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Sensore di temperatura: produzione di glass master

Sensore di temperatura:

quando, senza troppi tecnicismi, si parla di compact disc che si sono “smagnetizzati” non sempre possiamo attribuirne le colpe al produttore del glass master, che, di norma, segue rigide condotte per una preparazione ottimale della ‘madre’.

In quanto dispositivi leggibili mediante laser i compact disc vengono definiti dischi e ottici, composti da un disco di policarbonato trasparente con una struttura secondo la quale i dati vengono ordinati lungo un’unica traccia a forma di spirale. Ma è la replicazione industriale dei dischi ottici la parte più delicata del processo produttivo: il danneggiamento del prodotto finito non è necessariamente legato alla produzione del glass master, procedura mediante la quale si ottengono delle copie CD o DVD identiche al master fornito dal cliente. Questo master viene innanzitutto sottoposto a rigorosi controlli di qualità e, nel caso non risponda ai parametri imposti dagli standard di riferimento o presenti errori non sanabili, ne viene richiesta una nuova copia.

Se il master risponde ad ogni requisito, si passa alla realizzazione del glass master, un disco ‘madre’ in vetro dal quale sarà possibile ottenere, mediante galvanizzazione, un disco ‘padre’ di nichel, pronto per essere utilizzato nella pressa per la stampa di circa 20.000 dischi.

La sintesi del processo di produzione del glass master richiede, quindi, camere bianche estremamente sensibili, simili a quelle richieste dall’industria elettronica, dove i requisiti di processo e di purezza ambientale sono particolarmente rigidi. Ed è la sinergia dei sensori e degli impianti sottoposti a monitoraggio che rendono importante l’utilizzo di un sensore di temperatura e di pressione.

Magiant propone entrambe le soluzioni: per il monitoraggio della sola temperatura Serverflu assolve egregiamente il proprio compito monitorando la temperatura, mentre Umiflu opera sia come sensore di temperatura che come igrometro. Entrambi garantiscono la costanza del monitoraggio, fondamentale sia per aziende che lavorano su turni diurni che per quelle che optano per il ciclo continuo, oltre ad essere agilmente parametrizzabili così da inviare alert nel caso di variazione di temperatura e umidità che possono danneggiare la purezza della camera bianca anche in quei momenti in cui il PC cui sono collegati mediante USB non sia presidiato. Naturalmente si parla di ambienti in cui devono coesistere svariati tipi di misuratori, ma non è difficile comprendere come in una camera bianca destinata alla produzione di glass master ogni minimo mutamento del microclima possa recare danni: monitorando l’ambiente con il sensore di temperatura Serveflu o con il termoigrometro Umiflu è possibile intervenire in tempi ristretti in caso di malfunzionamento di filtri e macchinari per la depurazione dell’aria da microparticelle dannose, poiché, rilevando in tempo reale il mutamento ambientale, permettono di interrompere il processo – attualmente ancora piuttosto costoso – e ripristinare le condizioni ottimali. Un’instabilità nel microclima della camera bianca, infatti, apre le porte a molti agenti contaminanti.

Partendo da Umiflu e settando al meglio i parametri è possibile, se non prevenire, ridurre tali rischi in modo considerevole.

M.F. Pria

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Termoigrometro: archiviazione cartacea dei documenti fiscali

Termoigrometro:

come per gli archivi storici, l’umidità aggredisce anche gli archivi aziendali dove, in ottemperanza alle normative, vengono conservate le documentazioni fiscali

