ne sia uno già presente e utilizzabile allo scopo – l’acquisto di un semplice personal computer al quale collegare il sensore scelto per poter monitorare la costanza nel misurare temperatura e umidità:

  • per quanto concerne la temperatura, essa è considerata – sulla base di studi specifici – ideale tra i 19 °C e i 25 °C nel periodo di crescita della pianta, mentre per quanto riguarda la fase di germinazione il range più idoneo è compreso tra 18 e 27 °C;
  • per quanto riguarda l’umidità relativa, tenendo conto che la canapa ‘chiede’ un tasso di umidità abbastanza elevato, è necessario che esso rimanga costantemente tra il 60 e il 70%.

Nel misurare temperatura e umidità in un ambiente delicato la cui compromissione microclimatica potrebbe portare alla perdita di una percentuale consistente del raccolto, come non pensare a Umiflu: un sensore di alta precisione, facile parametrizzazione grazie a un software, incluso, che guida l’utente passo a passo e non richiede manutenzione?
In chiusura un breve elenco, non certo esaustivo, di quanto si può ottenere dalla trasformazione industriale della canapa nella bioedilizia:

  • dal fiore e dal fusto della canapa si ricavano cere, vernici, intonaci, pannelli isolanti e fonoassorbenti e blocchi prefabbricati;
  • il mattone di canapa, risultato di una lavorazione con calce, dà un prodotto resistente e leggero, refrattario alle muffe, che garantisce la traspirazione con diversi vantaggi sia per la salute dell’edificio che per quella umana;
  • la canapa è un valido isolante termico ed acustico, con vantaggi dal punto di vista di risparmio energetico; inoltre, è un materiale che per natura ‘respinge’ l’anidride carbonica, rendendo gli ambienti interni più salubri.

Misurare temperature e umidità è il nostro core business, ma, cogliendo l’occasione di un articolo che mostra un lato non sempre noto di un prodotto dell’agricoltura… dateci più feedback possibili! Qui di seguito, sulla nostra pagina Facebook, iscrivendovi al gruppo “Temperatura” di LinkedIn… perché la canapa è bioedilizia, ma anche alimentazione, abbigliamento, biomassa e terapia del dolore. Se dimostrerete un buon interesse, potremo approfondire insieme il valore aggiunto della canapa.

M.F. Pria

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Controllo di temperatura: preservazione degli edifici

Controllo di temperatura e umidità:

sensori USB per controllo di temperatura e umidità sono validi alleati per prevenire la formazione di muffe lungo le pareti dei locali

Di recente si è parlato di quanto sia importante preservare dagli attacchi delle muffe sia documenti di valore storico-culturale, sia documenti con finalità fiscali sottoposti a stringenti normative di conservazione. Tuttavia, qualora si passi a considerare la formazione di muffe come un problema che può produrre, benché sul medio periodo, danni strutturali agli edifici, la legislazione mostra alcune lacune. Il D.lgs. 311/2006 e il DPR 59/2009, infatti, innanzitutto, non circoscrivono né identificano le condizioni ambientali esterne cui fare riferimento per verificare la condensa superficiale. Condensa superficiale e muffa sono fenomeni interconnessi causati dalla temperatura superficiale interna; li distingue il fatto che la condensa, che può manifestarsi anche solo occasionalmente quando la temperatura scende al punto di rugiada, nel tempo può portare alla creazione di muffa, che agisce come agente corrosivo in condizioni protratte di UR pari o superiore all’80%, il che si verifica quando la temperatura si assesta al di sotto dei 17 °C.
A fronte di un certo grado di ‘vuoto normativo’, è importante fare riferimento alla recente UNI EN ISO 13788:2013 (Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia; temperatura superficiale interna per evitare l’umidità superficiale critica e la condensazione interstiziale; metodi di calcolo”). Tale normativa europea, recepita nel giugno 2013 dal nostro paese, risulta più puntuale, fornendo indicazioni sulle metodologie di calcolo relative alla determinazione di:

  • temperatura superficiale interna di componenti o elementi edilizi al di sotto della quale è probabile la crescita di muffe; il controllo di temperatura e umidità relativa interna è il primo passo per prevenire e ridurre i rischi;
  • valutazione del rischio di condensazione interstiziale dovuta alla diffusione del vapore acqueo;
  • tempo necessario affinché l’acqua contenuta tra due strati di materiali con elevata resistenza al passaggio del vapore asciughi.

