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Misurare temperatura e umidità: una pianta per la bioedilizia

Misurare temperatura e umidità:

nel rispetto di ogni normativa, esistono coltivazioni di canapa indoor, dove misurare temperatura e umidità è fondamentale

Dal 2002 la coltivazione intensiva di canapa, con dovute restrizioni, è stata resa legale dalla Circolare Ministeriale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali n. 1/protocollo 200 dell’8/05/2002: si tratta di una normativa con scarso margine di interpretazione e che richiede ai coltivatori un rispetto assoluto delle indicazioni, tanto che la nota Legge Fini-Giovanardi stabilisce pene severe in caso di coltivazioni non a norma. Il fulcro della Circolare si trova nelle varietà di canapa certificate, ovvero qualità selezionate per contenere un contenuto bassissimo di delta-9-tetraidrocannabinolo, più noto come THC, il principio attivo che innesca le reazioni tipiche di sostanze psicotrope e stupefacenti; nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, la percentuale di THC contenuto nelle fibre non può superare lo 0,2%.

La canapa coltivata con finalità industriali (cannabis sativa, specifica per usi edilizi, alimentari, agricoli, tessili) che si può decisamente definire green, non necessita obbligatoriamente di una coltivazione indoor, tuttavia, regola base dell’economia, se è possibile produrre per l’intero anno senza dover seguire i cicli naturali e climatici, l’imprenditore è maggiormente portato alla produzione senza interruzioni. Naturalmente seguendo con attenzione le best practice per ottenere raccolti idonei alla trasformazioni in prodotti edilizi, e non solo. Per questa ragione e per maggiori possibilità di investimento, la produzione indoor è quella più diffusa nei paesi maggiormente avanzati a livello tecnologico: la tecnica più diffusa è quella idroponica, in cui le piante vengono nutrite mediante soluzioni e senza utilizzo di terriccio, ma non mancano serre in cui si utilizzino specifiche qualità di terreno arricchito di fertilizzanti.

La coltivazione indoor richiede, quindi, la progettazione di idonee serre, dove misurare temperatura e umidità risulta fondamentale per la buona riuscita della semina: oltre a strumenti quali specifiche lampade per l’illuminazione, misuratori del PH del terriccio, vasi in plastica, non si può fare a meno di un termoigrometro digitale. Misurare temperatura e umidità con Serverflu e Umiflu richiede – qualora non ve ne sia uno già presente e utilizzabile allo scopo – l’acquisto di un semplice personal computer al quale collegare il sensore scelto per poter monitorare la costanza nel misurare temperatura e umidità:

  • per quanto concerne la temperatura, essa è considerata – sulla base di studi specifici – ideale tra i 19 °C e i 25 °C nel periodo di crescita della pianta, mentre per quanto riguarda la fase di germinazione il range più idoneo è compreso tra 18 e 27 °C;
  • per quanto riguarda l’umidità relativa, tenendo conto che la canapa ‘chiede’ un tasso di umidità abbastanza elevato, è necessario che esso rimanga costantemente tra il 60 e il 70%.

Nel misurare temperatura e umidità in un ambiente delicato la cui compromissione microclimatica potrebbe portare alla perdita di una percentuale consistente del raccolto, come non pensare a Umiflu: un sensore di alta precisione, facile parametrizzazione grazie a un software, incluso, che guida l’utente passo a passo e non richiede manutenzione?
In chiusura un breve elenco, non certo esaustivo, di quanto si può ottenere dalla trasformazione industriale della canapa nella bioedilizia:

  • dal fiore e dal fusto della canapa si ricavano cere, vernici, intonaci, pannelli isolanti e fonoassorbenti e blocchi prefabbricati;
  • il mattone di canapa, risultato di una lavorazione con calce, dà un prodotto resistente e leggero, refrattario alle muffe, che garantisce la traspirazione con diversi vantaggi sia per la salute dell’edificio che per quella umana;
  • la canapa è un valido isolante termico ed acustico, con vantaggi dal punto di vista di risparmio energetico; inoltre, è un materiale che per natura ‘respinge’ l’anidride carbonica, rendendo gli ambienti interni più salubri.

