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Server monitor: l’umidità

Server monitor:

a pieno titolo nelle strategie di server monitor vi sono la misurazione e il controllo dell’umidità delle infrastrutture IT

Una delle principali necessità del server monitor è il mantenimento della corretta umidità relativa per gli apparati informatici, soprattutto all’interno delle server room; il metodo ottimale consiste nel posizionare uno o più igrometri – o meglio ancora, uno o più termoigrometri – in grado di rilevare il mantenimento dei range, per i quali si può fare riferimento alle linee guida emanate negli Stati Uniti per server room e data center. Sulla base di queste indicazioni, il server monitor deve mantenere sotto controllo, in tempo reale, costantemente e con possibilità di inviare allarmi al personale addetto alla manutenzione IT mediante email o SMS, una temperatura tra i 17 e 22°C e una umidità relativa compresa tra il 40 e il 55%. Altrettanto importante è che la sensoristica installata per ottenere, nell’ambito del server monitor, un controllo di umidità (e temperatura) efficiente è che le apparecchiature scelte non intacchino la funzionalità delle infrastrutture informatiche presenti. Una delle scelte migliori è scegliere un dispositivo come Umiflu di Magiant in grado di rilevare l’umidità relativa ambientale una volta inserito nell’ingresso USB di un PC interno alla server farm. La semplicità di parametrizzazione del software e l’interfaccia user friendly del programma permettono di impostare range più o meno stringenti in base alle necessità dello specifico server monitor richiesto dall’utilizzatore.

Nel server monitor per il controllo umidità, inoltre, ci sono due importanti best practice atte a minimizzare i fattori che possono portare al superamento delle soglie ottimali di UR:

  • ridurre con opportuni sistemi isolanti le infiltrazioni esterne così da eliminare gli influssi del clima esterno;
  • tenere presente che l’ambiente ottimale deve tener conto non solo dell’UR, ma anche della temperatura.

Su quest’ultimo punto non si dimentichi che Umiflu è un termoigrometro: server monitor garantita da un solo dispositivo low power, privo di batteria e che non necessità manutenzione. Naturalmente Magiant è a disposizione per una consulenza gratuita iniziale.

M.F. Pria

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Sensore di temperatura e umidità di Magiant: qualità riconosciuta

 Sensore di temperatura e umidità di Magiant:

il valore dell’elettronica e dell’ampio potenziale di applicazioni dei sensori Magiant ha destato un riconoscimento importante, ma non c’è solo questo da festeggiare…

“La versatilità del sensore di temperatura” ecco come lo storico portale on line www.ilb2b.it, da qualche tempo ribattezzato, con ottimi tempismi e strategia, http://tech-plus.it/, definisce Serverflu. E oltre ad accogliere con soddisfazione un riconoscimento simile, non ci si può esimere dall’offrire su queste pagine le ragioni per cui la versatilità è uno dei punti di forza del sensore di temperatura Serverflu e della sua variante, il sensore di temperatura e umidità Umiflu.

Come è possibile leggere su elettronica-plus  gran parte del valore di questi dispositivi deriva da:

  • il design per drive USB che, grazie al monitoraggio costante delle variabili ambientali, permette di agire in tempi ridotti sulle fluttuazioni di temperatura e umidità che possono recare danni considerevoli;
  • l’ampia compatibilità con svariati sistemi operativi, inclusi Linux e ogni versione di Windows Server, oltre alla possibilità di avere il supporto per utilizzare il sensore di temperatura e umidità in ambiente LabVIEW;
  • il monitoraggio costante anche in condizioni di mancato presidio del PC e l’immediata comunicazione mediante email o SMS del superamento delle soglie stabilite mediante il software incluso nella fornitura;
  • le caratteristiche tecniche che garantiscono il funzionamento tra –20 °C e + 70 °C;
  • il plus di essere prodotti low power;
  • la mancanza di batteria e, di conseguenza, il fatto che non necessitino di manutenzione.