A volte, si sa, il cammino legislativo che porta a colmare ogni lacuna su un determinato argomento è lungo: è il caso della normativa relativa alla procedura informatico-legale della conservazione sostitutiva dei documenti rilevanti ai fini fiscali. Il D.M. 24 gennaio 2004, unitamente alla Deliberazione CNIPA n. 11/2004, infatti, hanno chiarito la possibilità di conservare su supporto informatico i documenti con valore fiscale, quali, ad esempio le fatture e i registri IVA. Naturalmente perché la conservazione sostitutiva abbia valore legale occorre che i documenti vengano trattati mediante la cosiddetta firma digitale, la quale garantisce la loro “cristallizzazione” per quanto riguarda forma, contenuto e datazione. Si tratta indubbiamente di un notevole passo avanti, che permette, in linea di principio, l’eliminazione di archivi cartacei, il risparmio sulla stampa di documenti trasmessi mediante posta elettronica, la maggior garanzia di tutela dei documenti (le aziende che offrono il servizio di conservazione sostitutiva, infatti, producono almeno due copie di ogni blocco documentale). Fino al marzo di quest’anno, tuttavia, non era ancora chiaro se la procedura di dematerializzazione fosse possibile anche per i DDT: ad oggi, nonostante la risoluzione 19/E del marzo 2013 con cui l’Agenzia delle Entrate dirime la questione includendo i documenti di trasporto, moltissime aziende si trovano a non avere le risorse sufficienti per procedere all’archiviazione sostitutiva di tali documenti, poiché si parlerebbe di sostenere una spesa considerevole per trattare la documentazione raccolta in dieci anni, ovvero il tempo stabilito per legge durante il quale i documenti non possono venire distrutti.

Per questioni di uso razionale dello spazio, soprattutto le PMI, conservano negli uffici amministrativi i documenti relativi all’anno fiscale in corso e a quello precedente, andando ad archiviare il pregresso, molto spesso, in ambienti sotterranei. È palese che una simile collocazione, per garantire l’integrità dei documenti, non possa essere lasciata in condizioni microclimatiche non controllate: un termoigrometro è lo strumento più affidabile per difendere dalle insidie dell’umidità documentazioni con valore legale e probatorio che l’azienda è tenuta ad esibire in caso di richiesta delle autorità competenti.

Umiflu, termoigrometro che opera senza necessità di presidio presso il PC cui è collegato grazie all’invio di email e SMS di alert, offre la possibilità di monitorare 24 ore su 24 temperatura e umidità di simili ambienti sotterranei preservandoli in particolare dai danni che l’umidità può provocare. Per l’impostazione mediante software dei parametri idonei alla conservazione della carta è possibile fare riferimento alla norma UNI 10829:1999 secondo la quale la temperatura non deve superare il range compreso tra 13 °C e 18 °C con un margine di tolleranza di ±3 °C e l’umidità relativa deve assestarsi tra il 50 e il 60%. Poiché danni irreversibili ai documenti fiscali su supporto cartaceo si manifestano con il protrarsi di condizioni miroclimatiche sfavorevoli, è possibile usufruire di una consulenza gratuita: professionisti dell’elettronica vi renderanno chiaro quanto sia semplice e accessibile impostare correttamente il termoigrometro, così da non imporre soglie troppo stringenti che potrebbero portare al lancio degli alert anche in condizioni non rischiose; il tutto senza perdere la possibilità di avere un report completo delle variazioni dell’ambiente sottoposto a controllo.

M.F. Pria

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Il sensore di temperatura: la salute per tutti

Il sensore di temperatura:

con una soluzione elettronica come quella proposta da Magiant, chiunque può controllare i parametri ambientali di un ambiente chiuso

Tanto quanto il sensore di temperatura Serverflu può agevolmente e facilmente venire utilizzato in piccoli uffici, altrettanto questa piccola, pratica ed efficiente pen drive con ingresso USB dimostra in molteplici campi la propria versatilità. Proprio ieri Corriere.it ricordava le insidie che possono nascondersi dietro ad un cattivo utilizzo dell’aria condizionata: stravolgere il microclima degli ambienti chiusi oltre una soglia di 4 o 5 °C rispetto alla temperatura esterna può intaccare seriamente la salute. L’articolo consiglia alcune pratiche per ridurre i rischi dovuti a condizioni di areazione forzata stressanti, che in questa stagione coinvolgono davvero tutti.