Misurare temperature e umidità è il nostro core business, ma, cogliendo l’occasione di un articolo che mostra un lato non sempre noto di un prodotto dell’agricoltura… dateci più feedback possibili! Qui di seguito, sulla nostra pagina Facebook, iscrivendovi al gruppo “Temperatura” di LinkedIn… perché la canapa è bioedilizia, ma anche alimentazione, abbigliamento, biomassa e terapia del dolore. Se dimostrerete un buon interesse, potremo approfondire insieme il valore aggiunto della canapa.

M.F. Pria

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Controllo di temperatura: preservazione degli edifici

Controllo di temperatura e umidità:

sensori USB per controllo di temperatura e umidità sono validi alleati per prevenire la formazione di muffe lungo le pareti dei locali

Di recente si è parlato di quanto sia importante preservare dagli attacchi delle muffe sia documenti di valore storico-culturale, sia documenti con finalità fiscali sottoposti a stringenti normative di conservazione. Tuttavia, qualora si passi a considerare la formazione di muffe come un problema che può produrre, benché sul medio periodo, danni strutturali agli edifici, la legislazione mostra alcune lacune. Il D.lgs. 311/2006 e il DPR 59/2009, infatti, innanzitutto, non circoscrivono né identificano le condizioni ambientali esterne cui fare riferimento per verificare la condensa superficiale. Condensa superficiale e muffa sono fenomeni interconnessi causati dalla temperatura superficiale interna; li distingue il fatto che la condensa, che può manifestarsi anche solo occasionalmente quando la temperatura scende al punto di rugiada, nel tempo può portare alla creazione di muffa, che agisce come agente corrosivo in condizioni protratte di UR pari o superiore all’80%, il che si verifica quando la temperatura si assesta al di sotto dei 17 °C.
A fronte di un certo grado di ‘vuoto normativo’, è importante fare riferimento alla recente UNI EN ISO 13788:2013 (Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia; temperatura superficiale interna per evitare l’umidità superficiale critica e la condensazione interstiziale; metodi di calcolo”). Tale normativa europea, recepita nel giugno 2013 dal nostro paese, risulta più puntuale, fornendo indicazioni sulle metodologie di calcolo relative alla determinazione di:

  • temperatura superficiale interna di componenti o elementi edilizi al di sotto della quale è probabile la crescita di muffe; il controllo di temperatura e umidità relativa interna è il primo passo per prevenire e ridurre i rischi;
  • valutazione del rischio di condensazione interstiziale dovuta alla diffusione del vapore acqueo;
  • tempo necessario affinché l’acqua contenuta tra due strati di materiali con elevata resistenza al passaggio del vapore asciughi.

Tale norma, che è utile ricordare non è ‘legge’, ma un’indicazione di uniformità alle linee guida vigenti a livello europeo, stabilisce anche i criteri di verifica delle condizioni di formazione delle muffe in base alla tipologia di utilizzo dell’edificio (abitativo, lavorativo, di stoccaggio). L’importanza di tenerne conto risiede, tra l’altro, nel fatto che umidità e muffa creano una sinergia dannosa per l’intero edificio, anche se non si manifestano in ogni suo ambiente: poiché il danno può raggiungere una criticità elevata in tempi rapidi, è naturale che non vi sia altra soluzione se non la manutenzione correttiva, ovvero la più costosa e quella che ha maggiori probabilità – rispetto alle manutenzioni predittive e preventive – di sanare realmente il danno e salvaguardare la perdita, in valore economico e in sicurezza, dell’immobile.

Sulla base di quanto detto, è ragionevole pensare all’utilizzo dell’elettronica per una manutenzione preventiva? Sì, e senza costi irragionevoli o le competenze tecniche necessarie alla gestione di complessi sistemi integrati.

Ovunque sia possibile posizionare un PC è altrettanto possibile il controllo di temperatura e umidità mediante Umiflu, la versione termoigrometrica del sensore di temperatura USB di Magiant Serveflu. Il dispositivo, posizionato grazie alla prolunga in prossimità dei punti più soggetti alla formazione di condensa superficiale, in particolare gli angoli dell’ambiente e i punti di contatto con gli infissi, permette, mediante controllo di temperatura e umidità costante e che non necessita di presidiare senza interruzione il PC, di verificare che le condizioni ritenute idonee per contrastare la creazione di muffe rimangano costanti.

La normativa prevede infatti una temperatura interna di 20 °C e un’umidità relativa del 65%: impostate le soglie di Umiflu mediante il software gratuito, il controllo di temperatura e umidità vi dimostrerà nel tempo il valore della manutenzione preventiva.

