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Temperatura pc: quando un grado di troppo può fare la differenza

Temperatura pc: un bene da salvaguardare

l pc rappresentano per ciascuno di noi una miniera d’oro. Lo sanno bene i liberi professionisti che racchiudono in esso banche dati e documenti di inimmaginabile valore.

In questo scenario, la presenza di minacce che possono mandare in fumo il lavoro di una vita in poche frazioni di secondo, può davvero giustificare una serie di preoccupazioni. E a buon diritto.

Una di tali minacce è rappresentata dalla temperatura pc. Il sistema di raffreddamento del computer è, difatti, fondamentale per la vita dello stesso. Senza di esso i componenti elettronici del computer/server non sarebbero in grado di funzionare.

Per tenere al sicuro i nostri dati, l’unica possibilità è quella di contenere la temperatura pc al di sotto di una determinata soglia: anche un solo grado in più può fare la differenza. Ed ecco a volte qualcosa non andare per il verso giusto: il surriscaldamento ha la meglio sui nostri pc e server.

Ed è lì che iniziano i problemi.

Perché un computer surriscaldato è pericoloso

La maggior parte dei computer sono dotati di sistemi di raffreddamento adeguati, ma ciò nonostante – per le ragioni che ci accingiamo ad addurre – trovare degli accorgimenti da adottare per garantire che il calore non rappresenti un problema, risulta la scelta più logica ed intuitiva da fare.

Ma cosa accade esattamente ai nostri dispositivi e server in occasione di un aumento della temperatura pc? Se vogliamo mettere a nudo, in maniera forse impietosa, il reale quadro degli eventi che si possono verificare in presenza di una temperatura pc che superi la soglia tecnica consigliabile, non possiamo sottacere il pericolo di distruzione delle componenti hardware all’interno del computer, con annessa perdita di tutti i dati allocati sul server.

Inoltre, il calore potrà deteriorare la scheda madre, la CPU del computer, con tutte le immaginabili perdite che inesorabilmente ne conseguono.

Tenerlo pulito è un bene, ma non basta

A titolo di mera prevenzione, la prima cosa che possiamo fare per evitare che la temperatura pc diventi letale, è senza dubbio alcuno quella di fare in modo che l’interno di esso sia mantenuto pulito.

Preservarlo dall’attacco di polveri è il minimo che possiamo fare a questo punto. Perché la polvere, per quanto non possa credersi, rappresenta un alto fattore di rischio: la sua presenza non fa che alimentare la temperatura pc favorendone il surriscaldamento riducendo il funzionamento dei sistemi di raffreddamento.

In verità ciò non dovrebbe accadere, perché chi progetta un pc ha solitamente un’idea ben precisa di quanto calore andrà ad essere prodotto dal dispositivo, e per farlo dovrà mettere in conto una serie di fattori, quali: le temperature esterne, a volte eccessive, la possibile presenza di fattori surriscaldanti, e, da ultimo -ma non certo in ordine di rilievo- l’accumulo di polvere che andrà inevitabilmente a gravare sulle componenti interne del pc e sui sistemi di raffreddamento, che, per quanto sigillate e protette possano essere, non saranno mai immuni dall’attacco degli acari.

Qual’è la giusta temperatura che deve raggiungere il nostro computer?

Bella domanda, molto tecnica e precisa. Ma la risposta, purtroppo, non lo è altrettanto. A causa infatti della presenza di diversi tipi di marche e modelli sul mercato , un’ideale temperatura pc non esiste, o quanto meno, non può essere quantificata in maniera univoca, variando essa da un dispositivo all’altro.

La temperatura pc di sicurezza poi, deve tenere conto di altre variabili quali il tipo di processore, la RAM, e da altri fattori che rendono impossibile dare una risposta aderente a tutte le fattispecie di CPU. Come comprendiamo, non è semplice quantificare la giusta, ideale temperatura pc, e questo induce alcuni a pianificare un’assurda azione strategica al ribasso: in alcuni casi, il sistema di raffreddamento di un computer commerciale viene sovradimensionato, e le sue ventole arrivano a raggiungere velocità ben maggiori rispetto a quelle necessarie  a mantenere il sistema in perfetto equilibrio termico.

L’effetto? Il nostro pc emetterà un rumore analogo a quello di un aspirapolvere, mentre dentro si arriverà a raggiungere una temperatura pc più bassa del dovuto. Come si intuisce, utilizzare tali accorgimenti, non aiuta però a risolvere il problema, perché tale fenomeno tenderà a riproporsi più volte, per quanto si tenti di evitarlo.

