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Temperatura pc: quando un grado di troppo può fare la differenza

Temperatura pc: un bene da salvaguardare

l pc rappresentano per ciascuno di noi una miniera d’oro. Lo sanno bene i liberi professionisti che racchiudono in esso banche dati e documenti di inimmaginabile valore.

In questo scenario, la presenza di minacce che possono mandare in fumo il lavoro di una vita in poche frazioni di secondo, può davvero giustificare una serie di preoccupazioni. E a buon diritto.

Una di tali minacce è rappresentata dalla temperatura pc. Il sistema di raffreddamento del computer è, difatti, fondamentale per la vita dello stesso. Senza di esso i componenti elettronici del computer/server non sarebbero in grado di funzionare.

Per tenere al sicuro i nostri dati, l’unica possibilità è quella di contenere la temperatura pc al di sotto di una determinata soglia: anche un solo grado in più può fare la differenza. Ed ecco a volte qualcosa non andare per il verso giusto: il surriscaldamento ha la meglio sui nostri pc e server.

Ed è lì che iniziano i problemi.

Perché un computer surriscaldato è pericoloso

La maggior parte dei computer sono dotati di sistemi di raffreddamento adeguati, ma ciò nonostante – per le ragioni che ci accingiamo ad addurre – trovare degli accorgimenti da adottare per garantire che il calore non rappresenti un problema, risulta la scelta più logica ed intuitiva da fare.

Ma cosa accade esattamente ai nostri dispositivi e server in occasione di un aumento della temperatura pc? Se vogliamo mettere a nudo, in maniera forse impietosa, il reale quadro degli eventi che si possono verificare in presenza di una temperatura pc che superi la soglia tecnica consigliabile, non possiamo sottacere il pericolo di distruzione delle componenti hardware all’interno del computer, con annessa perdita di tutti i dati allocati sul server.

Inoltre, il calore potrà deteriorare la scheda madre, la CPU del computer, con tutte le immaginabili perdite che inesorabilmente ne conseguono.

Tenerlo pulito è un bene, ma non basta

A titolo di mera prevenzione, la prima cosa che possiamo fare per evitare che la temperatura pc diventi letale, è senza dubbio alcuno quella di fare in modo che l’interno di esso sia mantenuto pulito.

Preservarlo dall’attacco di polveri è il minimo che possiamo fare a questo punto. Perché la polvere, per quanto non possa credersi, rappresenta un alto fattore di rischio: la sua presenza non fa che alimentare la temperatura pc favorendone il surriscaldamento riducendo il funzionamento dei sistemi di raffreddamento.

In verità ciò non dovrebbe accadere, perché chi progetta un pc ha solitamente un’idea ben precisa di quanto calore andrà ad essere prodotto dal dispositivo, e per farlo dovrà mettere in conto una serie di fattori, quali: le temperature esterne, a volte eccessive, la possibile presenza di fattori surriscaldanti, e, da ultimo -ma non certo in ordine di rilievo- l’accumulo di polvere che andrà inevitabilmente a gravare sulle componenti interne del pc e sui sistemi di raffreddamento, che, per quanto sigillate e protette possano essere, non saranno mai immuni dall’attacco degli acari.

Qual’è la giusta temperatura che deve raggiungere il nostro computer?

Bella domanda, molto tecnica e precisa. Ma la risposta, purtroppo, non lo è altrettanto. A causa infatti della presenza di diversi tipi di marche e modelli sul mercato , un’ideale temperatura pc non esiste, o quanto meno, non può essere quantificata in maniera univoca, variando essa da un dispositivo all’altro.

La temperatura pc di sicurezza poi, deve tenere conto di altre variabili quali il tipo di processore, la RAM, e da altri fattori che rendono impossibile dare una risposta aderente a tutte le fattispecie di CPU. Come comprendiamo, non è semplice quantificare la giusta, ideale temperatura pc, e questo induce alcuni a pianificare un’assurda azione strategica al ribasso: in alcuni casi, il sistema di raffreddamento di un computer commerciale viene sovradimensionato, e le sue ventole arrivano a raggiungere velocità ben maggiori rispetto a quelle necessarie  a mantenere il sistema in perfetto equilibrio termico.