M.F. Pria

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Controllo di temperatura: nodi cardine della cold chain

Controllo di temperatura:

il sintagma catena del freddo fa subito pensare al settore alimentare, ma il controllo di temperatura di ogni ambiente cardine di tale catena significa avere prodotti qualitativamente non corrotti anche nelle farmacie, negli ospedali e nelle cliniche veterinarie

Il mantenimento della catena del freddo è fondamentale per preservare la qualità dei prodotti sensibili alla temperatura, dai surgelati a prodotti medicali e farmaceutici come vaccini, insulina, prodotti biologici, reagenti, medicinali distribuiti al dettaglio.

Un carente controllo di temperatura durante la catena distributiva conduce inevitabilmente a dover eliminare i prodotti corrotti dallo shock termico, con ripercussioni negative in termini economici, di immagine, di fiducia degli acquirenti all’ingrosso e dei consumatori finali.

Il controllo di temperatura, garanzia di mantenimento della costanza della stessa, è un requisito fondamentale perché la catena del freddo non subisca interruzioni: ogni anomalia di temperatura che causi stress climatico ha, infatti, effetti cumulativi e irreversibili sul prodotto.

Per il settore alimentare, garantire il controllo di temperatura è l’elemento cardine della norma ISO 9001:2008 ([riguardo alla catena del freddo occorre] “stabilire, documentare, attuare e mantenere attivo un sistema di gestione […] e migliorarne in continuo l’efficacia”). Alla norma Uni si affiancano, per il medesimo settore, il decreto legge 193/2007 in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore, che sottolinea la cogenza del rispetto dei piani HACCP messi a punto dai produttori per l’autocontrollo dei processi produttivi e distributivi.

Per il settore farmaceutico, la Circolare 2 del 13 gennaio 2000 del Ministero della Salute regolamenta l’obbligatorietà per tutti gli operatori di conservare medicinali e altri agenti termosensibili alle temperature riportate sulle confezioni degli stessi. La Circolare esplicita la necessità, durante l’intera catena del freddo, della “presenza di un sistema di rilevazione […] che permetta la verifica della temperatura”.

Fatta eccezione per i camion adibiti al trasporto, il controllo di temperatura può agevolmente venire effettuato con semplicità e investimenti del tutto sostenibili in quelli che possono essere definiti gli anelli basilari della catena, ovvero:

  • le celle di conservazione del produttore, per lo più mantenute a circa –25 °C;
  • i magazzini di stoccaggio distribuiti sul territorio;
  • le celle frigorifere intermedie, dove il grossista posiziona la merce;
  • i luoghi di vendita diretta (fatta eccezione per alcuni medicinali che non sono accessibili in farmacia ma conservati in celle apposite negli ospedali).

Quattro nodi in cui il controllo di temperatura è fondamentale e può avere la medesima soluzione: Serverflu, il sensore di temperatura pen drive USB di Magiant che necessita semplicemente di un PC mediante il quale programmare, con il software dedicato, le soglie critiche oltre le quali far partire gli alert, e permettere il controllo di temperatura 24 ore su 24 anche da remoto grazie alle segnalazioni di anomalie che raggiungono gli addetti via email e SMS. Senza alcuna necessità di manutenzione, Serverflu può anche avviare, al verificarsi di condizioni di temperatura critiche, una specifica applicazione impostata dall’utente.

M.F. Pria

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Monitoraggio di temperatura e umidità: strutture operatorie veterinarie

Monitoraggio di temperatura e umidità:

grazie a dettagliate linee guida è possibile progettare o migliorare la propria struttura veterinaria usufruendo dei vantaggi dati dal controllo del microclima

ISVRA (Italian Society of Vetrinary Regional Anaesteshia) ha messo a disposizione delle importanti informazioni riguardo ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi in ambito veterinario che sottolineano, in particolare, l’importanza, tra l’altro, del monitoraggio di temperatura e umidità nei tre ambienti in cui avviene l’intero ciclo operatorio, ovvero la zona di preparazione, la sala operatoria in senso stretto, dove la zona deve essere il più controllata e sterile possibile, e l’area di risveglio. ISVRA sottolinea inoltre l’importanza di avere le aree per la diagnostica e la chirurgia meno invasiva siano il più attigue possibile al blocco operatorio tripartito di cui sopra.