Tale norma, che è utile ricordare non è ‘legge’, ma un’indicazione di uniformità alle linee guida vigenti a livello europeo, stabilisce anche i criteri di verifica delle condizioni di formazione delle muffe in base alla tipologia di utilizzo dell’edificio (abitativo, lavorativo, di stoccaggio). L’importanza di tenerne conto risiede, tra l’altro, nel fatto che umidità e muffa creano una sinergia dannosa per l’intero edificio, anche se non si manifestano in ogni suo ambiente: poiché il danno può raggiungere una criticità elevata in tempi rapidi, è naturale che non vi sia altra soluzione se non la manutenzione correttiva, ovvero la più costosa e quella che ha maggiori probabilità – rispetto alle manutenzioni predittive e preventive – di sanare realmente il danno e salvaguardare la perdita, in valore economico e in sicurezza, dell’immobile.

Sulla base di quanto detto, è ragionevole pensare all’utilizzo dell’elettronica per una manutenzione preventiva? Sì, e senza costi irragionevoli o le competenze tecniche necessarie alla gestione di complessi sistemi integrati.

Ovunque sia possibile posizionare un PC è altrettanto possibile il controllo di temperatura e umidità mediante Umiflu, la versione termoigrometrica del sensore di temperatura USB di Magiant Serveflu. Il dispositivo, posizionato grazie alla prolunga in prossimità dei punti più soggetti alla formazione di condensa superficiale, in particolare gli angoli dell’ambiente e i punti di contatto con gli infissi, permette, mediante controllo di temperatura e umidità costante e che non necessita di presidiare senza interruzione il PC, di verificare che le condizioni ritenute idonee per contrastare la creazione di muffe rimangano costanti.

La normativa prevede infatti una temperatura interna di 20 °C e un’umidità relativa del 65%: impostate le soglie di Umiflu mediante il software gratuito, il controllo di temperatura e umidità vi dimostrerà nel tempo il valore della manutenzione preventiva.

M.F. Pria

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Monitoraggio della temperatura: configurazione dei parametri

Monitoraggio della temperatura:

per qualunque responsabile o operatore addetto al monitoraggio della temperatura in ambienti critici è fondamentale che gli allarmi non si attivino quando non è necessario

Per evitare che il monitoraggio della temperatura in ambienti critici provochi alert a qualsiasi ora del giorno e della notte, influendo sui costi di manutenzione, ci sono molteplici aspetti da considerare riguardo alla parametrizzazione, ad esempio, dei propri sensori di temperatura.

Certo a volte può trattarsi di un difetto di produzione del sensore, ma eliminata questa possibilità, peraltro percentualisticamente irrilevante con un sensore di temperatura come Serverflu che, privo di batteria, non richiede manutenzione, alcuni accorgimenti permettono di monitorare da remoto e 24 ore su 24 un server o un’intera sala server senza che un’ipersensibilità dei dispositivi elettronici dei dispositivi di monitoraggio della temperatura provochi segnalazioni quando, nell’ambiente controllato, non ci sono state variabili degne di essere considerate rischiose. Alcuni professionisti consigliano semplicemente di affidarsi a dispositivi meno sensibili, Magiant vi permette di customizzare il vostro sensore di temperatura e, nella versione Umiflu, il sensore di temperatura e umidità, dato che anche questo fattore ambientale è fondamentale da monitorare nelle sale server. Per un monitoraggio della temperatura e dell’umidità corretto mediante Umiflu nelle server room è importante dedicare il giusto tempo alla parametrizzazione delle soglie, operazione che, grazie al software fornito gratuitamente con il dispositivo e dotato di interfaccia GUI di configurazione e controllo, è di semplice accesso anche per personale non specializzato. Come dire: il tecnico installatore esterno diventa un ricordo.

Quindi, una volta collegato Umiflu alla porta USB del PC, occorre agire per ottenere un monitoraggio della temperatura e dell’UR efficace ma non ipersensibile e sfruttare a meglio le potenzialità del termoigrometro.

  • Quando si effettua il monitoraggio della temperatura con alcuni dispositivi, può accadere che essi non rilevino realmente la temperatura ambientale, ma siano influenzati dal calore emesso dalla macchina: mediante la prolunga che Magiant mette a disposizione è possibile posizionare il sensore nel luogo migliore, diminuendo sensibilmente il rischio di rilevazioni alterate.
  • Spesso il rischio di allarmi falsati è dovuto a impostazioni troppo rigide dei range: per un monitoraggio di temperatura e umidità continuo e da remoto occorre impostare i parametri con un discreto margine di tolleranza rispetto al “microclima perfetto”.
  • Per i dispositivi elettronici, è possibile fare riferimento alle indicaione dell’ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers), orientandosi in un range di temperatura compreso tra 25 e 27°C. Temperature simili hanno dimostrato sul campo di non provocare danni ai dispositivi e di garantire allo stesso tempo un discreto risparmio energetico.

Un plus dei prodotti per il monitoraggio della temperatura e umidità di Magiant è, inoltre, la capacità di avviare lo shutdown automatico o, ancor meglio, l’avvio di un’applicazione specifica impostata dall’utente.

M.F. Pria