A tutto questo si aggiunge l’uso reale che gli utilizzatori hanno fatto e fanno di Serverflu: il sensore di temperatura è nato, infatti, come alleato per la sicurezza delle server room e dei PC server, dove permette la disaster prevention, e nella maggior parte dei casi viene percepito così. Anche un piccolo sondaggio, tra utilizzatori e no, ci ha permesso di confermare che il core business del sensore è nella protezione delle apparecchiature.

Ma scorrete le pagine di questo blog è scoprirete quanto possano moltiplicarsi le applicazioni del sensore di temperatura e umidità: senza che il processore, da solo fonte di calore, si trovi all’interno di un ambiente sottoposto a monitoraggio microclimatico, si rendono possibili applicazioni che vanno dal controllo della temperatura in musei, locali storici e archivi ad applicazioni in bovinocoltura, nonché nei depositi farmaceutici e alimentari e nel campo della domotica dove monitorare il microclima degli ambienti lavorativi e privati permette di mantenere condizioni di comfort garantendo il benessere per chi trascorre molte ore in ambienti antropizzati.

In chiusura… ricordate che Magiant non festeggia solo un ulteriore riconoscimento delle proprie qualità nella progettazione di sistemi elettronici e sistemi a microcontrollore, ma anche i 100 iscritti all’interessante gruppo “Temperatura” di LinkedIn: cosa aspettate a entrare a farne parte? C’è uno sconto speciale sui sensori che vi aspetta…
M.F. Pria

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Monitoraggio di temperatura e umidità: strutture operatorie veterinarie

Monitoraggio di temperatura e umidità:

grazie a dettagliate linee guida è possibile progettare o migliorare la propria struttura veterinaria usufruendo dei vantaggi dati dal controllo del microclima

ISVRA (Italian Society of Vetrinary Regional Anaesteshia) ha messo a disposizione delle importanti informazioni riguardo ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi in ambito veterinario che sottolineano, in particolare, l’importanza, tra l’altro, del monitoraggio di temperatura e umidità nei tre ambienti in cui avviene l’intero ciclo operatorio, ovvero la zona di preparazione, la sala operatoria in senso stretto, dove la zona deve essere il più controllata e sterile possibile, e l’area di risveglio. ISVRA sottolinea inoltre l’importanza di avere le aree per la diagnostica e la chirurgia meno invasiva siano il più attigue possibile al blocco operatorio tripartito di cui sopra.

Se i requisiti essenziali della zone di preparazione di quella di risveglio sono, entro certo parametri, meno stringenti, lo stesso non si può dire della sala operatoria. Da una parte vi sono le apparecchiature indispensabili, ovvero:

  • flussometri ed evaporatori per il caricamento degli anestetici e il controllo dell’apparecchio per l’anestesia medesima;
  • sistema di ventilazione manuale (tuttavia sconsigliato come si vedrà a breve);
  • materiale medicale per la rilevazione dei parametri vitali.

Dall’altro lato vi sono le necessità di monitoraggio di temperatura e umidità, poiché la sala operatoria deve essere in grado di mantenere una temperatura compresa tra i 20e i 25 °C e un’umidità del 65% con tolleranza del ±2%, ovvero un microclima ottimale perché l’animale non soffra a livello di parametri vitali – comunque costantemente controllati. Lo stress che un impianto di ventilazione manuale, guastandosi, può provocare agirebbe infatti su un organismo di per sé sottoposto a forzature, necessarie ma potenzialmente pericolose. Senza sottovalutare che un medico veterinario, durante le operazioni, può non percepire mutamenti di temperatura e umidità e certo non può interrompersi dal proprio operato per andare a controllare un termoigrometro da parete.