Se i requisiti essenziali della zone di preparazione di quella di risveglio sono, entro certo parametri, meno stringenti, lo stesso non si può dire della sala operatoria. Da una parte vi sono le apparecchiature indispensabili, ovvero:

  • flussometri ed evaporatori per il caricamento degli anestetici e il controllo dell’apparecchio per l’anestesia medesima;
  • sistema di ventilazione manuale (tuttavia sconsigliato come si vedrà a breve);
  • materiale medicale per la rilevazione dei parametri vitali.

Dall’altro lato vi sono le necessità di monitoraggio di temperatura e umidità, poiché la sala operatoria deve essere in grado di mantenere una temperatura compresa tra i 20e i 25 °C e un’umidità del 65% con tolleranza del ±2%, ovvero un microclima ottimale perché l’animale non soffra a livello di parametri vitali – comunque costantemente controllati. Lo stress che un impianto di ventilazione manuale, guastandosi, può provocare agirebbe infatti su un organismo di per sé sottoposto a forzature, necessarie ma potenzialmente pericolose. Senza sottovalutare che un medico veterinario, durante le operazioni, può non percepire mutamenti di temperatura e umidità e certo non può interrompersi dal proprio operato per andare a controllare un termoigrometro da parete.

Una soluzione di impatto economico del tutto ragionevole è quella di attuare il monitoraggio di temperatura e umidità mediante Serverflu: il controllo è costante e, mediante prolunga, è possibile posizionare il PC cui il sensore si collega all’esterno, minimizzando i pericoli di contaminazione e permettendo al personale che si trova all’esterno della sala operatoria di controllare in tempo reale le condizioni all’interno. A quel punto solo in caso di variazioni stressanti, il sistema Umiflu di monitoraggio di temperatura e umidità – correttamente impostato – segnalerà la criticità delle condizioni permettendo un intervento tempestivo. Senza tralasciare che in caso di PC non presidiato si possono ricevere alert via email o SMS personalizzando gli indirizzi e i numeri telefonici.

M.F. Pria

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Monitoraggio della temperatura: configurazione dei parametri

Monitoraggio della temperatura:

per qualunque responsabile o operatore addetto al monitoraggio della temperatura in ambienti critici è fondamentale che gli allarmi non si attivino quando non è necessario

Per evitare che il monitoraggio della temperatura in ambienti critici provochi alert a qualsiasi ora del giorno e della notte, influendo sui costi di manutenzione, ci sono molteplici aspetti da considerare riguardo alla parametrizzazione, ad esempio, dei propri sensori di temperatura.

Certo a volte può trattarsi di un difetto di produzione del sensore, ma eliminata questa possibilità, peraltro percentualisticamente irrilevante con un sensore di temperatura come Serverflu che, privo di batteria, non richiede manutenzione, alcuni accorgimenti permettono di monitorare da remoto e 24 ore su 24 un server o un’intera sala server senza che un’ipersensibilità dei dispositivi elettronici dei dispositivi di monitoraggio della temperatura provochi segnalazioni quando, nell’ambiente controllato, non ci sono state variabili degne di essere considerate rischiose. Alcuni professionisti consigliano semplicemente di affidarsi a dispositivi meno sensibili, Magiant vi permette di customizzare il vostro sensore di temperatura e, nella versione Umiflu, il sensore di temperatura e umidità, dato che anche questo fattore ambientale è fondamentale da monitorare nelle sale server. Per un monitoraggio della temperatura e dell’umidità corretto mediante Umiflu nelle server room è importante dedicare il giusto tempo alla parametrizzazione delle soglie, operazione che, grazie al software fornito gratuitamente con il dispositivo e dotato di interfaccia GUI di configurazione e controllo, è di semplice accesso anche per personale non specializzato. Come dire: il tecnico installatore esterno diventa un ricordo.

Quindi, una volta collegato Umiflu alla porta USB del PC, occorre agire per ottenere un monitoraggio della temperatura e dell’UR efficace ma non ipersensibile e sfruttare a meglio le potenzialità del termoigrometro.