L’effetto? Il nostro pc emetterà un rumore analogo a quello di un aspirapolvere, mentre dentro si arriverà a raggiungere una temperatura pc più bassa del dovuto. Come si intuisce, utilizzare tali accorgimenti, non aiuta però a risolvere il problema, perché tale fenomeno tenderà a riproporsi più volte, per quanto si tenti di evitarlo.

L’unica difesa allora è il monitoraggio: la verifica, il controllo della temperatura che di volta in volta il pc va a raggiungere. Come? Prova ad utilizzare il ServerfluSensore Temperatura USB Pen Drive della Magiant, il migliore strumento che  tu possa trovare sul mercato per proteggere il server e i dati: ti consentirà di monitore continuamente la temperatura pc, e, più precisamente, del locale in cui il server è installato, prevenendo il tal modo qualsiasi minaccia incombente su di esso.

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Case history: utilizzo dei sensori Magiant presso le strutture della Provincia di Latina – Servizio e-Government

Intervista all’ing. Elvito Del Prete, Responsabile Servizio e-Government della Provincia di Latina

1. Quando avete iniziato a ‘creare’ il settore e-government, area tematica ad oggi ben in risalto sul vostro sito Web?

Il nostro Ente è da sempre molto attento alle potenzialità offerte dallo sviluppo e dalla ricerca nel settore dell’ICT. L’istituzione del servizio e-Government risale all’ormai lontano 2003, ma con gli anni si è provveduto a specializzarlo ed ad estendere la sua operatività su tutti i settori dell’Ente sino a costituirlo come unico centro di razionalizzazione, competenza e costo.

2. Potreste descrivere la struttura tecnologica e specificare quali benefits avete ottenuto come PA e relativamente all’offerta al pubblico dei servizi?

L’opportunità offerta dai sensori Magiant ha sicuramente incrementato la parte inerente la prevenzione dei malfunzionamenti. Il puntuale monitoraggio delle temperature dei nostri locali tecnici permette di avere sempre sotto controllo lo stato dell’umidità e soprattutto della temperatura che può così essere sempre mantenuta all’interno dei range stabiliti. Non da ultimo l’utilizzo dei sensori consente l’aggiustamento fine degli apparati di condizionamento a temperature più adatte al raggiungimento degli obiettivi (di temperatura ambientale) fissati. Tutto questo si traduce in un risparmio di energia elettrica e conseguente minor impatto ambientale.

3. Trattandosi di e-government, quale livello di automazione potete raggiungere con le strumentazioni di cui disponete?

Relativamente ai sensori Magiant abbiamo messo in esercizio un sistema di alerting (via email) che ci consente di intervenire con tempestività in caso di malfunzionamenti agli apparati di condizionamento nei locali tecnici. E’ allo studio la possibilità di interfacciare il sistema con un circuito di alerting “fisico” (es. accensione di led su una console) adoperando sistemi “Arduino”.

4. Avete avuto la possibilità di ridurre tempi e costi?

I tempi di intervento sono praticamente stati azzerati in quanto intervenendo sui semplici superamenti di soglie di warning piuttosto che di “errori critici” si può agire in relativa “tranquillità” sul malfunzionamento senza praticamente avere alcuna interruzione dei servizi. Per quanto concerne i costi, questi sono difficilmente misurabili. Tuttavia  basterebbe rispondere alla domanda: “Quanto ci costerebbe (nulla escluso) la rottura di un server ed il suo ripristino?”. Verrebbe da rispondere “molto” e comunque sicuramente molto più del costo di un sensore

5. Da quando avete scelto di utilizzare i sensori di Magiant?

Adoperiamo i sensori da circa un anno e mezzo.

6. Per quale scopo?

Lo scopo principe è tenere sotto controllo le temperature dei nostri locali tecnici ove operano i nostri server (insieme ad altre apparecchiature) e poter evitare in tal modo che questi vengano ad operare in condizioni di temperatura al di fuori del consentito al fine di prolungare la loro “vita operativa” e minimizzare i rischi di rotture dovute ad una temperatura eccessivamente alta di funzionamento (che, come si sa, influenza fortemente le rotture hardware).