L’unica difesa allora è il monitoraggio: la verifica, il controllo della temperatura che di volta in volta il pc va a raggiungere. Come? Prova ad utilizzare il ServerfluSensore Temperatura USB Pen Drive della Magiant, il migliore strumento che  tu possa trovare sul mercato per proteggere il server e i dati: ti consentirà di monitore continuamente la temperatura pc, e, più precisamente, del locale in cui il server è installato, prevenendo il tal modo qualsiasi minaccia incombente su di esso.

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Sensori di temperatura e cold chain: un approfondimento

Sensori di temperatura e cold chain:

di quanto i sensori di temperatura Serverflu possano essere performante e preciso nei punti focali della catena del freddo si è detto molto, qui ci si addentra con maggiore attenzione nella materia

Nell’articolo di apertura di oggi si è usato volontariamente un termine forte – sensori di temperatura per una cold chain ‘salva vita’ – perché in determinate situazioni, purtroppo, un errore, umano o meccanico, rischia di impedire, appunto, la salvezza umana: ospedali (soprattutto quelli privi di celle di stoccaggio), aziende farmaceutiche, laboratori devono poter avere le massime garanzie di monitoraggio mediante sensori di temperatura efficaci quando la catena del freddo è destinata al trasporto di organi, tessuti, sangue, vaccini. L’elettronica dei sensori di temperatura di Magiant risponde ottimamente anche a queste esigenze, dovunque sia possibile avere a disposizione un processore, magari utilizzandone la tecnologia anche grazie ai PC portatili se le condizioni dei mezzi di trasporto lo consentono; è il caso ad esempio del trasporto di organi, effettuato in adeguati e testati contenitori isolanti e refrigerati, dove tuttavia la temperatura esterna potrebbe – fortunatamente in rare occasioni – influire sulla tenuta del contenitore, qualora, ad esempio, esso fosse danneggiato e permettessa anche una minima infiltrazione di aria esterna. Allo stato dell’arte, la soluzione che minimizza e potenzialmente elimina danni in ogni punto della catena è quella che combina sensori di temperatura USB, come Serverflu, per gli ambienti chiusi e sensori di temperatura wireless durante il trasporto.

Si tratta di due tipologie di sensori di temperatura dall’elettronica avanzata che, pur su basi differenti, devono tassativamente garantire un monitoraggio sinergico che dia le necessarie garanzie grazie ad una serie di caratteristiche proprie degli strumenti. Inoltre, e si tratta di un’impellenza sentita a livello mondiale, i magazzini di stoccaggio di vaccini, materiali biomedicali, sangue e tessuti sono ancora una volta il punto di partenza per avviare una catena del freddo nel modo più sicuro, corretto ed efficace: i luoghi dove è possibile installare sensori di temperatura in grado di segnalare con estrema precisione le variazioni di temperatura, infatti, sono il punto cardine che permette di avere la certezza che, alla partenza, le sostanze si trovino in condizioni ‘perfette’. Eppure, benché il mercato offra svariate tipologie di sensori, non tutti rispondono alle necessità stringenti dei settori chimici, farmaceutici, ospedalieri.
Perché?
Perché non tutto quello che il mercato offre può garantire sensori di temperatura con le seguenti caratteristiche:

  • assenza di batterie, il che elimina il problema di averne sempre a disposizione;
  • elettronica basata su ingresso USB, con possibilità di prolunga che, e in questo caso è consigliabile che il PC su cui Serverflu lavora sia un portatile, permette l’attività del sensore anche in caso di black out o ritardi nell’attivazione del sistema UPS; segnalazione immediatamente dellele criticità;
  • garanzia di monitoraggio continuo, 24 ore su 24;
  • eliminazione del presidio umano costante grazie agli alert che segnalano il raggiungimento delle soglie critiche non solo sul monitor dell’hardware sul quale Serverflu lavora, ma anche mediante l’invio di email ed SMS a indirizzi e numeri telefonici selezionati così da ridurre al minimo il permanere di condizioni critiche; a questo proposito è consigliabile impostare le soglie in modo stringente, persino più limitante rispetto a quello ottimale poiché si abbassano ulteriormente i rischi che un prolungano aumento della temperatura deteriori i materiali poiché l’allarme raggiunge ‘anticipatamente’ il manutentore;

Magiant garantisce tutto questo, sia per materiali medicali resi inefficaci dall’innalzamento della temperatura (vaccini per varicella, morbillo e parotite) sia per quelli che si compromettono al suo abbassarsi (vaccini antiepatite B, antidifterite, per il tetano, per la pertosse).