Una soluzione di impatto economico del tutto ragionevole è quella di attuare il monitoraggio di temperatura e umidità mediante Serverflu: il controllo è costante e, mediante prolunga, è possibile posizionare il PC cui il sensore si collega all’esterno, minimizzando i pericoli di contaminazione e permettendo al personale che si trova all’esterno della sala operatoria di controllare in tempo reale le condizioni all’interno. A quel punto solo in caso di variazioni stressanti, il sistema Umiflu di monitoraggio di temperatura e umidità – correttamente impostato – segnalerà la criticità delle condizioni permettendo un intervento tempestivo. Senza tralasciare che in caso di PC non presidiato si possono ricevere alert via email o SMS personalizzando gli indirizzi e i numeri telefonici.

M.F. Pria

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Il sensore di temperatura: la salute per tutti

Il sensore di temperatura:

con una soluzione elettronica come quella proposta da Magiant, chiunque può controllare i parametri ambientali di un ambiente chiuso

Tanto quanto il sensore di temperatura Serverflu può agevolmente e facilmente venire utilizzato in piccoli uffici, altrettanto questa piccola, pratica ed efficiente pen drive con ingresso USB dimostra in molteplici campi la propria versatilità. Proprio ieri Corriere.it ricordava le insidie che possono nascondersi dietro ad un cattivo utilizzo dell’aria condizionata: stravolgere il microclima degli ambienti chiusi oltre una soglia di 4 o 5 °C rispetto alla temperatura esterna può intaccare seriamente la salute. L’articolo consiglia alcune pratiche per ridurre i rischi dovuti a condizioni di areazione forzata stressanti, che in questa stagione coinvolgono davvero tutti.

Grazie al sensore di temperatura e umidità Umiflu è possibile controllare i due parametri sia negli uffici che nelle abitazioni private, evitando un abuso e una forzatura eccessiva delle condizioni ambientali. Eppure utilizzando Umiflu come segnalatore di superamento delle soglie di comfort incluse tra i 22 e i 25 °C con umidità relativa del 65% anche negli esercizi commerciali si riducono notevolmente i rischi per la salute: maggiore è il numero di sbalzi termici, maggiore è la possibilità di ripercussioni fisiche, in particolare per bambini, anziani e soggetti affetti da malattie croniche. È quello che succede quando si entra in un esercizio commerciale in questo periodo: uno stress caldo/freddo che può toccare differenze superiori ai 15 °C. Ma oggi quale negozio non è dotato di un PC cui poter agevolmente connettere Umiflu impostando soglie corrette per il benessere degli esercenti quanto dei visitatori? Il sensore di temperatura e umidità rientra a pieno titolo tra le soluzioni tecnologiche che possono essere adottate per mettere in pratica il principio cardine della domotica, ovvero migliorare la qualità della vita negli ambienti chiusi. Senza pretese di essere il solo elemento necessario per la realizzazione di un sistema domotico completo, il sensore di temperatura e umidità risponde a tutte le peculiarità richieste alle tecnologie finalizzate alla realizzazione di ambienti intelligenti.

  • Il dispositivo è di semplice utilizzo grazie al software user friendly fornito gratuitamente, infatti, può agevolmente essere utilizzato da un’utenza ampia e non professionale;
  • è sicuro poiché il suo utilizzo non può provocare danni all’utilizzatore;
  • garantisce continuità di funzionamento grazie al fatto che non è alimentato a batteria e quindi non necessita di manutenzione (e poiché lavora in sinergia con un PC, in quanto sensore di temperatura e umidità ambientale, riduce sensibilmente anche la possibilità che il processore subisca un guasto, dal momento che le condizioni di comfort per gli esseri umani rispondono anche a quelle di un singolo PC);
  • il sensore di temperatura e umidità è affidabile dal momento che è in grado di segnalare in tempo reale e anche in caso di PC non presidiato il superamento delle soglie;
  • ha un costo accessibile, del tutto concorrenziale per i vantaggi che offre.

Inoltre, come è proprio delle tecnologie per la domotica, il sensore di temperatura e umidità ha come corollario un vantaggio da non sottovalutare, ovvero il risparmio energetico: moderare il sistema di condizionamento non può che portare ad una diminuzione dei consumi.