7. Durante la fase di installazione dei sensori, avete riscontrato problematiche tecniche, quali ad esempio difficoltà relative a compatibilità con l’infrastruttura esistente?

Durante questa fase, vista anche la nostra “inesperienza” con il prodotto, abbiamo “scoperto” uno “strano” bug nel software di gestione. C’è da dire che tale inconveniente è stato segnalato al supporto tecnico che ha prontamente provveduto a correggerlo. A parte ciò il software è molto semplice da adoperare e configurare, ed anche ben curato nella parte grafica.

8. Ritenete che la parametrizzazione dei sensori sia accessibile o necessiti di personale IT specializzato?

La sezione di parametrizzazione è estremamente chiara e di semplice comprensione e non necessita di personale specializzato.

9. Da quando avete scelto i sensori Magiant avete avuto problemi di manutenzione?

Abbiamo avuto alcuni problemi agli apparati di condizionamento che tuttavia sono stati prontamente segnalati dal sistema, consentendoci di intervenire immediatamente ed evitando “guai” peggiori.

10. Su che SO lavorano i sensori? La soddisfazione per quanto riguarda la loro compatibilità con diversi SO è alta? Avete cambiato versione di SO da quando utilizzate i sensori? Sono sorti dei problemi?

I sensori operano tutti su sistemi Windows; non abbiamo riscontrato problemi di compatibilità; non abbiamo cambiato alcun sistema operativo.

11. Potreste descrivere una situazione ‘critica’ in cui i sensori hanno permesso di prevenire un danno grave alle apparecchiature?

Un venerdì mattina riceviamo un alert da uno dei sensori per un “superamento soglia temperatura”, dopo aver effettuato un controllo sul posto si è scoperto che era “saltato” il magnetotermico del condizionamento; riattivato il magnetotermico la situazione è prontamente rientrata. Se non avessimo avuto il sensore (o meglio il suo alert) avremmo lasciato il server a “cuocere” per l’intero fine settimana, ed al ritorno al lunedì lo avremmo trovato sicuramente spento (ovviamente con una procedura di spegnimento non opportuna) e diversi servizi interrotti oltre a malfunzionamenti generici sulla rete; in questi casi il tempo di individuazione del guasto (bloccante) sono sicuramente elevati ed il disservizio si protrae sino alla sua risoluzione; in più va considerato anche il “danno” alle apparecchiature (che non sono solo il server a cui è collegato il sensore, ma tutte quelle presenti nel locale) arrecato loro dall’esposizione a temperature elevate (che abbiamo verificato poter giungere sino a 55 gradi);

12. Avete mai pensato di ampliare i campi di utilizzo dei sensori, ad esempio per garantire il comfort microclimatico per gli operatori degli uffici o per tutelare eventuali archivi cartacei dall’aggressione dell’umidità?

Si, abbiamo pensato a questa possibilità in termini di un sistema per la razionalizzazione dell’uso dei condizionatori nelle singole stanze, altra possibilità offerta dai prodotti Magiant.

M.F. Pria

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Server monitoring aperto per ferie

Server monitoring:

all’avvicinarsi delle chiusure aziendali per la settimana di Ferragosto, il server monitoring non si ferma

È tempo di chiudere a quattro mandate le case, tempo di chiusure aziendali, tempo di immobilizzare – apparentemente – ogni attività nei luoghi quotidiani. Per quanto riguarda le abitazioni, si tratta di sistemi domotici in grado di garantire – mediante comunicazioni da remoto che eliminano la necessità di sopralluoghi perlomeno settimanali – controllo costante di temperatura, guasti o interruzioni elettriche, rilevazione accessi. In relazione alle aziende il discorso è differente: non è infatti possibile bloccare il server monitoring, poiché il flusso di dati in entrata troverebbe un blocco informatico e, naturalmente, i siti Web non hanno periodi di chiusura e devono rimanere operativi con le medesime garanzie di quando l’azienda ‘fisica’ è operativa.