M.F. Pria

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Misurazione temperatura nell’era 2.0

Misurazione temperatura:

nell’era dove il PC è onnipresente, i gestori di centri commerciali non sempre sono consapevoli dell’importanza della misurazione temperatura

Nel primo articolo di oggi, si è partiti da strutture informatiche gestite da personale IT, che sulla propria specifica competenza ha naturalmente le conoscenze corrette e più aggiornate riguardo all’importanza della misurazione temperatura. In questo speciale non vogliamo affatto rivolgerci ai gestori di centri commerciali e ai manager di negozi al dettaglio in quanto aprioristicamente ritenuti non preparati sulle tematiche relative alla misurazione temperatura, desideriamo invece dare alcune indicazioni per rendere ottimali le condizioni ambientali, soprattutto quando si parla di centri commerciali. All’interno degli edifici commerciali un valido aiuto per la preservazioni di microclimi ottimali per macchinari, clientela e lavoratori viene proprio da uno sviluppo accurato di una struttura distribuita di sensori di misurazione temperatura.

Come potenziali clienti, fin dall’ingresso nei centri commerciali, apprezziamo il refrigerio, senza renderci conto di stare subendo un notevole shock termico dannoso per la nostra salute. Altrettanto spontanemamente forniamo i nostri dati personali per ottenere tessere, sconti o informazioni promozionali.

Chi lavora a tempo pieno nel centro, da parte sua, subisce minori disagi a livello di salubrità nel breve periodo, ma a volte – molto spesso, in realtà – è sottoposto ad una temperatura troppo bassa rispetto a quella che il clima naturale esterno richiederebbe per la propria salvaguardia. I dipendenti, inoltre, sono a loro volta registrati, con dati personali più accurati e approfonditi rispetto ai clienti, nei data base del centro o del singolo esercizio che si trova all’interno di esso.

A livello tecnologico è palese che ci si trovi di fronte a strutture che non possono fare a meno della misurazione temperatura: un essere umano è in grado di tutelarsi da temperature eccessivamente basse, seguendo alcune buone norme di comportamento, mentre le macchine, e torniamo a parlare di benessere di server room o PC server, devono poter contare su sistemi HVAC e su una sensoristica per la misurazione temperatura che lavorino in sinergia. La perdita di dati sensibili non interessa solo le aziende dei vari settori industriali, ma anche il settore del largo consumo. Disaster prevention è una garanzia di tutela legale, oltre che, come sottolineato nell’altro approfondimento odierno, di prolungamento della vita delle macchine.

Gli amministratori dei centri e dei singoli negozi devono quindi mirare a ottenere un sistema accurato dove i sensori per la misurazione temperatura possano monitorare i sistemi di aerazione 24 ore su 24, salvaguardando i dati contenuti nella server room o nel PC server e senza che sia necessario il presidio umano.

Utilizzando Serverflu o Umiflu, sensori per misurazione temperatura USB pen drive, tutto questo è possibile, e con un investimento di sicuro interesse: dato che si tratta di dispositivi low power privi di batteria un singolo PC può alimentare più sensori contemporaneamente.

Con una prima consulenza gratuita e un supporto tecnico di qualità, Magiant può garantire la salute di clienti, lavoratori e macchinari: contattateci!

M.F. Pria

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Sensore di temperatura user friendly

Sensore di temperatura:

le nuove tecnologie mettono a disposizione soluzioni efficaci; ma ‘sensore di temperatura’ indica oggi svariate tecnologie

Dovrebbe essere ormai chiaro, dalle informazioni e dalle soluzioni che vengono proposte da qualche mese su queste pagine, che le nuove tecnologie nella sensoristica elettronica destinata alla rilevazione della temperatura sono un elemento fondamentale per monitorare ambienti e processi.

La storia moderna e contemporanea della rilevazione della temperatura, tralasciando quindi i primi esperimenti effettuati in epoca tardo medievale, ha le sue radici nel Seicento, quando venne inventato, a opera di Galileo, il primo termometro in grado di rilevare la temperatura utilizzando le proprietà di espansione e contrazione dell’alcool. Nel secolo successivo sarà il tedesco Fahreneit a comprendere le maggiori performance garantite dal mercurio: nasce il moderno termometro, sensore di temperatura tuttora in uso, che ben risponde a necessità meramente quotidiane e che è estremamente economico. Ma si tratta di un sensore di temperatura che necessita la presenza umana per utilizzo e verifiche dei risultati.