M.F. Pria

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Controllo della temperatura: industria chimica

Controllo della temperatura:

nel panorama dell’industria di processo, i laboratori del settore chimico necessitano di un monitoraggio delle variabili ambientali costante e preciso.

Quanto costa ad un’industria chimica – in termini di manutenzione, interruzione del lavoro, degenerazione dei composti, danni agli operatori – un guasto dovuto al mancato rilevamento in tempo utile di variazioni di temperatura e umidità all’interno dei laboratori di ricerca? Molto. La prevenzione, al contrario, può richiedere un investimento del tutto ragionevole se la chiamiamo Serverflu. Frutto dell’esperienza di Magiant nel settore dell’elettronica industriale, il dispositivo permette il controllo della temperatura con precisione e costanza: installando il software fornito gratuitamente, è possibile impostare per ogni ambiente i parametri microclimatici che garantiscano la tutela delle lavorazione, delle analisi e dei tecnici di laboratorio.

Naturalmente è noto a tutti che nel suo complesso, l’industria chimica, per i processi di lavorazione e trasformazione, necessita di una gamma di strumentazione che possano sopportare fortissimi stress ambientali e elevatissime temperature e che siano in materiali compatibili con le sostanze con le quali deve venire a contatto nell’impianto. Di conseguenza, Serverflu si propone nel settore per il controllo di temperatura e umidità all’interno dei laboratori, dove sono parimenti necessarie prestazioni elevate per gli strumenti che possano tutelare le sperimentazioni e la ricerca e allo stesso tempo non compromettano la salute degli operatori. Ancora una volta i prodotti di Magiant mostrano il loro duplice valore: tutela del prodotto – nella più vasta estensione del termine – e tutela del lavoratore.

Nel primo caso, Serverflu opera efficacemente nei moderni laboratori: poiché lavorazioni delicate quali l’ottenimento di soluzioni, sospensioni, dispersioni sono soggette a condizione microclimatiche particolari che possono portare al surriscaldamento o all’eccessivo raffreddamento dell’ambiente circostante. E come più volte sottolineato il benessere del processo non deve impedire la tutela degli operatori: installando Serverflu, o la versione termoigrometrica Umiflu, è possibile ridurre i rischi climatici per i lavoratori, connessi appunto al controllo della temperatura e dell’umidità, oltre che dell’impianto della ventilazione. Con Umiflu il controllo della temperatura e dell’UR sono garantiti dalle soglie impostate mediante software e il sensore rileva costantemente i dati una volta connesso mediante ingresso USB a un PC: inserendo i parametri in modo stringente, temperatura inclusa tra i 18 e i 20 °C e UR pari al 50% con una tolleranza del ±5%, è possibile lavorare su reazioni che, in caso di variazioni dei parametri, possono portare al rischio di fallimento dell’analisi, ma soprattutto a rischi per il benessere degli operatori.

La ricerca non va fermata, ma il progresso ci permette di non dover ripetere episodi di grandi scoperte e grandi perdite, come avvenne a Marie Curie. Le dobbiamo molto, il suo lavoro le deve la vita.

M.F. Pria

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Sensori di temperatura e umidità negli archivi storici cartacei

 Sensori di temperatura e umidità:

benché la tendenza sia quella di riversare il maggior numero di dati su supporto digitale, l’Italia è ancora uno scrigno di archivi cartacei che rischiano di scomparire per la mancanza di stabilità del microclima