Come sempre partiamo dal presupposto che PMI e grandi imprese siano dotate di un dispositivo UPS in grado di limitare i danni potenziali di un black-out: la presenza di corrente alternata , anche mediante sistemi di emergenza, deve essere garantita senza alcun interruzione durante l’intero anno. Se l’erogazione di energia elettica si protraesse troppo a lungo i server si spegnerebbero immediatamente insieme alle infrastrutture di rete: in una simile condizione non si tratta di affrontare un semplice problema di riaccensione; il recupero dati e la riattivazione delle macchine implicano interventi costosi e complessi di disaster recovery, i quali per quanto tempestivi impattano notevolmente sulle funzionalità della server room. A proposito dei gruppi di continuità essi devono entrare in funzione appena si verifichi l’interruzione dell’alimentazione elettrica dalla rete, così da permettere ai generatori a gasolio, che necessitano di qualche minuto per attivarsi, di fornire l’alimentazione elettrica con una autonomia di alcuni giorni. La disaster recovery non è evitabile nel caso si verifichino guasti degli UPS o dei generatori. Obiettivamente si tratta di una possibilità remota se gli impianti sono sottoposti a regolare manutenzione preventiva.

Manutenzione preventiva peraltro fondamentale anche per mantenere in perfetta efficienza i sistemi di controllo realtivi ai cortocircuiti cui i componenti elettronici possono andare incontro in varie circostanze. La sensoristica per la rilevazioni di fumi dovrebbe garantire lo spegnimento mediante gas inerti che non compromettono l’elettronica.

Manca ancora qualcosa: la check list da effettuare prima della chiusura aziendale, infatti, è da effettuare con la maggior attenzione possibile. Un controllo dei sistemi HVAC e della funzionalità di dispositivi dedicati al server monitoring sono un passo cruciale da non tralasciare mai. Un controllo dei sensori di umidità e temperatura collocati nella sala server, ripercorrendo e eventualmente modificando i parametri soprattutto per quanto riguarda i destinatari degli alert che raggiungono in tempo reale caselle email e cellulari e per quanto riguarda la modifica temporanea delle soglie, che possono essere ridotte così da lasciare maggiore margine temporale di intervento al manutentore reperibile.

Volete partire tranquilli? Controllate ogni dispositivo in modo capillare e valutate i vantaggi dell’installazione un sensore di temperatura e umidità pen drive USB Umiflu: l’ambiente della server room, a questo punto, sarà dotato di tutte le protezioni possibili, con un servizio di server monitoring low power. E ricordate: Magiant è sempre a disposizione per una consulenza gratuita. C’è poco tempo? Vi aspettiamo a settembre!

M.F. Pria

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Monitoraggio della temperatura: configurazione dei parametri

Monitoraggio della temperatura:

per qualunque responsabile o operatore addetto al monitoraggio della temperatura in ambienti critici è fondamentale che gli allarmi non si attivino quando non è necessario

Per evitare che il monitoraggio della temperatura in ambienti critici provochi alert a qualsiasi ora del giorno e della notte, influendo sui costi di manutenzione, ci sono molteplici aspetti da considerare riguardo alla parametrizzazione, ad esempio, dei propri sensori di temperatura.

Certo a volte può trattarsi di un difetto di produzione del sensore, ma eliminata questa possibilità, peraltro percentualisticamente irrilevante con un sensore di temperatura come Serverflu che, privo di batteria, non richiede manutenzione, alcuni accorgimenti permettono di monitorare da remoto e 24 ore su 24 un server o un’intera sala server senza che un’ipersensibilità dei dispositivi elettronici dei dispositivi di monitoraggio della temperatura provochi segnalazioni quando, nell’ambiente controllato, non ci sono state variabili degne di essere considerate rischiose. Alcuni professionisti consigliano semplicemente di affidarsi a dispositivi meno sensibili, Magiant vi permette di customizzare il vostro sensore di temperatura e, nella versione Umiflu, il sensore di temperatura e umidità, dato che anche questo fattore ambientale è fondamentale da monitorare nelle sale server. Per un monitoraggio della temperatura e dell’umidità corretto mediante Umiflu nelle server room è importante dedicare il giusto tempo alla parametrizzazione delle soglie, operazione che, grazie al software fornito gratuitamente con il dispositivo e dotato di interfaccia GUI di configurazione e controllo, è di semplice accesso anche per personale non specializzato. Come dire: il tecnico installatore esterno diventa un ricordo.