Oggi le richieste del mercato industriale – e , in parte, del mercato consumer – non possono trovare risposte nel semplice termometro (nel quale non è più presente il mercurio per la sua tossicità potenziale, tanto che dal 3/4/2009 il mercato italiano, allineandosi alle direttive europee recepite nel Decreto Ministeriale 30/07/2008, i termometri a liquido sono al galinstano). Ed è per questo che il mercato dell’elettronica propone il sensore di temperatura in versioni sempre più avanzate: ma questo non significa che qualunque sensore di temperatura di questo genere rappresenti indistintamente la soluzione ottimale per il monitoraggio di questa variabile. Ne sono un esempio i sensori ad allarme luminoso, i quali, benché possano vantare precisione e immediatezza nella rilevazione di condizioni critiche, necessitano di un presidio umano costante. Anche la categoria cui appartiene il sensore di temperatura a connessione analogica, tra i più moderni ed efficienti, può creare problemi in quanto si tratta di un prodotto che ha discreti limiti di parametrizzazione – il che porta ovviamente a rilevazioni poco flessibili – e , inoltre, non permette di avere registri dell’andamento della temperatura.

Il sensore di temperatura che offre maggiori vantaggi in termini di tutela, risparmio e continuità della rilevazione? Un sensore che offra tutto questo:

  • installazione e configurazione user friendly;
  • investimento ridotto sia per quanto riguarda l’acquisto dei dispositivi che del software;
  • manutenzione ridotta al minimo;
  • consumi energetici bassi;
  • garanzia di monitoraggio da remoto, mediante invio di alert e senza quindi necessità di presidio;
  • produzione di report;
  • software compatibile con svariati SO.

Tutto questo è racchiuso nel sensore di temperatura pen drive USB Serveflu: affidatevi a questo prodotto e otterrete eccellenti risultati in termini di riduzione dei costi, poiché il dispositivo è low power e necessità di un comune PC con SO Windows o Linux per essere messo in opera, il software è incluso nel prezzo, come la consulenza gratuita per valutarne le potenzialità; di garanzia di continuità di funzionamento in presenza di un adeguato sistema UPS; di scalabilità.

M.F. Pria

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Monitoraggio temperature: stato dell’arte

Monitoraggio temperature:

allo stato attuale, il monitoraggio temperature offre soluzioni per molteplici esigenze non solo industriali

L’innovazione nel campo dell’elettronica della sensoristica di monitoraggio temperature applicabile ai settori industriali è in continua crescita, con aumeno della precisione nelle rilevazioni, dispositivi sempre più resistenti  e scalabili. Nonostante questo, tuttora si possono verificare situazioni in cui il monitoraggio temperature viene effettuato, probabilmente in un ottica di risparmio dei costi, mediante prodotti obsoleti inadatti a comunicare in tempo reale problematiche nel mantenimento delle condizioni ambientali idonee a seconda delle applicazioni che occorre tenere sotto stretto controllo.

È naturale che il primo passo che molte aziende dovrebbero compiere è quello di prendere coscienza del fatto che la temperatura è uno degli aspetti più critici che può influenzare negativamente operazioni quotidiane. Questo perché quando la temperatura si mantiene entro determinati parametri, vengono garantiti il benessere delle persone – inteso in senso molto ampio, da quello microambientale dei luoghi antropizzati, alle garanzie di acquisto di prodotti alimentari e medicali che non abbiano subito interruzioni lungo la cold chain – e l’efficienza dei processi e delle funzioni di macchinari delicati – server room, catene di produzione alimentare. Scelte non appropriate per il monitoraggio temperature possono causare perdite consistenti alle aziende, sia perché possono richiedere come unica soluzione la disaster recovery, sia perché, ad esempio in caso di perdita irreversibile di dati, si va incontro anche a sanzioni dal punto di vista penale.

Vale la pena rischiare tutto questo per non ammodernare i sistemi di controllo temperature? La domanda è naturalmente retorica, dato che il mercato odierno propone sensori Wi-Fi e USB pensati per offrire garanzie di disaster prevention e tutelare da rischi e perdite economiche e di dati tutte quelle industrie che ‘ruotano’ intorno ai dispositivi informatici, alla tutela di microclimi specifici per la produzione, alla cold chain.