  • Quando si effettua il monitoraggio della temperatura con alcuni dispositivi, può accadere che essi non rilevino realmente la temperatura ambientale, ma siano influenzati dal calore emesso dalla macchina: mediante la prolunga che Magiant mette a disposizione è possibile posizionare il sensore nel luogo migliore, diminuendo sensibilmente il rischio di rilevazioni alterate.
  • Spesso il rischio di allarmi falsati è dovuto a impostazioni troppo rigide dei range: per un monitoraggio di temperatura e umidità continuo e da remoto occorre impostare i parametri con un discreto margine di tolleranza rispetto al “microclima perfetto”.
  • Per i dispositivi elettronici, è possibile fare riferimento alle indicaione dell’ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers), orientandosi in un range di temperatura compreso tra 25 e 27°C. Temperature simili hanno dimostrato sul campo di non provocare danni ai dispositivi e di garantire allo stesso tempo un discreto risparmio energetico.

Un plus dei prodotti per il monitoraggio della temperatura e umidità di Magiant è, inoltre, la capacità di avviare lo shutdown automatico o, ancor meglio, l’avvio di un’applicazione specifica impostata dall’utente.

M.F. Pria

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Sensore di temperatura: produzione di glass master

Sensore di temperatura:

quando, senza troppi tecnicismi, si parla di compact disc che si sono “smagnetizzati” non sempre possiamo attribuirne le colpe al produttore del glass master, che, di norma, segue rigide condotte per una preparazione ottimale della ‘madre’.

In quanto dispositivi leggibili mediante laser i compact disc vengono definiti dischi e ottici, composti da un disco di policarbonato trasparente con una struttura secondo la quale i dati vengono ordinati lungo un’unica traccia a forma di spirale. Ma è la replicazione industriale dei dischi ottici la parte più delicata del processo produttivo: il danneggiamento del prodotto finito non è necessariamente legato alla produzione del glass master, procedura mediante la quale si ottengono delle copie CD o DVD identiche al master fornito dal cliente. Questo master viene innanzitutto sottoposto a rigorosi controlli di qualità e, nel caso non risponda ai parametri imposti dagli standard di riferimento o presenti errori non sanabili, ne viene richiesta una nuova copia.

Se il master risponde ad ogni requisito, si passa alla realizzazione del glass master, un disco ‘madre’ in vetro dal quale sarà possibile ottenere, mediante galvanizzazione, un disco ‘padre’ di nichel, pronto per essere utilizzato nella pressa per la stampa di circa 20.000 dischi.

La sintesi del processo di produzione del glass master richiede, quindi, camere bianche estremamente sensibili, simili a quelle richieste dall’industria elettronica, dove i requisiti di processo e di purezza ambientale sono particolarmente rigidi. Ed è la sinergia dei sensori e degli impianti sottoposti a monitoraggio che rendono importante l’utilizzo di un sensore di temperatura e di pressione.

Magiant propone entrambe le soluzioni: per il monitoraggio della sola temperatura Serverflu assolve egregiamente il proprio compito monitorando la temperatura, mentre Umiflu opera sia come sensore di temperatura che come igrometro. Entrambi garantiscono la costanza del monitoraggio, fondamentale sia per aziende che lavorano su turni diurni che per quelle che optano per il ciclo continuo, oltre ad essere agilmente parametrizzabili così da inviare alert nel caso di variazione di temperatura e umidità che possono danneggiare la purezza della camera bianca anche in quei momenti in cui il PC cui sono collegati mediante USB non sia presidiato. Naturalmente si parla di ambienti in cui devono coesistere svariati tipi di misuratori, ma non è difficile comprendere come in una camera bianca destinata alla produzione di glass master ogni minimo mutamento del microclima possa recare danni: monitorando l’ambiente con il sensore di temperatura Serveflu o con il termoigrometro Umiflu è possibile intervenire in tempi ristretti in caso di malfunzionamento di filtri e macchinari per la depurazione dell’aria da microparticelle dannose, poiché, rilevando in tempo reale il mutamento ambientale, permettono di interrompere il processo – attualmente ancora piuttosto costoso – e ripristinare le condizioni ottimali. Un’instabilità nel microclima della camera bianca, infatti, apre le porte a molti agenti contaminanti.

Partendo da Umiflu e settando al meglio i parametri è possibile, se non prevenire, ridurre tali rischi in modo considerevole.