Grazie al sensore di temperatura e umidità Umiflu è possibile controllare i due parametri sia negli uffici che nelle abitazioni private, evitando un abuso e una forzatura eccessiva delle condizioni ambientali. Eppure utilizzando Umiflu come segnalatore di superamento delle soglie di comfort incluse tra i 22 e i 25 °C con umidità relativa del 65% anche negli esercizi commerciali si riducono notevolmente i rischi per la salute: maggiore è il numero di sbalzi termici, maggiore è la possibilità di ripercussioni fisiche, in particolare per bambini, anziani e soggetti affetti da malattie croniche. È quello che succede quando si entra in un esercizio commerciale in questo periodo: uno stress caldo/freddo che può toccare differenze superiori ai 15 °C. Ma oggi quale negozio non è dotato di un PC cui poter agevolmente connettere Umiflu impostando soglie corrette per il benessere degli esercenti quanto dei visitatori? Il sensore di temperatura e umidità rientra a pieno titolo tra le soluzioni tecnologiche che possono essere adottate per mettere in pratica il principio cardine della domotica, ovvero migliorare la qualità della vita negli ambienti chiusi. Senza pretese di essere il solo elemento necessario per la realizzazione di un sistema domotico completo, il sensore di temperatura e umidità risponde a tutte le peculiarità richieste alle tecnologie finalizzate alla realizzazione di ambienti intelligenti.

  • Il dispositivo è di semplice utilizzo grazie al software user friendly fornito gratuitamente, infatti, può agevolmente essere utilizzato da un’utenza ampia e non professionale;
  • è sicuro poiché il suo utilizzo non può provocare danni all’utilizzatore;
  • garantisce continuità di funzionamento grazie al fatto che non è alimentato a batteria e quindi non necessita di manutenzione (e poiché lavora in sinergia con un PC, in quanto sensore di temperatura e umidità ambientale, riduce sensibilmente anche la possibilità che il processore subisca un guasto, dal momento che le condizioni di comfort per gli esseri umani rispondono anche a quelle di un singolo PC);
  • il sensore di temperatura e umidità è affidabile dal momento che è in grado di segnalare in tempo reale e anche in caso di PC non presidiato il superamento delle soglie;
  • ha un costo accessibile, del tutto concorrenziale per i vantaggi che offre.

Inoltre, come è proprio delle tecnologie per la domotica, il sensore di temperatura e umidità ha come corollario un vantaggio da non sottovalutare, ovvero il risparmio energetico: moderare il sistema di condizionamento non può che portare ad una diminuzione dei consumi.

M.F. Pria

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Controllo della temperatura: industria chimica

Controllo della temperatura:

nel panorama dell’industria di processo, i laboratori del settore chimico necessitano di un monitoraggio delle variabili ambientali costante e preciso.

Quanto costa ad un’industria chimica – in termini di manutenzione, interruzione del lavoro, degenerazione dei composti, danni agli operatori – un guasto dovuto al mancato rilevamento in tempo utile di variazioni di temperatura e umidità all’interno dei laboratori di ricerca? Molto. La prevenzione, al contrario, può richiedere un investimento del tutto ragionevole se la chiamiamo Serverflu. Frutto dell’esperienza di Magiant nel settore dell’elettronica industriale, il dispositivo permette il controllo della temperatura con precisione e costanza: installando il software fornito gratuitamente, è possibile impostare per ogni ambiente i parametri microclimatici che garantiscano la tutela delle lavorazione, delle analisi e dei tecnici di laboratorio.

Naturalmente è noto a tutti che nel suo complesso, l’industria chimica, per i processi di lavorazione e trasformazione, necessita di una gamma di strumentazione che possano sopportare fortissimi stress ambientali e elevatissime temperature e che siano in materiali compatibili con le sostanze con le quali deve venire a contatto nell’impianto. Di conseguenza, Serverflu si propone nel settore per il controllo di temperatura e umidità all’interno dei laboratori, dove sono parimenti necessarie prestazioni elevate per gli strumenti che possano tutelare le sperimentazioni e la ricerca e allo stesso tempo non compromettano la salute degli operatori. Ancora una volta i prodotti di Magiant mostrano il loro duplice valore: tutela del prodotto – nella più vasta estensione del termine – e tutela del lavoratore.