La scelta di un sensore appropriato, quindi, diviene una necessità e, laddove non siano necessari dispositivi di monitoraggio temperature Wi-Fi (come, ad esempio lungo gli anelli della catena del freddo che sono costituiti dal trasporto su gomma o altri mezzi), la giusta scelta è quella di un sensore USB. Serverflu è uno strumento affidabile, dalle performance indubbie, in grado di ridurre sensibilmente molteplici rischi legati alla temperatura. Ma soprattutto è stato ingegnerizzato da Magiant come dispositivo dall’elettronica avanzata che gli permette di operare in un range di temperatura compreso tra –20 e +70 °C con un accuratezza di ±0,5 °C, rimanendo però, sia dal punto di vista della pen drive in senso stretto, sia dal punto di vista del software mediante il quale è possibile sfruttarne tutte le potenzialità, un dispositivo per il monitoraggio temperature di utilizzo intuitivo.

Ancora dubbi su un simile investimento? Con un PC cui collegare la pen drive e l’impostazione – del tutto intuitiva – del software – Serverflu garantisce monitoraggio temperature da remoto 24 ore su 24, allerta in tempo reale via email e SMS il personale addetto all’intervento sulla problematica che ha mutato le condizioni di temperatura, produce report sull’andamento nel tempo delle variazioni. Ma soprattutto, visto che siamo partiti considerando che spesso vengono mantenuti in attività sensori inadeguati e sorpassati, Serverflu è un dispositivo low power, privo di batteria – così da non necessitare manutenzione- e dal costo decisamente affrontabile per quanto offre in termini di prevenzione e ROI.

M.F. Pria

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Controllo di temperatura: nodi cardine della cold chain

Controllo di temperatura:

il sintagma catena del freddo fa subito pensare al settore alimentare, ma il controllo di temperatura di ogni ambiente cardine di tale catena significa avere prodotti qualitativamente non corrotti anche nelle farmacie, negli ospedali e nelle cliniche veterinarie

Il mantenimento della catena del freddo è fondamentale per preservare la qualità dei prodotti sensibili alla temperatura, dai surgelati a prodotti medicali e farmaceutici come vaccini, insulina, prodotti biologici, reagenti, medicinali distribuiti al dettaglio.

Un carente controllo di temperatura durante la catena distributiva conduce inevitabilmente a dover eliminare i prodotti corrotti dallo shock termico, con ripercussioni negative in termini economici, di immagine, di fiducia degli acquirenti all’ingrosso e dei consumatori finali.

Il controllo di temperatura, garanzia di mantenimento della costanza della stessa, è un requisito fondamentale perché la catena del freddo non subisca interruzioni: ogni anomalia di temperatura che causi stress climatico ha, infatti, effetti cumulativi e irreversibili sul prodotto.

Per il settore alimentare, garantire il controllo di temperatura è l’elemento cardine della norma ISO 9001:2008 ([riguardo alla catena del freddo occorre] “stabilire, documentare, attuare e mantenere attivo un sistema di gestione […] e migliorarne in continuo l’efficacia”). Alla norma Uni si affiancano, per il medesimo settore, il decreto legge 193/2007 in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore, che sottolinea la cogenza del rispetto dei piani HACCP messi a punto dai produttori per l’autocontrollo dei processi produttivi e distributivi.

Per il settore farmaceutico, la Circolare 2 del 13 gennaio 2000 del Ministero della Salute regolamenta l’obbligatorietà per tutti gli operatori di conservare medicinali e altri agenti termosensibili alle temperature riportate sulle confezioni degli stessi. La Circolare esplicita la necessità, durante l’intera catena del freddo, della “presenza di un sistema di rilevazione […] che permetta la verifica della temperatura”.

Fatta eccezione per i camion adibiti al trasporto, il controllo di temperatura può agevolmente venire effettuato con semplicità e investimenti del tutto sostenibili in quelli che possono essere definiti gli anelli basilari della catena, ovvero:

  • le celle di conservazione del produttore, per lo più mantenute a circa –25 °C;
  • i magazzini di stoccaggio distribuiti sul territorio;
  • le celle frigorifere intermedie, dove il grossista posiziona la merce;
  • i luoghi di vendita diretta (fatta eccezione per alcuni medicinali che non sono accessibili in farmacia ma conservati in celle apposite negli ospedali).