M.F. Pria

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Termoigrometro: archiviazione cartacea dei documenti fiscali

Termoigrometro:

come per gli archivi storici, l’umidità aggredisce anche gli archivi aziendali dove, in ottemperanza alle normative, vengono conservate le documentazioni fiscali

A volte, si sa, il cammino legislativo che porta a colmare ogni lacuna su un determinato argomento è lungo: è il caso della normativa relativa alla procedura informatico-legale della conservazione sostitutiva dei documenti rilevanti ai fini fiscali. Il D.M. 24 gennaio 2004, unitamente alla Deliberazione CNIPA n. 11/2004, infatti, hanno chiarito la possibilità di conservare su supporto informatico i documenti con valore fiscale, quali, ad esempio le fatture e i registri IVA. Naturalmente perché la conservazione sostitutiva abbia valore legale occorre che i documenti vengano trattati mediante la cosiddetta firma digitale, la quale garantisce la loro “cristallizzazione” per quanto riguarda forma, contenuto e datazione. Si tratta indubbiamente di un notevole passo avanti, che permette, in linea di principio, l’eliminazione di archivi cartacei, il risparmio sulla stampa di documenti trasmessi mediante posta elettronica, la maggior garanzia di tutela dei documenti (le aziende che offrono il servizio di conservazione sostitutiva, infatti, producono almeno due copie di ogni blocco documentale). Fino al marzo di quest’anno, tuttavia, non era ancora chiaro se la procedura di dematerializzazione fosse possibile anche per i DDT: ad oggi, nonostante la risoluzione 19/E del marzo 2013 con cui l’Agenzia delle Entrate dirime la questione includendo i documenti di trasporto, moltissime aziende si trovano a non avere le risorse sufficienti per procedere all’archiviazione sostitutiva di tali documenti, poiché si parlerebbe di sostenere una spesa considerevole per trattare la documentazione raccolta in dieci anni, ovvero il tempo stabilito per legge durante il quale i documenti non possono venire distrutti.

Per questioni di uso razionale dello spazio, soprattutto le PMI, conservano negli uffici amministrativi i documenti relativi all’anno fiscale in corso e a quello precedente, andando ad archiviare il pregresso, molto spesso, in ambienti sotterranei. È palese che una simile collocazione, per garantire l’integrità dei documenti, non possa essere lasciata in condizioni microclimatiche non controllate: un termoigrometro è lo strumento più affidabile per difendere dalle insidie dell’umidità documentazioni con valore legale e probatorio che l’azienda è tenuta ad esibire in caso di richiesta delle autorità competenti.

Umiflu, termoigrometro che opera senza necessità di presidio presso il PC cui è collegato grazie all’invio di email e SMS di alert, offre la possibilità di monitorare 24 ore su 24 temperatura e umidità di simili ambienti sotterranei preservandoli in particolare dai danni che l’umidità può provocare. Per l’impostazione mediante software dei parametri idonei alla conservazione della carta è possibile fare riferimento alla norma UNI 10829:1999 secondo la quale la temperatura non deve superare il range compreso tra 13 °C e 18 °C con un margine di tolleranza di ±3 °C e l’umidità relativa deve assestarsi tra il 50 e il 60%. Poiché danni irreversibili ai documenti fiscali su supporto cartaceo si manifestano con il protrarsi di condizioni miroclimatiche sfavorevoli, è possibile usufruire di una consulenza gratuita: professionisti dell’elettronica vi renderanno chiaro quanto sia semplice e accessibile impostare correttamente il termoigrometro, così da non imporre soglie troppo stringenti che potrebbero portare al lancio degli alert anche in condizioni non rischiose; il tutto senza perdere la possibilità di avere un report completo delle variazioni dell’ambiente sottoposto a controllo.

M.F. Pria

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Il sensore di temperatura: la salute per tutti

Il sensore di temperatura:

con una soluzione elettronica come quella proposta da Magiant, chiunque può controllare i parametri ambientali di un ambiente chiuso

Tanto quanto il sensore di temperatura Serverflu può agevolmente e facilmente venire utilizzato in piccoli uffici, altrettanto questa piccola, pratica ed efficiente pen drive con ingresso USB dimostra in molteplici campi la propria versatilità. Proprio ieri Corriere.it ricordava le insidie che possono nascondersi dietro ad un cattivo utilizzo dell’aria condizionata: stravolgere il microclima degli ambienti chiusi oltre una soglia di 4 o 5 °C rispetto alla temperatura esterna può intaccare seriamente la salute. L’articolo consiglia alcune pratiche per ridurre i rischi dovuti a condizioni di areazione forzata stressanti, che in questa stagione coinvolgono davvero tutti.