Nel primo caso, Serverflu opera efficacemente nei moderni laboratori: poiché lavorazioni delicate quali l’ottenimento di soluzioni, sospensioni, dispersioni sono soggette a condizione microclimatiche particolari che possono portare al surriscaldamento o all’eccessivo raffreddamento dell’ambiente circostante. E come più volte sottolineato il benessere del processo non deve impedire la tutela degli operatori: installando Serverflu, o la versione termoigrometrica Umiflu, è possibile ridurre i rischi climatici per i lavoratori, connessi appunto al controllo della temperatura e dell’umidità, oltre che dell’impianto della ventilazione. Con Umiflu il controllo della temperatura e dell’UR sono garantiti dalle soglie impostate mediante software e il sensore rileva costantemente i dati una volta connesso mediante ingresso USB a un PC: inserendo i parametri in modo stringente, temperatura inclusa tra i 18 e i 20 °C e UR pari al 50% con una tolleranza del ±5%, è possibile lavorare su reazioni che, in caso di variazioni dei parametri, possono portare al rischio di fallimento dell’analisi, ma soprattutto a rischi per il benessere degli operatori.

La ricerca non va fermata, ma il progresso ci permette di non dover ripetere episodi di grandi scoperte e grandi perdite, come avvenne a Marie Curie. Le dobbiamo molto, il suo lavoro le deve la vita.

M.F. Pria

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Il sensore di temperatura dialoga con LabVIEW™

Il sensore di temperatura:

disponibile nativo per ambiente Windows e Linux, il nostro sensore parla anche in “linguaggio G”

Su queste pagine, il sensore di temperatura Serverflu e la sua versione termoigrometrica Umiflu mostrano le loro potenzialità in situazioni in cui i parametri microambientali necessitano di un costante monitoraggio a garanzia della tutela di macchine e uomini. E certo questo è il punto di forza di un sensore di temperatura e pressione che, senza investimenti iniziali eccessivi, permette di controllare ambienti delicati come i depositi farmaceutici e alimentari anche da remoto, con un approccio accessibile all’utente, ampio range di operatività e grande precisione nelle rilevazioni.

Tuttavia i prodotti di Magiant hanno un ulterior plus: su richiesta, infatti, è disponibile il supporto perché il sensore di temperatura si interfacci in ambiente LabVIEW™ (http://www.ni.com/labview/i/). Stiamo parlando di un integrated development enviromnment, un software per la programmazione sul quale National Instruments sta lavorando fin dal 1984: ad oggi, la release 2012 è quella rilasciata più di recente. La prima versione era concepita per un SO Macintosh ed è stata lanciata nel 1986: fin da allora l’ambiente LabVIEW™ è nato per venire utilizzato principalmente per acquisizione e analisi dati, controllo di processi, generazione di rapporti. Oggi, come è naturale nel progresso tecnologico, LabVIEW™ lavora su piattaforme Windows, Linux e Mac OS.

Stiamo naturalmente parlando di un software specializzato, grazie al quale è possibile ottimizzare l’automazione nei sistemi di test, il controllo degli strumenti, la progettazione di sistemi di monitoraggio e controllo embedded. Di fronte alle specificità dell’ambiente LabVIEW™, è chiaro che l’ambito di applicazione del software è altrettanto settoriale: un’azienda logistica difficilmente necessita di un simile strumento. Molte altre però lo utilizzano da tempo con soddisfazione. Ma il nodo cruciale è che stiamo parlando di un software: se l’hardware su cui è installato subisce un danno, i molteplici vantaggi dell’utilizzo dello strumento di National Instruments, possono subire destabilizzazioni, indipendentemente da back-up automatici ravvicinati e altri sistemi di protezione del lavoro in corso. Quindi perché non monitorare il microclima dell’ambiente in cui si trova la macchina? Il sensore di temperatura USB, correttamente configurato, permette il controllo continuativo dell’ambiente circostante prevenendo danni da surriscaldamento al processore e avviando in automatico lo shutdown della macchina che, come premesso, può non essere continuamente presidiata poiché in parallelo al pop up di alert che compare sul monitor, il responsabile viene avvertito da remoto con email e SMS.

Fate parlare il sensore di temperatura in linguaggio G!