Quattro nodi in cui il controllo di temperatura è fondamentale e può avere la medesima soluzione: Serverflu, il sensore di temperatura pen drive USB di Magiant che necessita semplicemente di un PC mediante il quale programmare, con il software dedicato, le soglie critiche oltre le quali far partire gli alert, e permettere il controllo di temperatura 24 ore su 24 anche da remoto grazie alle segnalazioni di anomalie che raggiungono gli addetti via email e SMS. Senza alcuna necessità di manutenzione, Serverflu può anche avviare, al verificarsi di condizioni di temperatura critiche, una specifica applicazione impostata dall’utente.

M.F. Pria

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Sensore di temperatura e umidità di Magiant: qualità riconosciuta

 Sensore di temperatura e umidità di Magiant:

il valore dell’elettronica e dell’ampio potenziale di applicazioni dei sensori Magiant ha destato un riconoscimento importante, ma non c’è solo questo da festeggiare…

“La versatilità del sensore di temperatura” ecco come lo storico portale on line www.ilb2b.it, da qualche tempo ribattezzato, con ottimi tempismi e strategia, http://tech-plus.it/, definisce Serverflu. E oltre ad accogliere con soddisfazione un riconoscimento simile, non ci si può esimere dall’offrire su queste pagine le ragioni per cui la versatilità è uno dei punti di forza del sensore di temperatura Serverflu e della sua variante, il sensore di temperatura e umidità Umiflu.

Come è possibile leggere su elettronica-plus  gran parte del valore di questi dispositivi deriva da:

  • il design per drive USB che, grazie al monitoraggio costante delle variabili ambientali, permette di agire in tempi ridotti sulle fluttuazioni di temperatura e umidità che possono recare danni considerevoli;
  • l’ampia compatibilità con svariati sistemi operativi, inclusi Linux e ogni versione di Windows Server, oltre alla possibilità di avere il supporto per utilizzare il sensore di temperatura e umidità in ambiente LabVIEW;
  • il monitoraggio costante anche in condizioni di mancato presidio del PC e l’immediata comunicazione mediante email o SMS del superamento delle soglie stabilite mediante il software incluso nella fornitura;
  • le caratteristiche tecniche che garantiscono il funzionamento tra –20 °C e + 70 °C;
  • il plus di essere prodotti low power;
  • la mancanza di batteria e, di conseguenza, il fatto che non necessitino di manutenzione.

A tutto questo si aggiunge l’uso reale che gli utilizzatori hanno fatto e fanno di Serverflu: il sensore di temperatura è nato, infatti, come alleato per la sicurezza delle server room e dei PC server, dove permette la disaster prevention, e nella maggior parte dei casi viene percepito così. Anche un piccolo sondaggio, tra utilizzatori e no, ci ha permesso di confermare che il core business del sensore è nella protezione delle apparecchiature.

Ma scorrete le pagine di questo blog è scoprirete quanto possano moltiplicarsi le applicazioni del sensore di temperatura e umidità: senza che il processore, da solo fonte di calore, si trovi all’interno di un ambiente sottoposto a monitoraggio microclimatico, si rendono possibili applicazioni che vanno dal controllo della temperatura in musei, locali storici e archivi ad applicazioni in bovinocoltura, nonché nei depositi farmaceutici e alimentari e nel campo della domotica dove monitorare il microclima degli ambienti lavorativi e privati permette di mantenere condizioni di comfort garantendo il benessere per chi trascorre molte ore in ambienti antropizzati.

In chiusura… ricordate che Magiant non festeggia solo un ulteriore riconoscimento delle proprie qualità nella progettazione di sistemi elettronici e sistemi a microcontrollore, ma anche i 100 iscritti all’interessante gruppo “Temperatura” di LinkedIn: cosa aspettate a entrare a farne parte? C’è uno sconto speciale sui sensori che vi aspetta…
M.F. Pria

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Il sensore di temperatura: la salute per tutti

Il sensore di temperatura:

con una soluzione elettronica come quella proposta da Magiant, chiunque può controllare i parametri ambientali di un ambiente chiuso

Tanto quanto il sensore di temperatura Serverflu può agevolmente e facilmente venire utilizzato in piccoli uffici, altrettanto questa piccola, pratica ed efficiente pen drive con ingresso USB dimostra in molteplici campi la propria versatilità. Proprio ieri Corriere.it ricordava le insidie che possono nascondersi dietro ad un cattivo utilizzo dell’aria condizionata: stravolgere il microclima degli ambienti chiusi oltre una soglia di 4 o 5 °C rispetto alla temperatura esterna può intaccare seriamente la salute. L’articolo consiglia alcune pratiche per ridurre i rischi dovuti a condizioni di areazione forzata stressanti, che in questa stagione coinvolgono davvero tutti.