Grazie al sensore di temperatura e umidità Umiflu è possibile controllare i due parametri sia negli uffici che nelle abitazioni private, evitando un abuso e una forzatura eccessiva delle condizioni ambientali. Eppure utilizzando Umiflu come segnalatore di superamento delle soglie di comfort incluse tra i 22 e i 25 °C con umidità relativa del 65% anche negli esercizi commerciali si riducono notevolmente i rischi per la salute: maggiore è il numero di sbalzi termici, maggiore è la possibilità di ripercussioni fisiche, in particolare per bambini, anziani e soggetti affetti da malattie croniche. È quello che succede quando si entra in un esercizio commerciale in questo periodo: uno stress caldo/freddo che può toccare differenze superiori ai 15 °C. Ma oggi quale negozio non è dotato di un PC cui poter agevolmente connettere Umiflu impostando soglie corrette per il benessere degli esercenti quanto dei visitatori? Il sensore di temperatura e umidità rientra a pieno titolo tra le soluzioni tecnologiche che possono essere adottate per mettere in pratica il principio cardine della domotica, ovvero migliorare la qualità della vita negli ambienti chiusi. Senza pretese di essere il solo elemento necessario per la realizzazione di un sistema domotico completo, il sensore di temperatura e umidità risponde a tutte le peculiarità richieste alle tecnologie finalizzate alla realizzazione di ambienti intelligenti.

  • Il dispositivo è di semplice utilizzo grazie al software user friendly fornito gratuitamente, infatti, può agevolmente essere utilizzato da un’utenza ampia e non professionale;
  • è sicuro poiché il suo utilizzo non può provocare danni all’utilizzatore;
  • garantisce continuità di funzionamento grazie al fatto che non è alimentato a batteria e quindi non necessita di manutenzione (e poiché lavora in sinergia con un PC, in quanto sensore di temperatura e umidità ambientale, riduce sensibilmente anche la possibilità che il processore subisca un guasto, dal momento che le condizioni di comfort per gli esseri umani rispondono anche a quelle di un singolo PC);
  • il sensore di temperatura e umidità è affidabile dal momento che è in grado di segnalare in tempo reale e anche in caso di PC non presidiato il superamento delle soglie;
  • ha un costo accessibile, del tutto concorrenziale per i vantaggi che offre.

Inoltre, come è proprio delle tecnologie per la domotica, il sensore di temperatura e umidità ha come corollario un vantaggio da non sottovalutare, ovvero il risparmio energetico: moderare il sistema di condizionamento non può che portare ad una diminuzione dei consumi.

M.F. Pria

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Controllo della temperatura: industria chimica

Controllo della temperatura:

nel panorama dell’industria di processo, i laboratori del settore chimico necessitano di un monitoraggio delle variabili ambientali costante e preciso.

Quanto costa ad un’industria chimica – in termini di manutenzione, interruzione del lavoro, degenerazione dei composti, danni agli operatori – un guasto dovuto al mancato rilevamento in tempo utile di variazioni di temperatura e umidità all’interno dei laboratori di ricerca? Molto. La prevenzione, al contrario, può richiedere un investimento del tutto ragionevole se la chiamiamo Serverflu. Frutto dell’esperienza di Magiant nel settore dell’elettronica industriale, il dispositivo permette il controllo della temperatura con precisione e costanza: installando il software fornito gratuitamente, è possibile impostare per ogni ambiente i parametri microclimatici che garantiscano la tutela delle lavorazione, delle analisi e dei tecnici di laboratorio.

Naturalmente è noto a tutti che nel suo complesso, l’industria chimica, per i processi di lavorazione e trasformazione, necessita di una gamma di strumentazione che possano sopportare fortissimi stress ambientali e elevatissime temperature e che siano in materiali compatibili con le sostanze con le quali deve venire a contatto nell’impianto. Di conseguenza, Serverflu si propone nel settore per il controllo di temperatura e umidità all’interno dei laboratori, dove sono parimenti necessarie prestazioni elevate per gli strumenti che possano tutelare le sperimentazioni e la ricerca e allo stesso tempo non compromettano la salute degli operatori. Ancora una volta i prodotti di Magiant mostrano il loro duplice valore: tutela del prodotto – nella più vasta estensione del termine – e tutela del lavoratore.