Al pari di quanto avviene per la tutela dei beni culturali in senso generale, gli archivi storici cartacei sono manufatti di grande valore, in particolare per gli studiosi di determinante aree scientifiche. Eppure, ancora oggi, nonostante le tecnologie sempre più avanzate non di rado si entra in archivi storici, anche di una certa levatura, dove i documenti sono conservati in fatiscenti faldoni e in semplici magazzini o scantinati dove non vi sono sensori di temperatura o di umidità, nonostante, soprattutto nei magazzini sotterranei, entrambe le variabili siano tra le prime cause di deterioramento dei manoscritti. Anche in questo frangente è la norma UNI 10829:1999 a stabilire il microclima ottimale per la conservazione di documenti d’archivio: la temperatura non deve superare il range compreso tra 13 °C e 18 °C con un margine di tolleranza di ±3 °C e l’umidità relativa deve assestarsi tra il 50 e il 60%; è palese che sensori di temperatura e umidità siano fondamentali per garantire la corretta conservazione dei documenti. Per la conservazione di beni archivistici, inoltre, occorre fare riferimento al D.Lgs. 42/2004 relativo a documenti dichiarati di interesse storico, quindi sottoposti alla medesima tutela dei beni culturali, cui sono assimilati. Il decreto legislativo impone al responsabile dell’archivio la tutela, la buona conservazione, la sicurezza. Uno dei principali accorgimenti riguarda la scelta di locali in cui il rischio di allagamento sia il minore possibile, dal momento che un tale evento corromperebbe in modo irreversibile l’integrità dei documenti. In tali locali è poi opportuno prestare massima attenzione agli apparati e agli impianti in grado di ridurre al minimo l’incidenza dei fattori di degrado o danno. È naturale che molti archivi italiani di valore storico rispettino con attenzione le direttive descritte, ma altrettanto ovvio è che altre strutture necessiterebbero di una ristrutturazione. Il problema maggiore? I costi. Un archivio storico è un ente particolare, senza scopo di lucro e che vive grazie ai fondi stanziati per la tutela dei beni culturali. In questo momento più che mai la riprogettazione dei locali di archivio può apparire a molti un costo eccessivo e ammortizzabile in tempi inaccettabili. Eppure, dal momento che una delle direttive imposte dal decreto riguarda i parametri igrotermici, ovvero le variabili che maggiormente corrompono carta e inchiostro, si può pensare di partire da un investimento obiettivamente ridotto: un processore dedicato per la sala di archiviazione e sensori di temperatura e umidità. Magiant Umiflu può essere configurato per controllare anche da remoto variazioni dell’umidità o della temperatura: un email o un SMS, oltre ad un pop up sul computer cui la pen drive è collegata, raggiungono in tempo reale i responsabili della tutela dell’archivio, poiché cambiamenti bruschi nel microclima danneggiano le fibre della carta o della pergamena e nel contempo favoriscono l’insorgere di muffa. PC e sensori di temperatura e umidità: certo non sono sufficienti a rendere un archivio del tutto corrispondente alla normativa, ma, con un minimo impatto economico, aumentano le possibilità di minimizzare i rischi e tutelare una delle più ricche fonti del nostro patrimonio culturale.

M.F. Pria

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Controllo di temperatura: musei e edifici storici

Controllo di temperatura:

l’evoluzione continua della tecnologia non ruba fascino al passato bensì lo tutela e preserva

Entrare in un museo può essere, anzi forse dovrebbe essere, straniante, si percepisce appena un microclima non idoneo al confort umano perché quello che abbiamo davanti agli occhi è sufficiente a renderci insensibili a tutto il resto. In effetti, a parte forse uno sguardo fugace alle onnipresenti telecamere a circuito chiuso, non ci si rende conto di quale struttura tecnologica mantenga in vita i manufatti di un passato spesso per nulla recente. L’arte ci ha portati sempre più al connubio tra l’antico e il contemporaneo ed è per questa ragione che il controllo di temperatura e umidità delle sale museali come dei luoghi storici e dei locali adibiti a esposizioni temporanee sono condizioni necessarie ad evitare il deterioramento dei beni culturali.