Quindi, una volta collegato Umiflu alla porta USB del PC, occorre agire per ottenere un monitoraggio della temperatura e dell’UR efficace ma non ipersensibile e sfruttare a meglio le potenzialità del termoigrometro.

  • Quando si effettua il monitoraggio della temperatura con alcuni dispositivi, può accadere che essi non rilevino realmente la temperatura ambientale, ma siano influenzati dal calore emesso dalla macchina: mediante la prolunga che Magiant mette a disposizione è possibile posizionare il sensore nel luogo migliore, diminuendo sensibilmente il rischio di rilevazioni alterate.
  • Spesso il rischio di allarmi falsati è dovuto a impostazioni troppo rigide dei range: per un monitoraggio di temperatura e umidità continuo e da remoto occorre impostare i parametri con un discreto margine di tolleranza rispetto al “microclima perfetto”.
  • Per i dispositivi elettronici, è possibile fare riferimento alle indicaione dell’ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers), orientandosi in un range di temperatura compreso tra 25 e 27°C. Temperature simili hanno dimostrato sul campo di non provocare danni ai dispositivi e di garantire allo stesso tempo un discreto risparmio energetico.

Un plus dei prodotti per il monitoraggio della temperatura e umidità di Magiant è, inoltre, la capacità di avviare lo shutdown automatico o, ancor meglio, l’avvio di un’applicazione specifica impostata dall’utente.

M.F. Pria

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Range di temperatura nelle sale server: interventi in tempo reale

Controllo del range di temperatura nelle sale server:

una tutela fondamentale per garantire interventi in tempo reale.

Per piccole, medie e grandi imprese, la presenza di una sala CED che mantenga costanti le proprie prestazioni è un requisito fondamentale. Naturalmente il primo passo da fare se si decide di creare o implementare un Centro Elaborazione Dati è affidarsi a validi tecnici. Benché infatti la legislazione italiana non preveda regolamenti o normative specifici al riguardo – si fa per lo più riferimento al D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia – i progettisti sono tenuti ad attenersi agli standard di cablaggio riconosciuti a livello internazionale.

Il mantenimento delle performance della sala server si basa sulla garanzia che essa sia protetta da eventi straordinari che ne comprometterebbero l’efficienza, fino alla perdita di dati fondamentali. Oltre a particolari accorgimenti strutturali, quali pavimento rialzato o testato per il supporto degli armadi rack, porte e finestre blindate, è necessario prevedere un impianto antincendio a gas, un impianto elettrico ridondato, un UPS calibrato sulle necessità dei server e, molto importanti per la disaster prevention, unità di backup locali e remote.

Una volta realizzata l’infrastruttura è di fondamentale importanza il controllo della temperatura nelle sale server. Alla base del mantenimento delle condizioni ottimali di temperatura vi sono le norme EN50091-1-1/IEC62040-1-1, EN/IEC62040-2, EN/IEC62040-3, IEC61000-4-2/4-3/4-4, IEC 1000-4-5, IEC 61000-4-3, EIA-310-D. Dal momento che qualunque apparecchiatura elettrica produce calore, occorre prevenire surriscaldamenti mediante, ad esempio, raffreddamento ad aria. Le indicazioni sulla temperatura ottimale per mantenere gli apparati in efficienza non sempre sono in accordo: tra le più accreditate si parla di un range di temperatura nelle sale server tra i 15 °C e i 25 °C con una tolleranza del ±10%. È naturale che la possibilità, senza interruzione, del controllo della temperature nelle sale server è un ottima soluzione per poter intervenire prontamente evitando gravi perdite. Dato il budget importante che la messa in opera dell’intero impianto richiede, per il controllo della temperatura della sala server, non è da sottovalutare l’utilità di Magiant Serverflu. Il dispositivo, pratico, economico anche dal punto di vista del consumo energetico e di minimo ingombro poiché si tratta di una pen drive con ingresso USB, permette il controllo della temperatura dell’ambiente. Il monitoraggio da remoto della temperatura nella sala server è garantito da un avviso tramite email o SMS che segnala la problematica: impostando le soglie di temperatura entro le quali non vi è allarme, operazione facilmente eseguibile grazie al software gratuito disponibile alla pagina Download. Al superamento di tali soglie durante il controllo 24/24 della temperatura nella sala server si può intervenire tempestivamente. Senza dimenticare che nella versione Magiant Umiflu, la pen drive rileva non solo la temperatura nelle sale server ma anche l’umidità, altro fattore sensibile per il controllo dei parametri di stabilità nella sale server.