M.F. Pria

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Misurare la temperatura in modo intelligente: gli ospedali

Misurare la temperatura in modo intelligente:

gli ospedali devono essere in grado di garantire diverse tipologie di controllo della temperatura, per rispondere alle differenti necessità di ogni area

Nel panorama contemporaneo italiano non mancano esempi di un incontro tra la domotica e le strutture ospedaliere (La Clinica Columbus di Milano, tra le altre), quello che Magiant può offrire, in ottica orientata ai principi della building automation, è la possibilità di misurare la temperatura e l’UR in modo tale da garantire il rispetto delle caratteristiche microclimatiche ideali per ogni area della struttura. Il tutto con due finalità: prevenire stress climatici in un luogo dove il benessere di persone e strumentazioni è parimenti importante e risparmiare energia sia durante la normale misurazione, sia in caso di guasto tecnico.

I parametri sottoposti a monitoraggio in questi contesti sono, oltre alla concentrazione di inquinanti e al livello sonoro, la temperatura e l’UR.

Benché i riferimenti normativi italiani in materia ospedaliera siano scarni (la Circ. Min. 13011/74 è tuttora in essere), grazie all’apporto di indicazioni come la normativa tedesca DIN e le linee guida americane Astrae, anche nel nostro paese sono stati elaborati stringenti parametri: misurare la temperatura e l’umidità relativa significa rispettare linee distinte per ogni reparto. Cosa può servire per misurare la temperatura in modo intelligente, quindi? Un processore in ogni area sottoposta a monitoraggio microclimatico.

Qualche esempio di condizioni microclimatiche ottimali per la quali misurare la temperatura in modo costante con la possibilità di impostare soglie di allarme è una soluzione estremamente interessante: il Pronto Soccorso necessita di una temperatura interna invernale non inferiore a 20 °C, non inferiore ai 22 °C per i locali di visita, trattamento e chirurgia in anestesia locale; in estate la temperatura non può essere superiore ai 28 °C con una UR inclusa tra il 40 e il 60%. Le stesse condizioni valgono per le aree di degenza, mentre le sale operatorie e i reparti di rianimazione e terapia intensiva non differenziano i limiti tra estate e inverno: occorre misurare la temperatura con costanza poiché essa deve essere compresa tra 20 e 24 °C con UR nel range tra 40 e 60%.

Le previsioni per l’innovazione tecnologica nel settore ospedaliero vedono nella domotica il futuro: Serverflu si integra perfettamente in un simile ottica di gestione centralizzata con vantaggi dal punto di vista dell’efficienza energetica e dell’inquinamento ambientale. La pen drive, infatti, non si limita a misurare la temperatura ‘passivamente’, ma segnala in loco e da remoto tutte le variazioni permettendo di ricalibrare i sistemi di condizionamento sia per garantire il comfort, sia per evitare inutili dispendi energetici.

M.F. Pria

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Temperatura e domotica

Temperatura e domotica:

la qualità della vita negli ambienti antropizzati è fondamentale, e la temperatura è uno standard di comfort da non sottovalutare mai

Sono ormai almeno una decina d’anni che la domotica, concettualmente una scienza che esiste da sempre, benché se ne faccia ufficialmente risalire la nascita alla terza rivoluzione industriale, è realmente entrata nella vita quotidiana. Essa si è caratterizzata in senso fortemente interdisciplinare e, grazie all’apporto della tecnologia, non solo è una realtà, ma è in continua evoluzione proprio grazie al fatto che a tale crescita concorrono professionalità tecniche variegate, dall’elettronica all’ingegneria edile, dall’automazione industriale alle telecomunicazioni e all’informatica.

Tra i ‘comandamenti’ di tale disciplina spicca la riduzione dei costi di gestione mediante un utilizzo ottimizzato e il più possibile semplificato della tecnologia dalla fase di progetto a quella di realizzazione e manutenzione.

Partendo da un ambiente in cui la progettazione viene fatta per aggiunte l’una successiva all’altra, necessariamente si giunge – e presto – a dover affrontare il tema della temperatura. Certo, la questione emerge nelle strutture abitative private, ma facendo un passo avanti entriamo nel campo della building automation, dove molteplici tecnologie si integrano allo scopo di gestire gli impianti tecnologici da un lato in un’ottica green, dall’altro in un ottica di miglioramento del comfort, della sicurezza, della qualità del vivere durante le ore lavorative.