A livello tecnologico si parla di sistemi complessi, il cui punto di partenza risiede in un impianto di condizionamento dell’aria, possibilmente regolabile in ogni area e che renda possibile agevolmente la propria riparametrizzazione al variare delle condizioni atmosferiche, tenendo conto che le opere d’arte maltollerano i bruschi mutamenti microclimatici adattandosi piuttosto a cambiamenti più prolungati nel tempo. Il protrarsi di un microclima non ideale ma tollerabile è tuttavia indice di impossibilità di monitorare efficacemente i parametri: il controllo di temperatura e umidità, se effettuato senza interruzioni e in grado di operare da remoto con messaggi di alert che avvertano il responsabile del malfunzionamento, permette un intervento in tempi estremamente ridotti limitando i danni da sbalzi microclimatici. Si deduce la necessità di impostare i parametri dei sensori di temperatura e umidità con accuratezza: se in altri contesti il range ha un discreto margine, in questo caso l’allarme deve partire immantinente, la tolleranza alla variazione, infatti, è quasi inesistente.

Se come premesso l’impianto di condizionamento dell’aria è regolabile distintamente per ogni sala o, nel caso di edifici di valore storico, per ogni ambiente, una valida soluzione è affidare il controllo di temperatura e umidità al termoigrometro Magiant Umiflu, versione che integra al controllo di temperatura attuabile con Serverflu, il controllo igrometrico. Ottimale sarebbe un progetto in cui ogni ambiente venga considerato come del tutto estraneo agli altri, dotato di un PC di controllo cui inserire la pen drive Umiflu. Da non sottovalutare la possibilità, soprattutto negli edifici storici – dato che nei musei le sonde sono il più delle volte ‘a vista’ – di utilizzare la prolunga facendola passare per una canalina: rimarrebbe appena visibile la pen drive di dimensioni estremamente ridotte (6×2,2×1 cm).

Come anticipato, per il controllo di temperatura e umidità in tali contesti è fondamentale parametrizzare il sensore in modo estremente rigido, grazie al software gratuitamente fornito da Magiant. La norma di riferimento al riguardo è la UNI 10829:1999 che fornisce le condizioni microclimatiche ideali suddivise per tipologia di bene culturale (tabella 1).

Tipo di manufatto

Temperatura

Umidità relativa

Dipinti su tela

19-24°C

40-55%

Mobili, sculture e dipinti su legno

19-24°C

50-60%

Mosaici, rocce, pietre

15-25°C

20-60%

Metalli, armature, argenti

Non rilevante

<50%

Tabella 1: rielaborazione sintetica delle più ampie indicazioni fornite dalla norma UNI 10829:1999

M. F. Pria

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Controllo di temperatura in bovinicoltura

Controllo di temperatura in bovinicoltura:

le garanzie del monitoraggio del microclima negli allevamenti bovini, benessere delle mandrie e salubrità del prodotto finito

Dal secolo scorso l’allevamento intensivo dei bovini da carne, grazie a costanti migliorie nella progettazione e realizzazione dell’allevamento, ha permesso un notevole incremento della produzione di latte e un aumento del peso degli animali, con una migliore resa in carne alla macellazione. La necessità di monitorare vari parametri ambientali, quindi di attuare anche un controllo costante della temperatura, è divenuto sempre più cogente proprio con l’allevamento intensivo, poiché esso prevede la stabulazione, fissa o libera. Quest’ultima, diffusa negli allevamenti medio-grandi, prevede che gli animali si muovano liberamente in una stalla divisa in tre zone, quella di alimentazione, quella di movimento (situata di norma all’aperto) e quella di riposo.