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Umidità e temperatura nelle sale server: prevenzione

Umidità e temperatura nelle sale server:

il loro monitoraggio è una possibilità preziosa per le aziende di attuare strategie di disaster prevention evitando le costose manovre di disaster recovery.

Gli addetti ai lavori sanno quanto il monitoraggio di parametri sensibili quali, ad esempio, umidità e temperatura nelle sale server sia importante: intervenire prontamente sull’anomalia permette di evitare gravi danni e perdite, che si ripercuotono sia sul bilancio aziendale sia sul rispetto della legislazione italiana. Gli eventi negativi più comuni sono relativi a cali di tensione elettrica, mancata chiusura delle porte ed eventualmente delle finestre, mancato o erroneo monitoraggio di temperatura e umidità.

Oltre ai vantaggi economici che è possibile trarre da una scelta ragionata delle strumentazioni di misura di umidità e temperatura nelle sale server, non si può tralasciare che un danno grave con perdita o diffusione di dati sensibili va a violare la legge 626/2003 in materia di privacy.
Nell’ambito dei misuratori di umidità e temperatura nelle sale server, il mercato offre un’ampia gamma di soluzioni, le quali spesso non sono previste nel progetto iniziale, ma vanno a implementarlo successivamente. L’orientamento più recente per quanto riguarda il monitoraggio dei parametri nelle sale server spinge verso la massima riduzione della possibilità di errore umano, proponendo una serie di strumentazioni atte proprio alla disaster prevention: telecamere a circuito chiuso, accessi mediante badge o codice alle porte e relativa rilevazione della loro chiusura, rilevatori di perdite di liquidi, misuratori di temperatura e misuratori di umidità.

Spesso i misuratori di umidità e temperatura nelle sale server vengono collocati in aree differenti: si tratta quindi di due strumenti distinti che combinando la propria azione fungono da termoigrometro. Temperatura e umidità sono tra i parametri soglia più utili per impostare i criteri di criticità: stabilite le soglie, un misuratore di temperatura e uno di umidità efficaci segnalano l’anomalia. Entrambi lavorano per rilevare le prestazioni del sistema di condizionamento dell’aria, poiché può succedere che al raffreddamento dell’aria consegua un’eccessiva condensazione con relativo calo dell’umidità. Ma perché installare, controllare e mantenere due misuratori, uno per la temperatura e uno per l’umidità? La riduzione dei costi di cablaggio è a portata di mano con Magiant Umiflu un termoigrometro in formato pen drive che, oltre a garantire il monitoraggio di umidità e temperatura nelle sale server, trasmette in tempo reale via email o SMS (oltre che naturalmente sul PC sul quale viene installato il software freeware disponibile alla pagina Download) le anomalie di monitoraggio di umidità e temperatura nelle sale server.

Un prodotto che fa per due, un’interfaccia user friendly, costi contenuti: monitorando i dati ambientali, l’azienda tutela l’integrità del suo investimento e si protegge da eventuali dispersioni di dati sensibili, poiché non si deve dimenticare, come accennato, che una sala server contiene dati protetti dalla normativa sulla privacy.

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Disaster prevention

Perdere dati, soldi e tempo a causa della mancanza di una disaster prevention?

Il protocollo di disaster prevention consiste in un insieme di misure volte a prevenire gli effetti drammatici di un disastro informatico che potrebbe provocare perdite di dati e interruzione dell’erogazione di servizi business da parte di sistemi informatici, con conseguenze notevoli sull’attività dell’impresa coinvolta.

Le aziende e le organizzazioni convogliano le proprie risorse IT e i propri sforzi in costosi piani di ripristino (disaster recovery) mentre l’implementazione di una corretta strategia di monitoraggio potrebbe essere più indicata. Un’efficace prevenzione e l’adozione di procedure operative adeguate infatti consentirebbe un risparmio sia in termini economici che di risorse umane.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Computer World su un campione più di 1000 grandi organizzazioni americane, europee ed asiatiche:

  • il 36% di disastri avviene a causa di errori hardware e/o software,
  • il 26% per cali di tensione o interruzioni di corrente
  • il 23% per cause naturali.