Grazie al sensore di temperatura e umidità Umiflu è possibile controllare i due parametri sia negli uffici che nelle abitazioni private, evitando un abuso e una forzatura eccessiva delle condizioni ambientali. Eppure utilizzando Umiflu come segnalatore di superamento delle soglie di comfort incluse tra i 22 e i 25 °C con umidità relativa del 65% anche negli esercizi commerciali si riducono notevolmente i rischi per la salute: maggiore è il numero di sbalzi termici, maggiore è la possibilità di ripercussioni fisiche, in particolare per bambini, anziani e soggetti affetti da malattie croniche. È quello che succede quando si entra in un esercizio commerciale in questo periodo: uno stress caldo/freddo che può toccare differenze superiori ai 15 °C. Ma oggi quale negozio non è dotato di un PC cui poter agevolmente connettere Umiflu impostando soglie corrette per il benessere degli esercenti quanto dei visitatori? Il sensore di temperatura e umidità rientra a pieno titolo tra le soluzioni tecnologiche che possono essere adottate per mettere in pratica il principio cardine della domotica, ovvero migliorare la qualità della vita negli ambienti chiusi. Senza pretese di essere il solo elemento necessario per la realizzazione di un sistema domotico completo, il sensore di temperatura e umidità risponde a tutte le peculiarità richieste alle tecnologie finalizzate alla realizzazione di ambienti intelligenti.

  • Il dispositivo è di semplice utilizzo grazie al software user friendly fornito gratuitamente, infatti, può agevolmente essere utilizzato da un’utenza ampia e non professionale;
  • è sicuro poiché il suo utilizzo non può provocare danni all’utilizzatore;
  • garantisce continuità di funzionamento grazie al fatto che non è alimentato a batteria e quindi non necessita di manutenzione (e poiché lavora in sinergia con un PC, in quanto sensore di temperatura e umidità ambientale, riduce sensibilmente anche la possibilità che il processore subisca un guasto, dal momento che le condizioni di comfort per gli esseri umani rispondono anche a quelle di un singolo PC);
  • il sensore di temperatura e umidità è affidabile dal momento che è in grado di segnalare in tempo reale e anche in caso di PC non presidiato il superamento delle soglie;
  • ha un costo accessibile, del tutto concorrenziale per i vantaggi che offre.

Inoltre, come è proprio delle tecnologie per la domotica, il sensore di temperatura e umidità ha come corollario un vantaggio da non sottovalutare, ovvero il risparmio energetico: moderare il sistema di condizionamento non può che portare ad una diminuzione dei consumi.

M.F. Pria

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Controllo della temperatura: industria chimica

Controllo della temperatura:

nel panorama dell’industria di processo, i laboratori del settore chimico necessitano di un monitoraggio delle variabili ambientali costante e preciso.

Quanto costa ad un’industria chimica – in termini di manutenzione, interruzione del lavoro, degenerazione dei composti, danni agli operatori – un guasto dovuto al mancato rilevamento in tempo utile di variazioni di temperatura e umidità all’interno dei laboratori di ricerca? Molto. La prevenzione, al contrario, può richiedere un investimento del tutto ragionevole se la chiamiamo Serverflu. Frutto dell’esperienza di Magiant nel settore dell’elettronica industriale, il dispositivo permette il controllo della temperatura con precisione e costanza: installando il software fornito gratuitamente, è possibile impostare per ogni ambiente i parametri microclimatici che garantiscano la tutela delle lavorazione, delle analisi e dei tecnici di laboratorio.

Naturalmente è noto a tutti che nel suo complesso, l’industria chimica, per i processi di lavorazione e trasformazione, necessita di una gamma di strumentazione che possano sopportare fortissimi stress ambientali e elevatissime temperature e che siano in materiali compatibili con le sostanze con le quali deve venire a contatto nell’impianto. Di conseguenza, Serverflu si propone nel settore per il controllo di temperatura e umidità all’interno dei laboratori, dove sono parimenti necessarie prestazioni elevate per gli strumenti che possano tutelare le sperimentazioni e la ricerca e allo stesso tempo non compromettano la salute degli operatori. Ancora una volta i prodotti di Magiant mostrano il loro duplice valore: tutela del prodotto – nella più vasta estensione del termine – e tutela del lavoratore.