Con lo sviluppo di una sempre maggiore sensibilità nei confronti del benessere animale e della sanità delle produzioni, ci si orienta sempre più verso soluzioni costruttive a basso costo, in cui la tecnologia entra sempre più in cooperazione con materiali naturali: la progettazione di una stalla, infatti, è ottimale quando prevede l’impiego del legno come materiale prevalente, un’adeguata ventilazione e dispositivi di termoregolazione per mantenere costante il controllo di temperatura, al fine di garantirne l’optimum sia in inverno che in estate. Si parla di temperatura ottimale quando i locali si assestano sui 12 °C (con tolleranza di ±6 °C) per le vacche in lattazione e sui 15 °C (con tolleranza di ±5 °C) per vitelloni e manzi.
Particolarmente importante è poi il controllo di temperature nelle fase di cura neonatale e in quella cosiddetta colostrale: il vitello neonato, infatti, necessita di una ampia lettiera riparata dalle correnti d’aria e con una temperatura costante compresa tra i 20 e i 22 °C.

La temperatura è quindi un parametro fondamentale per garantire il microclima ottimale per il benessere animale nel ricovero: il controllo di temperatura deve permettere, anche in assenza di personale, di segnalarne aumenti o diminuzioni. Parimenti importante, oltre al controllo di temperatura, è quello dell’umidità relativa dell’ambiente, la quale deve avere come valore ottimale un valore incluso tra il 60 e l’80% (la soglia minima invalicabile si assesta tra il 40 e il 45%).

Naturalmente temperatura e umidità vengono garantiti da apposite strumentazioni che tuttavia necessitano di un monitoraggio 24/24: Magiant Serverflu permette di impostare allarmi che raggiungo il personale a distanza mediante email o SMS, così che al variare delle soglie – facilmente impostabili mediante il software gratuito fornito da Magiant – gli interventi sull’impianto di termoregolazione possano avvenire il prima possibile, riducendo, se non annullando, l’impatto negativo della variazione. Serverflu è un dispositivo economico e dai bassi consumi che necessita soltanto di un PC al quale collegarlo: il processore può essere inserito direttamente in stalla o lasciato in una stanza attigua sfruttando i 5 metri di prolunga che l’azienda propone per permettere una rilevazione in cui il calore del processore non influenzi la rilevazione. Con i medesimi requisiti, ma non solo destinato al controllo di temperatura, Magiant propone anche Umiflu, che integra controllo di temperatura e di umidità: in un unico prodotto due soluzioni economiche, efficienti e precise.

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Il termoigrometro nelle serre agricole

Il termoigrometro:

se il controllo dei parametri ambientali garantisce la tutela dell’integrità dei cibi durante la lavorazione e nei depositi di stoccaggio alimentare, parimenti il monitoraggio di temperatura e umidità mediante termoigrometro nelle serre agricole garantisce il ‘benessere’ del prodotto all’origine.

Il settore dell’agricoltura protetta, ovvero quello delle serre in vetro o in plastica allo stato attuale deve rispondere in modo sempre più efficace alla richiesta di garanzie di “food safety”, possibilmente nel rispetto di un piano economico ragionevole per l’implementazione di un sistema di monitoraggio mediante termoigrometro. La progettazione e attuazione di un sistema di controllo  e rilevazione mediante termoigrometro Magiant Umiflu della temperatura e dell’UR, oltre a portare vantaggi in termini di aumento dell’efficienza energetica delle serre prevenendo inutili e prolungate dispersioni, permette di regolare i set point in corrispondenza delle soglie e dei valori di umidità relativa necessari. Al variare di uno e di entrambi i parametri, infatti, il termoigrometro, facilmente configurabile mediante un interfaccia software che Magiant fornisce gratuitamente, segnala la problematica anche in assenza di personale a presidio del PC cui è collegato, poiché invia un alert in formato email e SMS.
Umiflu permette di monitorare la temperatura nelle serre calde, provviste di impianti di riscaldamento, rilevando l’abbassamento della temperatura, che non deve essere inferiore a 20 °C. Nelle serre temperare, le soglie da rispettare sono comprese tra 10 e 20°C. Le serre fredde, infine, devono mantenere una temperatura maggiore si quella esterna di almeno 2-3 °C e fino a 10-15 °C.
La progettazione e attuazione di un sistema basato sul termoigrometro Umiflu, quindi, garantisce il monitoraggio di ogni variazione oltre soglia della temperatura (sia un calore eccessivo che un calore troppo basso danneggiano e riducono la qualità delle coltivazioni) e contemporaneamente controlla  che l’UR non superi i parametri impostati. Benché le serre siano, anche senza strumentazione, percepibili come ambienti con un UR più elevata del normale, infatti, l’eccessivo aumentare della percentuale di umidità relativa riduce l’efficienza del sistema in termini sia di dispendio energetico, sia di qualità delle coltivazioni.
Un termoigrometro Umiflu, che può controllare temperatura e umidità delle serre agricole semplicemente mediante collegamento a un PC, si rivela un elemento prezioso di monitoraggio anche a distanza che riduce al minimo lo stress che le coltivazioni subiscono in particolare per repentini passaggi caldo-freddo.