Solo il 31% degli intervistati ha detto che sarebbe in grado di ripristinare le operazioni base in un solo giorno, ma il 47% ha ammesso di dover impiegare almeno una settimana.

Un efficace disaster prevention prevede:

  1. Monitoraggio di temperatura, fumi ed allagamento all’interno delle sale CED;
  2. Monitoraggio dei parametri di prevenzione hardware failure per ogni server;
  3. Monitoraggio dei parametri di prevenzione software failure per ogni server;
  4. Monitoraggio dell’assorbimento elettrico di ogni singolo server e degli UPS;
  5. Procedura di spegnimento corretto, sicuro e graduale degli apparati (shutdown sequenziale).

Serverflu permette il monitoraggio della temperatura (anche umidità nella versione Umiflu) garantendo un monitoraggio continuo, visualizzabile anche da remoto.

Il software è in grado, oltre che di lanciare alert via email e sms, di effettuare lo shutdown della macchina sulla quale sta girando e, tramite l’utilizzo di un apposito script, avviare la procedura di spegnimento corretto e graduale degli apparati.

Non rischiare perdite inutili, contattaci per maggiori informazioni sulla disaster prevention.

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Monitoraggio temperatura con serverflu

Sei sicuro che il monitoraggio temperatura non ti riguardi?

Monitoraggio temperatura: che cos’e’ Serverflu?

Al giorno d’oggi tutti noi utilizziamo il pc in modo abituale, chi per lavoro, chi semplicemente per svago. Prenderci cura di questo oggetto ma soprattutto dei dati che “custodisce” e’ di fondamentale importanza. Nasce a tal proposito Serverflu, un vigile alleato per il monitoraggio temperatura degli ambienti critici che all’occorrenza può avvisare, in caso di condizioni anomale, via email o SMS in caso di default del sistema.

 

Fluttuazioni di temperatura possono provocare malfunzionamenti, spegnimenti  improvvisi e rotture degli apparati server con conseguenti aumenti dei costi di gestione e manutenzione.

Serverflu è un aiuto concreto per il monitoraggio temperatura in locali server e piccole server rooms.

Grazie al design pendrive, Serverflu si presenta come una “semplice” chiave USB comodamente trasportabile e facile da usare poiché la fase d’installazione e di configurazione sono semplici ed intuitive.

 

Come funziona vi chiederete?

Serverflu si collega alla porta USB del PC/Server permettendo il monitoraggio temperatura del locale in cui è installato e mostrando i valori registrati attraverso un software user-friendly per sistemi Windows™ e Linux (fornito gratuitamente). Il sistema è inoltre in grado di avvisare immediatamente tramite e-mail e/o SMS in caso di superamento delle soglie nelle temperature registrate e avviare lo Shutdown automatico o l’avvio di un’applicazione su specifica dell’utente al superamento della soglia impostata.

Non necessita di alcun alimentatore esterno poiché l’alimentazione viene prelevata direttamente dalla porta USB. Il consumo di potenza è estremamente ridotto permettendo di alimentare più sensori contemporaneamente.

E’ inoltre disponibile l’applicazione per smartphone Serverfluapp che permette il monitoraggio temperatura in tempo reale e la visualizzazione delle informazioni raccolte da Serverflu.

Su richiesta è disponibile il supporto in ambiente LabVIEW™.

 

Quali sono le caratteristiche di Serverflu?

Monitoraggio temperatura

  • Allarme pop-up;
  • Invio e-mail di allarme;
  • Invio SMS di allarme;
  • Shutdown automatico;
  • Avvio di un’applicazione specifica al superamento della soglia;
  • Avvio come servizio;
  • Monitoraggio temperatura tramite Smartphone.

Insomma, non resta altro che provare questo nuovo ed intuitivo Sensore.

Per qualsiasi info vi consiglio di consultare la pagina del prodotto dove troverete risposte immediate alle vostre esigenze, grazie alla presenza e al supporto di professionisti che mettono a disposizione il loro sapere.