In un edificio intelligente la presenza tecnologica permette di svolgere funzioni sulla base, ad esempio, dei parametri impostati dall’utente.

“I costi per la building automation sono spesso insostenibili”. In effetti non è difficile imbattersi in affermazioni del genere, ma Magiant, da sempre, mette a disposizione un’eccellenza nella rilevazione della temperatura, ovvero la possibilità di integrarsi in un contesto tecnologico già predefinito avendo come unica necessità uno o più personal computer. Chiunque può partire da Serverflu per ottenere risultati propri della domotica: riduzione dei consumi – in questo caso energetici – e loro gestione da remoto. L’edificio intelligente, di conseguenza, è in grado di controllare la variazione della temperatura, da un lato per evitare sprechi e ripristinare, ad esempio, temperature di comfort negli uffici, dall’altro per evitare costosi interventi di disaster recovery.

Serverflu, progettato come rilevatore di temperatura con ingresso USB e disponibile con prolunga, grazie all’interfaccia software con cui viene fornito permette un’agile parametrizzazione da parte dell’utente: ove necessario con soglie di allarme ridotte (è il caso del controllo della temperatura nelle sale server) o più tolleranti (come può avvenire in un ufficio).

E poiché un sistema domotico nella sua interezza è da considerarsi ottimale quando può venire controllato da remoto, mediante alert in formato email o SMS, Serverflu si dimostra una tecnologia importante per rispondere alle necessità dell’edificio intelligente. Un esempio su tutti: impostando correttamente il range di temperatura tollerato in un’area dell’edificio adibita ad ufficio, Serverflu, o – ancor meglio – Umiflu, che rileva sia la temperatura che l’UR, risponde alle necessità di un impianto di climatizzazione intelligente. L’alert permette infatti di intervenire al variare del numero di persone presenti, il quale influisce sulle condizioni ambientali del locale; permette di intervenire in tempi ristretti, grazie al controllo da remoto o al pop up che immediatamente compare sul PC sul quale è installato, sull’adeguamento dell’impianto al variare dell’UR; ancora, permette di arrivare allo spegnimento dell’impianto.

Una consulenza gratuita è a disposizione di ognuno di voi, specialisti e tecnici potranno mostrarvi come, in pochi centimetri quadrati, Magiant sia riuscita a creare un sensore di temperatura e umidità di semplice utilizzo e in grado di garantire continuità del monitoraggio e conseguentemente interventi immediati. Il costo? Basta dare un’occhiata qui per comprendere che si può partire da Serverflu per avvicinarsi all’edificio intelligente.

Un ultimo consiglio: un caso pratico di applicazione in ottica domotica di Serverflu lo trovate nel nostro speciale di oggi, registratevi e scopritene di più!

M.F. Pria

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Controllo di temperatura in bovinicoltura

Controllo di temperatura in bovinicoltura:

le garanzie del monitoraggio del microclima negli allevamenti bovini, benessere delle mandrie e salubrità del prodotto finito

Dal secolo scorso l’allevamento intensivo dei bovini da carne, grazie a costanti migliorie nella progettazione e realizzazione dell’allevamento, ha permesso un notevole incremento della produzione di latte e un aumento del peso degli animali, con una migliore resa in carne alla macellazione. La necessità di monitorare vari parametri ambientali, quindi di attuare anche un controllo costante della temperatura, è divenuto sempre più cogente proprio con l’allevamento intensivo, poiché esso prevede la stabulazione, fissa o libera. Quest’ultima, diffusa negli allevamenti medio-grandi, prevede che gli animali si muovano liberamente in una stalla divisa in tre zone, quella di alimentazione, quella di movimento (situata di norma all’aperto) e quella di riposo.