Nel primo caso, Serverflu opera efficacemente nei moderni laboratori: poiché lavorazioni delicate quali l’ottenimento di soluzioni, sospensioni, dispersioni sono soggette a condizione microclimatiche particolari che possono portare al surriscaldamento o all’eccessivo raffreddamento dell’ambiente circostante. E come più volte sottolineato il benessere del processo non deve impedire la tutela degli operatori: installando Serverflu, o la versione termoigrometrica Umiflu, è possibile ridurre i rischi climatici per i lavoratori, connessi appunto al controllo della temperatura e dell’umidità, oltre che dell’impianto della ventilazione. Con Umiflu il controllo della temperatura e dell’UR sono garantiti dalle soglie impostate mediante software e il sensore rileva costantemente i dati una volta connesso mediante ingresso USB a un PC: inserendo i parametri in modo stringente, temperatura inclusa tra i 18 e i 20 °C e UR pari al 50% con una tolleranza del ±5%, è possibile lavorare su reazioni che, in caso di variazioni dei parametri, possono portare al rischio di fallimento dell’analisi, ma soprattutto a rischi per il benessere degli operatori.

La ricerca non va fermata, ma il progresso ci permette di non dover ripetere episodi di grandi scoperte e grandi perdite, come avvenne a Marie Curie. Le dobbiamo molto, il suo lavoro le deve la vita.

M.F. Pria

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Controllo della temperatura: l’industria

Controllo della temperatura:

la maggior parte dei settori industriali necessitano di soluzioni che integrino un numero elevato di componentistica soprattutto elettronica ed industriale

A pochi giorni da un discorso dell’attuale premier Letta ben sintetizzato su questo articolo di Repubblica.it, ci si potrebbe concedere una piccola riflessione sul fatto che riguardo agli incentivi e agli sgravi per creare, mantenere in vita e persino salvare l’industria italiana molto si è detto in via ufficiosa e poco in via ufficiale.

Fino a una decina di anni fa le PMI potevano tranquillamente permettersi di contattare, per la creazione di un sistema industriale che integrasse meccanica, automazione ed elettronica, ad un unico fornitore che si dimostrava in grado di elaborare un progetto in completezza e con una percentuale di prodotti propri molto elevata. Si parla di commesse affidate a colossi industriali. Che non sono il motore economico dell’Italia: la forza del paese è nella piccola e media industria, specializzata, che risponda settorialmente, in ambito business to business, alle esigenze di altre imprese.

Magiant è una realtà del panorama dell’elettronica b2b che propone soluzioni per il controllo della temperatura e della pressione: naturalmente non mancano, grazie alla qualità e alle prestazioni del prodotto per il controllo della temperatura Serverflu e della sua variante – il  termoigrometro Umiflu, utilizzatori professionali che hanno risolto numerosi problemi senza dover integrare ulteriore tecnologia ai sensori. Parimenti, ad altri si è creata nel tempo la necessità di implementare un sistema preesistente con rilevatori per il controllo della temperatura e ad altri ancora è capitato di progettare un intero sistema affidandosi ad un unico fornitore. È proprio per quest’ultima condizione che, in particolare in un momento particolarmente difficile, la forza di Magiant è quella di avere compreso che sono le partnership a dare valore aggiunto a un prodotto: la possibilità di progettare un sistema composito – un esempio ormai di scuola è quello delle sale server – sedendosi al tavolo con altri esperti, anche del medesimo settore ma con differenti specialità produttive, può apparentemente sembrare complesso e dispendioso. Magiant crede invece nella collaborazione progettuale, che eliminando problemi di incompatibilità, permettendo test preliminari, può arrivare a offrire una soluzione custom in cui le eccellenze tecnologiche hanno avuto modo di confrontarsi e ottenere un risultato.

I costi, e le difficoltà, si diceva, di incontrarsi e discutere. Attenzione: stiamo parlando di professionisti. La prima soluzione che troverebbero è quella per ottimizzare i contatti e minimizzare trasferte.

Ora, il management di Magiant prende in considerazione (anche) una strategia di collaborazione che non ha ragione di essere o, magari, come è di recente accaduto per il rinnovo ingengeristico di un sorter i due fornitori maggiori, messi nelle condizioni di dialogare, hanno portato il loro valore aggiunto aumentando ulteriormente quello del ‘lavoro finito’?

Vorremmo davvero sapere la vostra, perché l’esperienza di Magiant nella sensoristica elettronica trova ambiti di applicazione in moltissime aree industriali, da quella chimica a quella farmaceutica, a quella agroalimentare, a quella logistica.

M.F. Pria