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Controllo della temperatura nell’industria agroalimentare

Controllo della temperatura nell’industria agroalimentare:

una garanzia che parte dagli stabilimenti di lavorazione agroalimentare e giunge al magazzino di stoccaggio.

Altrove in questo blog si è detto della preservazione dei cibi nei magazzini di stoccaggio alimentari, ma è lapalissiano che tali cibi debbano giungere nel magazzino in condizioni non corrotte. Con l’acronimo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) si indica un metodo valido per la predisposizione delle misure preventive necessarie a garantire la sicurezza delle produzioni agroalimentari, identificandone i pericoli e le criticità potenziali, così da operare per evitarli preventivamente, eliminarli o ridurli al minimo. Come la disaster prevention è ampiamente preferibile al disaster recovery, così piuttosto che eliminare o ridurre i fattori critici è, sia dal punto di vista economico che da quello della tutela della salubrità degli alimenti, preferibile prevenire il danno. Premessa la necessità di operare igienicamente e controllare e istruire gli operatori, tra i fattori ritenuti critici per la destabilizzazione dei prodotti agroalimentari nella fase di lavorazione e trasformazione vi sono la temperatura e l’umidità.
Il monitoraggio costante di questi parametri permette di prevenire uno o più processi di alterazione. Il controllo della temperatura, necessariamente 24/24 e agevolmente effettuabile con il sensore di temperatura in formato pen drive Magiant Serverflu, è basilare per la prevenzione del proliferare degli agenti patogeni. Ogni patogeno ha soglie di proliferazione differente, così che un monitoraggio della temperatura efficace può prevedere un sistema di diversi dispositivi Serverflu così che l’impostazione delle soglie sia differenziata e pop up, email e SMS di alert siano a loro volta in grado di dare informazioni puntuali sull’area dove viene rilevata la criticità. I tempi di intervento, anche a stabilimento chiuso, si riducono notevolmente. Importante è anche il monitoraggio durante quelle fasi della lavorazione che prevedono esposizione a determinate temperature: il tempo deve essere in questo caso ridotto al minimo.
Come anticipato un altro elemento critico nelle lavorazioni alimentari, che quindi necessità un monitoraggio costante, è l’umidità. Ad esempio, nella maggior parte degli alimenti freschi, ricchi di acqua libera, il valore massimo è dello 0,65: esso garantisce un ambiente inadatto allo sviluppo di germi patogeni e microrganismi dannosi.
Se ne deduce che produrre, preparare, confezionare prodotti agroalimentari non richiede solo un controllo della temperatura, ma anche quello dell’umidità. Con le stesse caratteristiche – dall’impostazione delle soglie, agli alert da remoto, alla dimensione ridotta, al consumo energetico minimo – Magiant propone Umiflu, un’unica pen drive che garantisce il controllo della temperatura e quello dell’umidità.
Si tratta di un’ulteriore opportunità di creare un sistema preventivo nei confronti delle criticità delle lavorazioni agroalimentari: a disposizione dell’utente, Magiant mette anche a disposizione una consulenza gratuita via email, grazie alla quale è possibile valutare la fattibilità del sistema di controllo.