Con lo sviluppo di una sempre maggiore sensibilità nei confronti del benessere animale e della sanità delle produzioni, ci si orienta sempre più verso soluzioni costruttive a basso costo, in cui la tecnologia entra sempre più in cooperazione con materiali naturali: la progettazione di una stalla, infatti, è ottimale quando prevede l’impiego del legno come materiale prevalente, un’adeguata ventilazione e dispositivi di termoregolazione per mantenere costante il controllo di temperatura, al fine di garantirne l’optimum sia in inverno che in estate. Si parla di temperatura ottimale quando i locali si assestano sui 12 °C (con tolleranza di ±6 °C) per le vacche in lattazione e sui 15 °C (con tolleranza di ±5 °C) per vitelloni e manzi.
Particolarmente importante è poi il controllo di temperature nelle fase di cura neonatale e in quella cosiddetta colostrale: il vitello neonato, infatti, necessita di una ampia lettiera riparata dalle correnti d’aria e con una temperatura costante compresa tra i 20 e i 22 °C.

La temperatura è quindi un parametro fondamentale per garantire il microclima ottimale per il benessere animale nel ricovero: il controllo di temperatura deve permettere, anche in assenza di personale, di segnalarne aumenti o diminuzioni. Parimenti importante, oltre al controllo di temperatura, è quello dell’umidità relativa dell’ambiente, la quale deve avere come valore ottimale un valore incluso tra il 60 e l’80% (la soglia minima invalicabile si assesta tra il 40 e il 45%).

Naturalmente temperatura e umidità vengono garantiti da apposite strumentazioni che tuttavia necessitano di un monitoraggio 24/24: Magiant Serverflu permette di impostare allarmi che raggiungo il personale a distanza mediante email o SMS, così che al variare delle soglie – facilmente impostabili mediante il software gratuito fornito da Magiant – gli interventi sull’impianto di termoregolazione possano avvenire il prima possibile, riducendo, se non annullando, l’impatto negativo della variazione. Serverflu è un dispositivo economico e dai bassi consumi che necessita soltanto di un PC al quale collegarlo: il processore può essere inserito direttamente in stalla o lasciato in una stanza attigua sfruttando i 5 metri di prolunga che l’azienda propone per permettere una rilevazione in cui il calore del processore non influenzi la rilevazione. Con i medesimi requisiti, ma non solo destinato al controllo di temperatura, Magiant propone anche Umiflu, che integra controllo di temperatura e di umidità: in un unico prodotto due soluzioni economiche, efficienti e precise.

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Sensore di temperatura: sale di essiccazione dei legni pregiati

Sensore di temperatura:

i legni più nobili, appartenenti alle cosiddette essenze forti, per raggiungere una stagionatura priva di difetti necessitano di un controllo della temperatura delle sale costante e preciso.

I due metodi esistenti per l’essiccazione del legno, passaggio fondamentale per rendere il legno verde lavorabile, sono entrambi basati sull’eliminazione del contenuto acquoso del legno stesso fino al raggiungimento della cosiddetta umidità tecnica. Nel dettaglio, da un lato vi è la stagionatura naturale, dall’altro l’essiccazione artificiale. La prima presenta diversi svantaggi, sia in termini economici che di qualità del risultato finale: innanzitutto può avvenire solo in determinati periodi dell’anno, richiede molto tempo e il risultato è soggetto all’influenza del luogo e delle modalità di accatastamento del legno sul terreno.

La stagionatura artificiale permette invece di accelerare il processo e, con i dovuti accorgimenti, non si corrono rischi per quanto riguarda la qualità del prodotto al termine del ciclo di essiccazione. Inoltre, tranne rare eccezioni, come il legno di castagno, la cui stagionatura lunga e difficile rende la pratica dell’essiccazione artificiale sconsigliata, la normalizzazione UNI rende agevole la valutazione dei parametri da rilevare e monitorare. L’essiccazione artificiale del legno può avvenire:

  • sotto tettoia a ventilazione forzata, con l’inconveniente che le tettoie devono essere accuratamente controllate per prevenire l’insorgenza di danni da essiccazione troppo rapida;
  • a temperatura superiore ai 100 °C, efficiente solo per sfogliati, tranciati, trucioli, scaglie e fibre di legno;
  • per pre-essicazione;
  • in cella a temperature inferiori ai 100 °C;
  • a radiofrequenza.

Le ultime tre metodologie sono particolarmente idonee ad applicazioni in sistemi che prevedano un sensore di temperatura: nella pre-essiccazione, infatti, occorre il sensore di temperatura per rilevarne la costanza nel range 27-32 °C; inoltre, il sistema di pre-essicazione prevede una UR costante compresa tra 55 ed 80%, rilevabile mediante un misuratore di umidità.

