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Server monitor: l’umidità

Server monitor:

a pieno titolo nelle strategie di server monitor vi sono la misurazione e il controllo dell’umidità delle infrastrutture IT

Una delle principali necessità del server monitor è il mantenimento della corretta umidità relativa per gli apparati informatici, soprattutto all’interno delle server room; il metodo ottimale consiste nel posizionare uno o più igrometri – o meglio ancora, uno o più termoigrometri – in grado di rilevare il mantenimento dei range, per i quali si può fare riferimento alle linee guida emanate negli Stati Uniti per server room e data center. Sulla base di queste indicazioni, il server monitor deve mantenere sotto controllo, in tempo reale, costantemente e con possibilità di inviare allarmi al personale addetto alla manutenzione IT mediante email o SMS, una temperatura tra i 17 e 22°C e una umidità relativa compresa tra il 40 e il 55%. Altrettanto importante è che la sensoristica installata per ottenere, nell’ambito del server monitor, un controllo di umidità (e temperatura) efficiente è che le apparecchiature scelte non intacchino la funzionalità delle infrastrutture informatiche presenti. Una delle scelte migliori è scegliere un dispositivo come Umiflu di Magiant in grado di rilevare l’umidità relativa ambientale una volta inserito nell’ingresso USB di un PC interno alla server farm. La semplicità di parametrizzazione del software e l’interfaccia user friendly del programma permettono di impostare range più o meno stringenti in base alle necessità dello specifico server monitor richiesto dall’utilizzatore.

Nel server monitor per il controllo umidità, inoltre, ci sono due importanti best practice atte a minimizzare i fattori che possono portare al superamento delle soglie ottimali di UR:

  • ridurre con opportuni sistemi isolanti le infiltrazioni esterne così da eliminare gli influssi del clima esterno;
  • tenere presente che l’ambiente ottimale deve tener conto non solo dell’UR, ma anche della temperatura.

Su quest’ultimo punto non si dimentichi che Umiflu è un termoigrometro: server monitor garantita da un solo dispositivo low power, privo di batteria e che non necessità manutenzione. Naturalmente Magiant è a disposizione per una consulenza gratuita iniziale.

M.F. Pria

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Termoigrometro: archiviazione cartacea dei documenti fiscali

Termoigrometro:

come per gli archivi storici, l’umidità aggredisce anche gli archivi aziendali dove, in ottemperanza alle normative, vengono conservate le documentazioni fiscali

A volte, si sa, il cammino legislativo che porta a colmare ogni lacuna su un determinato argomento è lungo: è il caso della normativa relativa alla procedura informatico-legale della conservazione sostitutiva dei documenti rilevanti ai fini fiscali. Il D.M. 24 gennaio 2004, unitamente alla Deliberazione CNIPA n. 11/2004, infatti, hanno chiarito la possibilità di conservare su supporto informatico i documenti con valore fiscale, quali, ad esempio le fatture e i registri IVA. Naturalmente perché la conservazione sostitutiva abbia valore legale occorre che i documenti vengano trattati mediante la cosiddetta firma digitale, la quale garantisce la loro “cristallizzazione” per quanto riguarda forma, contenuto e datazione. Si tratta indubbiamente di un notevole passo avanti, che permette, in linea di principio, l’eliminazione di archivi cartacei, il risparmio sulla stampa di documenti trasmessi mediante posta elettronica, la maggior garanzia di tutela dei documenti (le aziende che offrono il servizio di conservazione sostitutiva, infatti, producono almeno due copie di ogni blocco documentale). Fino al marzo di quest’anno, tuttavia, non era ancora chiaro se la procedura di dematerializzazione fosse possibile anche per i DDT: ad oggi, nonostante la risoluzione 19/E del marzo 2013 con cui l’Agenzia delle Entrate dirime la questione includendo i documenti di trasporto, moltissime aziende si trovano a non avere le risorse sufficienti per procedere all’archiviazione sostitutiva di tali documenti, poiché si parlerebbe di sostenere una spesa considerevole per trattare la documentazione raccolta in dieci anni, ovvero il tempo stabilito per legge durante il quale i documenti non possono venire distrutti.

Per questioni di uso razionale dello spazio, soprattutto le PMI, conservano negli uffici amministrativi i documenti relativi all’anno fiscale in corso e a quello precedente, andando ad archiviare il pregresso, molto spesso, in ambienti sotterranei. È palese che una simile collocazione, per garantire l’integrità dei documenti, non possa essere lasciata in condizioni microclimatiche non controllate: un termoigrometro è lo strumento più affidabile per difendere dalle insidie dell’umidità documentazioni con valore legale e probatorio che l’azienda è tenuta ad esibire in caso di richiesta delle autorità competenti.