Nel primo caso, Serverflu opera efficacemente nei moderni laboratori: poiché lavorazioni delicate quali l’ottenimento di soluzioni, sospensioni, dispersioni sono soggette a condizione microclimatiche particolari che possono portare al surriscaldamento o all’eccessivo raffreddamento dell’ambiente circostante. E come più volte sottolineato il benessere del processo non deve impedire la tutela degli operatori: installando Serverflu, o la versione termoigrometrica Umiflu, è possibile ridurre i rischi climatici per i lavoratori, connessi appunto al controllo della temperatura e dell’umidità, oltre che dell’impianto della ventilazione. Con Umiflu il controllo della temperatura e dell’UR sono garantiti dalle soglie impostate mediante software e il sensore rileva costantemente i dati una volta connesso mediante ingresso USB a un PC: inserendo i parametri in modo stringente, temperatura inclusa tra i 18 e i 20 °C e UR pari al 50% con una tolleranza del ±5%, è possibile lavorare su reazioni che, in caso di variazioni dei parametri, possono portare al rischio di fallimento dell’analisi, ma soprattutto a rischi per il benessere degli operatori.

La ricerca non va fermata, ma il progresso ci permette di non dover ripetere episodi di grandi scoperte e grandi perdite, come avvenne a Marie Curie. Le dobbiamo molto, il suo lavoro le deve la vita.

M.F. Pria

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Il sensore di temperatura dialoga con LabVIEW™

Il sensore di temperatura:

disponibile nativo per ambiente Windows e Linux, il nostro sensore parla anche in “linguaggio G”

Su queste pagine, il sensore di temperatura Serverflu e la sua versione termoigrometrica Umiflu mostrano le loro potenzialità in situazioni in cui i parametri microambientali necessitano di un costante monitoraggio a garanzia della tutela di macchine e uomini. E certo questo è il punto di forza di un sensore di temperatura e pressione che, senza investimenti iniziali eccessivi, permette di controllare ambienti delicati come i depositi farmaceutici e alimentari anche da remoto, con un approccio accessibile all’utente, ampio range di operatività e grande precisione nelle rilevazioni.

Tuttavia i prodotti di Magiant hanno un ulterior plus: su richiesta, infatti, è disponibile il supporto perché il sensore di temperatura si interfacci in ambiente LabVIEW™ (http://www.ni.com/labview/i/). Stiamo parlando di un integrated development enviromnment, un software per la programmazione sul quale National Instruments sta lavorando fin dal 1984: ad oggi, la release 2012 è quella rilasciata più di recente. La prima versione era concepita per un SO Macintosh ed è stata lanciata nel 1986: fin da allora l’ambiente LabVIEW™ è nato per venire utilizzato principalmente per acquisizione e analisi dati, controllo di processi, generazione di rapporti. Oggi, come è naturale nel progresso tecnologico, LabVIEW™ lavora su piattaforme Windows, Linux e Mac OS.

Stiamo naturalmente parlando di un software specializzato, grazie al quale è possibile ottimizzare l’automazione nei sistemi di test, il controllo degli strumenti, la progettazione di sistemi di monitoraggio e controllo embedded. Di fronte alle specificità dell’ambiente LabVIEW™, è chiaro che l’ambito di applicazione del software è altrettanto settoriale: un’azienda logistica difficilmente necessita di un simile strumento. Molte altre però lo utilizzano da tempo con soddisfazione. Ma il nodo cruciale è che stiamo parlando di un software: se l’hardware su cui è installato subisce un danno, i molteplici vantaggi dell’utilizzo dello strumento di National Instruments, possono subire destabilizzazioni, indipendentemente da back-up automatici ravvicinati e altri sistemi di protezione del lavoro in corso. Quindi perché non monitorare il microclima dell’ambiente in cui si trova la macchina? Il sensore di temperatura USB, correttamente configurato, permette il controllo continuativo dell’ambiente circostante prevenendo danni da surriscaldamento al processore e avviando in automatico lo shutdown della macchina che, come premesso, può non essere continuamente presidiata poiché in parallelo al pop up di alert che compare sul monitor, il responsabile viene avvertito da remoto con email e SMS.

Fate parlare il sensore di temperatura in linguaggio G!

M.F. Pria