Per l’essicazione a T<100 °C, la tipologia di celle più usata attualmente a livello industriale per il legno massiccio e pregiato è quella a vapore. E proprio in queste celle si è diffuso l’uso di controlli computerizzati che consentono una misurazione ed un monitoraggio più stretto delle variabili mediante un sensore di temperatura e di umidità.

Anche nel monitoraggio dell’essiccazione a radiofrequenza, impostato il ciclo di essiccazione in base all’umidità iniziale del legno, il monitoraggio può utilmente essere demandato a un sensore di temperatura e quello igrometrico a un misuratore di umidità.

Date queste premesse è palese l’importanza del controllo della temperatura nelle sale di stagionatura del legno: un sensore di temperatura in grado di monitorare costantemente, così da poter inoltrare alert di allarme anche in mancanza di personale tramite email e SMS, può portare alla prevenzione di molti dei possibili danni da essiccazione artificiale. Un nome per tutto questo? Magiant Serverflu nella versione Umiflu è un sensore di temperatura e umidità che, impostate le soglie di allarme, necessita semplicemente di un PC cui collegarsi mediante ingresso USB: la prolunga di 5 metri permette anche di non inserire direttamente la CPU nella cella ma solo la pen drive, evitando che la temperatura si innalzi per l’attività del processore.

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Il termoigrometro nelle serre agricole

Il termoigrometro:

se il controllo dei parametri ambientali garantisce la tutela dell’integrità dei cibi durante la lavorazione e nei depositi di stoccaggio alimentare, parimenti il monitoraggio di temperatura e umidità mediante termoigrometro nelle serre agricole garantisce il ‘benessere’ del prodotto all’origine.

Il settore dell’agricoltura protetta, ovvero quello delle serre in vetro o in plastica allo stato attuale deve rispondere in modo sempre più efficace alla richiesta di garanzie di “food safety”, possibilmente nel rispetto di un piano economico ragionevole per l’implementazione di un sistema di monitoraggio mediante termoigrometro. La progettazione e attuazione di un sistema di controllo  e rilevazione mediante termoigrometro Magiant Umiflu della temperatura e dell’UR, oltre a portare vantaggi in termini di aumento dell’efficienza energetica delle serre prevenendo inutili e prolungate dispersioni, permette di regolare i set point in corrispondenza delle soglie e dei valori di umidità relativa necessari. Al variare di uno e di entrambi i parametri, infatti, il termoigrometro, facilmente configurabile mediante un interfaccia software che Magiant fornisce gratuitamente, segnala la problematica anche in assenza di personale a presidio del PC cui è collegato, poiché invia un alert in formato email e SMS.
Umiflu permette di monitorare la temperatura nelle serre calde, provviste di impianti di riscaldamento, rilevando l’abbassamento della temperatura, che non deve essere inferiore a 20 °C. Nelle serre temperare, le soglie da rispettare sono comprese tra 10 e 20°C. Le serre fredde, infine, devono mantenere una temperatura maggiore si quella esterna di almeno 2-3 °C e fino a 10-15 °C.
La progettazione e attuazione di un sistema basato sul termoigrometro Umiflu, quindi, garantisce il monitoraggio di ogni variazione oltre soglia della temperatura (sia un calore eccessivo che un calore troppo basso danneggiano e riducono la qualità delle coltivazioni) e contemporaneamente controlla  che l’UR non superi i parametri impostati. Benché le serre siano, anche senza strumentazione, percepibili come ambienti con un UR più elevata del normale, infatti, l’eccessivo aumentare della percentuale di umidità relativa riduce l’efficienza del sistema in termini sia di dispendio energetico, sia di qualità delle coltivazioni.
Un termoigrometro Umiflu, che può controllare temperatura e umidità delle serre agricole semplicemente mediante collegamento a un PC, si rivela un elemento prezioso di monitoraggio anche a distanza che riduce al minimo lo stress che le coltivazioni subiscono in particolare per repentini passaggi caldo-freddo.