Umiflu, termoigrometro che opera senza necessità di presidio presso il PC cui è collegato grazie all’invio di email e SMS di alert, offre la possibilità di monitorare 24 ore su 24 temperatura e umidità di simili ambienti sotterranei preservandoli in particolare dai danni che l’umidità può provocare. Per l’impostazione mediante software dei parametri idonei alla conservazione della carta è possibile fare riferimento alla norma UNI 10829:1999 secondo la quale la temperatura non deve superare il range compreso tra 13 °C e 18 °C con un margine di tolleranza di ±3 °C e l’umidità relativa deve assestarsi tra il 50 e il 60%. Poiché danni irreversibili ai documenti fiscali su supporto cartaceo si manifestano con il protrarsi di condizioni miroclimatiche sfavorevoli, è possibile usufruire di una consulenza gratuita: professionisti dell’elettronica vi renderanno chiaro quanto sia semplice e accessibile impostare correttamente il termoigrometro, così da non imporre soglie troppo stringenti che potrebbero portare al lancio degli alert anche in condizioni non rischiose; il tutto senza perdere la possibilità di avere un report completo delle variazioni dell’ambiente sottoposto a controllo.

M.F. Pria

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Controllo della temperatura: come?

Controllo della temperatura:

tutelare il benessere e la sicurezza nelle piccole imprese, anche quelle dotate di magazzino.

Anche in aziende informatizzate di piccole dimensioni, il controllo della temperatura, negli uffici, come in una eventuale piccola sala server, come nei magazzini è un monitoraggio prezioso.

Tenendo conto che apparecchiature come PC, stampanti, fan coil e che la stessa presenza di personale produce variazioni della temperatura: per preservare, in qualsiasi condizione meteorologica esterna, le temperature in modo tale che non la funzionalità dell’azienda, è fondamentale il controllo della temperatura, possibilmente in modo costante.

La rilevazione della temperatura può essere monitorata mediante un termometro, termine che include svariate tipologie di prodotti per il controllo della temperatura.

  • I termometri bimetallici si basano sull’utilizzo di due strisce metalliche: al variare delle condizioni, lo strumento di controllo della temperatura provoca una differente dilatazione dei metalli. Il controllo di temperatura con tale strumento, di facile lettura solo per gli specialisti, non compre un ampio range di temperature e anche la precisione non è delle migliori.
  • Il termometro a resistenza (RTD), costituito da un filo metallico isolato si collega mediante ulteriori strumenti per determinare il controllo della temperatura. Per quanto si tratti di uno strumento preciso e stabile, esso è adatto per misure industriali con temperature che vanno da –200 °C a +1100 °C. Inoltre il prezzo elevato e l’ingombro non sono fattori da sottovalutare.
  • Il pirometro ottico base le proprie rilevazioni sulla rilevazione della radiazione elettromagnetica dei corpi: si tratta di uno strumento senza contatto e con capacità di rilevazione molto elevate. Tuttavia il costo e il fatto che sia progettato e utilizzato in ambiti industriali dove si opera a temperature elevatissime non risponde alle necessita delle piccole imprese.
  • Il termistore è adatto alla misurazione delle temperature ambientali, fornendo il risultato in gradi Celsius e decimi. Molto preciso, è tuttavia molto costoso e necessità di una ingegnerizzazione elettronica sofisticata.
  • Le termocoppie si basano anch’essi sulle variazioni dei metalli al variare delle temperature, offrendo dimensioni ridotte. Tuttavia, sensibilità e precisione non sono particolarmente performanti.

I dispositivi che permettono il controllo della temperatura devono garantire precisione e semplicità di utilizzo, oltre a dimensioni ridotte poiché entrano in un sistema e non devono disturbarne il funzionamento: una soluzione ottimale per piccole aziende (e in ogni stanza) è quella di connettere a un normale PC il sensore di temperatura USB Pen Drive Magiant Serverflu. Interfaccia software intuitiva e gratuita, rilevazioni precise, dimensioni ridotte permettono di utilizzare il sensore per un controllo della temperatura differenziato: in ogni locale è infatti sufficiente impostare le soglie di allarme che monitorano i dati ambientali costantemente. Inoltre, dove necessario, ad esempio sala server o magazzini di stoccaggio di materiali sensibili alle temperature, prezioso risulta l’allarme che il dispositivo lancia via email e SMS.

Serverflu: una soluzione economica per il controllo della temperatura particolarmente flessibile e efficace per le piccole imprese. E una consulenza gratuita è a portata di mano.